Categoria: Primo Piano

  • Solidarietà per Rita.  Zero tolleranza contro il fascismo!

    Solidarietà per Rita. Zero tolleranza contro il fascismo!

    Campi Aperti condanna senza se e senza ma l’atto intimidatorio ai danni della drogheria 57 di via Pietralata.

    Piena solidarietà per Rita incredibile donna che ha sempre sostenuto la nostra comunità, anche grazie al suo lavoro e al suo inesauribile impegno sociale e politico.

    Fonte: https://www.zic.it/sfregiata-la-drogheria-53-al-pratello/

    Nottetempo un individuo, con una svastica tatuata sul petto, ha compiuto un atto vandalico contro la bottega della Rita, imbrattando anche il cartello “chiuso per lutto” che era affisso sulla serranda. “La vivo come una minaccia”, dice Rita, “è giunto il tempo di far sentire che c’è una sensibilità e una presenza antifascista sul territorio”.

    Il Pratello è sicuramente uno dei quartieri più antifascisti di Bologna, la Rita e il suo negozio di vicinato, la “Drogheria 53” di via Pietralata, è da anni un punto di riferimento per la festa popolare del 25 aprile. I ragazzi del Pratello hanno realizzato anche una maglietta con la scritta “Brigata Rita”, elogiando e riconoscendo il suo impegno sociale contro il razzismo, il fascismo e ogni forma di discriminazione, apprezzando le sue battaglie ambientali condotte in città e in quartiere.

    La “Drogheria 53” in questi giorni è chiusa, Rita è stata colpita da un grave lutto familiare, sulla serranda era affisso un cartello di “chiuso per lutto”.

    Due notti fa, verso l’una e trenta, un individuo sui venticinque / trent’anni, con tatuata una svastica sul petto (tenuta ben in vista), ha tentato di deturpare, con una bomboletta di vernice nera, la serranda del negozio, tra l’altro imbrattando a sfregio il cartello “chiuso per lutto”.

    La serranda della bottega è decorata da un graffito che simboleggia il sostegno a Xm24, una esperienza di autogestione dal basso che Rita ha sostenuto e frequentato. L’atto vandalico era rivolto soprattutto a questo disegno decorativo.

    Il gestore della vicina birreria, vedendo la scena, si è rivolto al “verniciatore fascista” chiedendo cosa stesse facendo e ricevendo, come risposta dal nazi, uno spruzzo di spray nero molto irritante.

    A quel punto, l’esercente ha chiamato le forze dell’ordine. Il ragazzotto ha cercato prima di scappare con la bicicletta con cui era sopraggiunto, ma placcato e immobilizzato dal birraio, ha pensato bene di chiamare il 118 dichiarando di essere stato ferito. Quando sono arrivati i carabinieri il tipo ha fatto il carino con loro.

    Alcuni writers presenti in birreria hanno detto che il fascistello non c’entra niente con il loro mondo. Altre due persone, spettatrici dell’episodio, hanno testimoniato che l’individuo responsabile dei danni alla serranda si filmava con un telefonino e che, per l’atteggiamento, per l’uso impacciato della bomboletta, per l’importanza che dava al “documentare” il gesto che stava compiendo non sembrava un “tipico” writer, ma era venuto lì apposta (tra l’altro in bicicletta) per compiere quella bravata.

    I carabinieri hanno verificato le testimonianze e hanno identificato l’autore della bravata e il birraio.

    Sull’episodio abbiamo voluto sentire la Rita che, naturalmente, non l’ha presa bene: “Spero che le budella gli si attorciglino attorno alla gola… Quel vigliacco ha sfregiato anche il cartello ‘chiuso per lutto’… E’ una forma ignobile di disprezzo nei confronti della mia persona e della mia famiglia… Sono preoccupata e vivo questo atto come una minaccia esplicita. Altre volte sono stata oggetto di danni addebitabili a ‘mani fasciste’ e non ho mai utilizzato tribunali per rispondere. Questa volta ho deciso di fare denuncia per non lasciare che anche questa cosa vada in cavalleria… E vi assicuro che non mi fa piacere… I carabinieri hanno identificato il fascista, il mio vicino ha fatto denuncia per aggressione, io mi appresto a farla per atti vandalici e danni aggravati. Voglio fare la querela perché è un po’ di tempo che gruppetti di giovani nazistoidi girano sfregiando simboli, aggredendo negozianti stranieri, sentendosi troppo a ‘loro agio’… Vorrei che il mio esposto non fosse raccolto solo come scontro tra ‘opposte fazioni’, credo che, anche con piccoli atti individuali, sia giunto il tempo di far sentire che c’è una sensibilità e una presenza antifascista sul territorio. Non è vero che tutte le vacche sono bigie, c’è chi prende parte e dalla ‘nostra parte’ c’è bisogno di renderlo palese”.

  • Con MAG6 sosteniamo il cambiamento sociale

    Con MAG6 sosteniamo il cambiamento sociale

    mercoledì 1 luglio 2020 alle 18.30 online in diretta sul canale YouTube di Camilla a questo link > https://youtu.be/xje1kywNF-A

    MAG6 è in rete da tempo con tanti percorsi di cambiamento sociale e autogestione, tra cui Camilla e Campi Aperti, e tanto resta ancora da fare sul campo!
    In questo periodo di difficoltà per molte piccole realtà il bisogno è raccogliere nuovo capitale sufficiente a rispondere alle richieste di aiuto pervenute, misurandosi con l’approccio della sostenibilità condivisa creata dalle entrate di tante piccole liberalità continuative da parte dei soci, così da non vincolare l’accesso ai nostri strumenti per l’autogestione (finanza, consulenza e formazione, strumenti di mutualità) unicamente a coloro che possono pagare la copertura del relativo costo.

    Si supera il modello della “bancabilità” per passare a quello della fiducia e della garanzia condivisa. Per farlo è necessario il sostegno di nuovi soci e di incrementare il capitale in MAG6.

    Conosciamo MAG6 e le sue attività con alcune domande e risposte dirette e concrete. Camilla e Campi Aperti vi invitano ad ascoltare le risposte di Luca ed Enrico di MAG6.

    Seguici sul canale Youtube
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    Sotto la lettera di richiesta supporto che abbiamo ricevuto da Luca ed Enrico di mag6:

    Ciao a tutte/i,

    da tanti anni siamo compagni di viaggio di reti ed esperienze di cambiamento sociale: Creser, Campi Aperti, Camilla, Wwoof, solo per citare i primi nomi che ci vengono in mente di un elenco molto lungo. A qualunque forma di autogestione dei diversi ambiti della vita che abbiamo incontrato in questi 30 anni, abbiamo  cercato di offrire strumenti per realizzare i propri progetti, condividendo soddisfazioni, fatiche, sogni.

    Come Mag6 da tempo abbiamo intrapreso un cammino di cambiamento rispetto al modello di sostenibilità economica della nostra cooperativa, per staccarci dall’idea che per sostenersi occorra basarsi inesorabilmente sui ricavi prodotti dalle “vendite” delle nostre attività. Stiamo  cercando  di andare nella direzione di una “sostenibilità  condivisa”, creata dalle entrate di tante piccole liberalità continuative da parte dei soci, così da non vincolare l’accesso ai nostri strumenti per l’autogestione (finanza, consulenza e formazione, strumenti di mutualità) unicamente a coloro che possono pagare la copertura del relativo costo.

    Questo nostro percorso deve ora misurarsi con la situazione che si è creata a seguito della pandemia: diverse realtà finanziate da Mag6 ci hanno richiesto di poter sospendere momentaneamente i rientri dei  prestiti loro concessi, contemporaneamente  diverse realtà ci stanno chiedendo l’erogazione di nuovi prestiti per far partire/ripartire le loro attività. Come Mag 6 vogliamo accogliere positivamente i bisogni sia dei primi che dei secondi, ma per poterlo fare abbiamo bisogno di raccogliere capitale sufficiente per rispondere alle richieste di aiuto pervenute.

    Non vogliamo lasciar sole queste realtà di cambiamento sociale proprio in un momento così delicato!

     Davanti a questa situazione sentiamo di poter chiedere aiuto a chi riteniamo sia nostro compagn@ di viaggio,  sia come organizzazioni che come singole persone:

    ** se sei interessato a diventare soci@ di Mag6 questo è il momento per farlo! 
    ** se sei già soci@ ed hai la possibilità di incrementare il tuo capitale in Mag6,

    ora è il momento in cui ne abbiamo più bisogno!

     Pensiamo che le situazioni di bisogno, una volta conosciute, si possano superare, come già successo tante volte, grazie al coinvolgimento concreto di ognun@, e che l’esito di ciò che produrremo sarà la somma delle decisioni che le realtà collettive o le singole persone, decideranno di compiere.

  • Una storia d’infinita miseria

    Una storia d’infinita miseria

    E dopo il covid19 venne il recinto.

    Ovvero: come continuare una storia d’infinita miseria.

    Alla fine l’hanno fatto: transennare, chiudere un parco all’interno del progetto della cosiddetta “trilogia navile”.

    L’angolo è quello tra via Gobetti e Fioravanti, a ridosso dello stabile che fu XM24 ed al cui interno sono nati i mercati biologici di Campiaperti. La storia è fin troppo nota: dopo 17 anni di gestione dello spazio il comune di Bologna non rinnova la convenzione, poi ad agosto scorso lo sgombero con la promessa di una diversa risoluzione entro il 16 novembre.

    Promessa non mantenuta: Xm24 sta ancora aspettando.

    A dicembre nuova occupazione dell’ex caserma Sani, rapidamente sgomberata.

    Punto e a capo.

    Poi il covid ha invaso le nostre vite rendendo silenziose le strade, i mercati biologici e più in generale di prossimità, resi impossibili da decisioni politiche gravi e opinabili che hanno colpito il lavoro di centinaia di piccole aziende agricole. Ma il virus non ha cancellato il desiderio d’incontrarsi, di capire e di reagire a quello che si profila come una vera e propria pandemia economica e dove i deboli saranno i più esposti e vessati. Non siamo tutti nella stessa barca.

    E dalla prima riapertura quel rettangolo di verde è tornato ad essere XM24, un punto d’incontro e d’ascolto di una città altra che vive nel territorio e che chiede rispetto per la propria esperienza.

    Un prato, al di là della formale appartenenza, è un bene comune che appartiene alla comunità e dall’intera comunità va goduto, transennarlo vuol dire privatizzarlo di fatto con un atto d’inaudita violenza e arroganza degna di nessuna causa. La terra dovrebbe essere di tutti, come i contadini sanno bene…

    Un recinto, una normalità che chiude alle diversità. Tutto questo non ci appartiene.

  • Strade e piazze davvero libere per tutt*!

    mi sa che mi ero già espressa su change.org qui, però hoi.. di nuovo.

    capisco eh che siamo alla disperazione per far sentire la nostra voce, senza scendere in piazza ed ammassarci sotto palazzo d’accursio, ma quelli di change.org sono una azienda americana che fa soldi sui vostri dati/gusti/interessi, etc.. ed è sensato NON dargli “autorevolezza”, secondo voi come li pagano 300 dipendenti?

    pagina in italiano https://en.wikipedia.org/wiki/Change.org

    ed in inglese: https://en.wikipedia.org/wiki/Change.org#Criticism

    Poi ho visto oggi che è possibile mandare proposte/lamentele al nuovo piano regolatore: di cui ho solo letto i titoli e partemalissimo.. nelle righe io ci leggo “città da svendere alle aziende”. Qua pare possibile fare controproposte: http://partecipa.comune.bologna.it/proposte-miglioramento-pug  Se qualcuno ci crede che saranno rispettate le può fare lì. Magari su tutta sta campagna di varia gente, è più sensato indirizzarli lì? Ma vedo tra i firmatari c’è gente che è già in comune.. bho.. o non lo sanno o si propongono come intermediari degli intermediari??! non capisco.. mi sembra una mossa per usare la gente e l’emergenza.

    A proposito.

    Poi altra cosa, visto che ho letto quel documento. Proporre misure emergenziali per farle passare a Permanenti è una strategia pessima. Nel senso che avvalla un modus operandi malvagio.

    Ci sono le misure di emergenza e ci sono le proposte per il benessere della vita quotidiana.

    Le misure di emergenza devono SEMPRE essere abolite dopo l’emergenza proprio perchè straordinarie in situazione straordinaria, NON normale.

    Proporre la pedonalizzazione e spazi di socialità è semplicemente una scelta politica, contraria alle scelte politiche precedenti, che hanno sbagliato. E va rivendicata come tale.

    A voi cosa dice questo manifesto dello sgombero di XM24 e della sani?!** e di tutte le aggregazioni informali che vengono soffocate quotidianamente e della polizia che “vigila contro il bivacco” che significa anche semplicemente sedersi in terra? quando dalle firme che leggo mi sembrano molti che di spazi ne hanno già assegnati e sono preoccupati di averne di più per l’estate… per poi magari privatizzarseli, vedi il guasto, che ci stai solo con un cocktail in mano da 7 euro.

    Questa la mia opinione. Poi mi va bene bene che la firmiamo pure noi. Però come Campi Aperti dovremmo trovare un modo per salvaguardare la socialità informale.

    Insomma, tutti sono in crisi in questo periodo in cui molti hanno perso il lavoro o si sono trovati bloccati, come noi.

    Però va trovata una via che sia per tutti, non solo per pochi.

    Quindi Sì a piazze libere e strade aperte, senza tutori o associazioni garanti.

    ciao Cristina

    ** e di un’altra decina di spazi autogestiti dal basso con il metodo del consenso?!

  • Strade Aperte

    Campi Aperti sottoscrive il documento:

    La pandemia ha cambiato radicalmente il modo di concepire lo spazio pubblico. Il distanziamento sociale, culminato nella quarantena che abbiamo affrontato per due mesi, ci ha costretto a diradare le relazioni, rinunciando a quei rituali quotidiani che rappresentano la parte migliore delle nostre giornate.

    Allo stesso tempo l’emergenza climatica, dichiarata pochi mesi fa anche dal Consiglio Comunale di Bologna, è già parte del nostro presente, e rischia di rappresentare una grave ipoteca sul futuro del nostro Pianeta.

    Abbiamo bisogno di nuovi spazi di vita: le settimane di lockdown ci hanno fatto vivere una città libera dalle auto e dai loro odori, permettendoci, se lo volevamo, di camminare in mezzo alla strada. Godere ogni centimetro della città è migliorare la qualità delle nostre vite, oggi schiacciata tra il necessario distanziamento fisico e la crescita del traffico che ci toglie spazio.

    Siamo convinti che le nuove sfide poste dalla pandemia possano trasformarsi in occasioni per affrontare i nodi che già conoscevamo. Pensiamo, per esempio, che il distanziamento fisico possa diventare riappropriazione dello spazio pubblico; che la necessità di contingentare l’uso del trasporto collettivo possa aiutarci a scegliere mezzi ecologici e salutari, dai piedi alla bici.

    Oggi, in un’epoca emergenziale, abbiamo bisogno di scelte straordinarie. Dobbiamo sperimentare, con la consapevolezza che soltanto attraverso la pratica quotidiana di ciò che prima sembrava impensabile possiamo trovare le soluzioni per vivere nella pandemia e gettare le premesse per un futuro sostenibile.

    Per queste ragioni, crediamo necessario promuovere una serie di misure emergenziali da testare durante l’estate, con l’obiettivo di creare nuovi spazi in prospettiva permanenti di socialità, relazione, gioco e cultura, ma anche nuove occasioni per il tessuto commerciale di vicinato della città.

    “Strade Aperte a Bologna” è una richiesta che viene dal basso, per riportare lo spazio pubblico al centro dei quartieri e della vita degli abitanti della Bologna fuori porta. E’ un approccio deliberato e graduale per infondere il cambiamento urbano, ambientale e sociale. E’ l’idea che strade e piazze della città, da aree di passaggio, di consumo o di parcheggio, tornino a essere luoghi da vivere e in cui vivere, dove la cittadinanza collabora attivamente sia nella ideazione, sia nella realizzazione concreta.

    “Strade aperte” propone e chiede concretamente all’Amministrazione comunale di progettare e realizzare, attraverso percorsi partecipativi che coinvolgano le associazioni e i cittadini dei territori nella loro definizione:

    1. Sperimentazioni d’uso dello spazio pubblico: attuiamo durante l’estate interventi diffusi di “urbanismo tattico”, con allestimenti anche temporanei con bassi costi e bassi rischi, per avere nuovi luoghi di incontro e di economia di prossimità;

    2. Il centro fuoriporta: creiamo nuove piazze pedonali in ogni quartiere, per offrire alla comunità locale spazi sicuri per la socializzazione ed eventi culturali;

    3. Strade residenziali condivise: diamo priorità alle persone rispetto ai veicoli a partire dalla evoluzione delle zone 30 esistenti in “zone residenziali”, dove i bambini possano giocare come una volta e i pedoni possano camminare sicuri;

    4. T-weeks: sperimentiamo l’estensione dei T-days tutti i giorni della settimana per l’estate e l’abbassamento della velocità a 20 km/h nelle vie secondarie del centro storico, con precedenza a pedoni, ciclisti e micro-mobilità elettrica.

    Inoltre, guardiamo alla cultura come a uno strumento fondamentale per promuovere nuovi stili di vita e aiutarci nella transizione verso una città sostenibile. Per questo proponiamo che l’estate culturale bolognese, co-promossa dall’amministrazione comunale e quest’anno programmata attraverso una pluralità di eventi sia in centro sia nei quartieri, diventi occasione per la promozione di nuovi spazi pubblici di socialità, con la pedonalizzazione per la durata dell’intera rassegna culturale dei luoghi che ospiteranno queste iniziative. Solo così questi angoli di città si trasformeranno da palcoscenici a spazi di relazioni nei quali bambini, donne e uomini e anziani possano giocare, chiacchierare, vivere l’estate.

    Abbiamo un’occasione importante: proiettare Bologna nel futuro. Ma il tempo del domani è oggi, e questa è una sfida da accettare ora.

  • Riapertura mercati e distanze di sicurezza

    Riapertura mercati e distanze di sicurezza

    Dall’inizio dell’epidemia abbiamo accettato norme stringenti, anche più stringenti rispetto a settori equivalenti e le abbiamo rispettate. Nello svolgimento del mercato del giovedì sera in via Gobetti, Campi Aperti si è impegnato a seguire rigorosamente tutte le misure di sicurezza anti-contagio concordate con il comune, per responsabilità civile davanti alla nostra comunità di co-produttori in questo periodo critico. Abbiamo rispettato, anche in passato, norme ingiustificatamente più stringenti di settori equivalenti e senza neanche protestare. Ci siamo perfino attivati per la costruzione di un servizio di consegna a domicilio per i nostri soci coproduttori su www.campiaperti.it.

    Il parco pubblico dietro il mercato, pur essendo in prossimità non è di nostra competenza, più volte anche dalla radio di mercato i partecipanti sono stati invitati a rispettare le indicazioni di sicurezza.

  • Il Mercato è OnLine!

    Il Mercato è OnLine!

    Il Mercato OnLine, che trovate su www.campiaperti.it, è già aperto per ricevere gli ordini dei prodotti preferiti delle nostre campagne…

    Pubblicato da CampiAperti – Associazione per la Sovranità Alimentare su Venerdì 1 maggio 2020

  • Mercati aperti dalle 16 alle 20

    Mercati aperti dalle 16 alle 20

    Anticipiamo alle ore 16 l’apertura dei tre mercati che riapriremo nella settimana entrante: via Tolmino, Vag e vicolo Bolognetti. Il motivo di questo anticipo è dovuto a un’imposizione del comune di Bologna di rispettare un rapporti 1 a 1 tra banchi e clienti presenti all’interno del mercato. Questa disposizione rallenterà in maniera forte lo svolgimento del mercato, per questo anticipiamo l’apertura alle 16 e posticipiamo la chiusura alle 20. Informiamo inoltre di essere abbastanza stanchi di subire disposizioni arbitrarie prive di senso oltreché di buonsenso, che hanno più a che fare con la burocrazia totalitaria che con la sicurezza sanitaria.

  • Stiamo tornando!

    Stiamo tornando!

    Martedì 14 Aprile dalle ore 15 in via Paolo Fabbri CampiAperti tornerà in piazza per distribuire prodotti ordinati, via telefono o mail, direttamente ai produttori (venerdì 10 divulgheremo la lista dei contatti). Chi effettuerà l’ordine potrà venire a ritirarlo direttamente al mercato. La vendita diretta al dettaglio per ora ci è stata preclusa.

  • UN SERVIZIO SANITARIO PER TUTTE E TUTTI

    UN SERVIZIO SANITARIO PER TUTTE E TUTTI

    L’emergenza attuale ha reso chiaro che l’accesso ai servizi sanitari è una necessità non solo per la tutela della salute individuale, ma anche di quella collettiva. Ad alcune persone l’accesso alle cure non è garantito in virtù del loro stato giuridico o abitativo. Per salvaguardare la salute della collettività chiediamo che venga mantenuto e rafforzato un Servizio Sanitario Nazionale pubblico, equo e universalistico, basato sulla solidarietà.
    Il 7 aprile, chiamiamo tutte le persone a manifestare il proprio sostegno al nostro appello ‘Diffondere la solidarietà, non il virus‘:
    1. Scrivete i vostri messaggi in difesa della salute e della sanità pubblica su uno striscione o su un cartellone da esporre in un luogo visibile (balcone, atrio del condominio, porta di casa…)
    2. Se volete, fatevi una foto con i vostri messaggi e condividetela sui social con l’hashtag #health4all e #salutepertutteetutti e sulla mappa interattiva qui: bit.ly/Agir4Health

  • Firma la petizione su change.org

    Firma la petizione su change.org

    Collegati a questo link e firma la petizione al sindaco di Bologna http://chng.it/sjbq8PmzjX

  • LETTERA APERTA AL SINDACO: RIAPRIAMO I MERCATI CONTADINI

    LETTERA APERTA AL SINDACO: RIAPRIAMO I MERCATI CONTADINI

    Carissimi tutti, qui di seguito trovate una lettera aperta che stiamo per inviare al Sindaco di Bologna. In calce trovate le prime firme raccolte. Ci piacerebbe che a queste se ne aggiungessero altre, di singoli e associazioni, anche in preparazione dell’udienza conoscitiva chiesta da alcuni consiglieri comunali e prevista – pare – per mercoledì prossimo 25 marzo.

    Più firme avremo raccolto per quel giorno, più forte sarà la nostra voce dentro le istituzioni cittadine.

    Siamo consapevoli che, in questa rincorsa all’ordinanza più severa, la scelta del Sindaco di Bologna è stata superata dal decreto del Presidente Regionale. Ma speriamo, con questa iniziativa, di aprire un confronto con le istituzioni. Vogliamo continuare ad offrire un servizio essenziale alla città, affermando la sovranità alimentare che, mai come ora, deve trovare tutela nelle scelte politiche e amministrative.

    Non possiamo permetterci di perdere la nostra sicurezza alimentare. Firmate (via mail a p.lanzarini chiocciolina gmail.com) e invitate a firmare la nostra lettera aperta.

    Grazie

    Appello per l’istituzione di sbocchi di mercato per i PRODOTTI ALIMENTARI CONTADINI LOCALI a Bologna durante l’emergenza COVID-19

    Egregio Sindaco, Egregio Assessore Aitini, e, per conoscenza, Egregia Giunta del Comune di Bologna, 

    Comprendiamo il momento critico che sta vivendo il nostro paese e sosteniamo le decisioni assunte dall’amministrazione nazionale, regionale e comunale. Siamo consapevoli di dover contenere drasticamente gli spostamenti ed i contatti per ridurre le possibilità di contagio. 

    Come ben sapete, i prodotti alimentari sono generi di prima necessità, a cui nessuno può fare a meno. Chiudere i Mercati Contadini in città in questa ottica e in un contesto emergenziale ed imprevedibile significa pressoché annientare l’accesso diretto dei cittadini a prodotti alimentari locali e, di conseguenza, aiuta a compromettere la sicurezza alimentare della nostra comunità.
    I mercati contadini riforniscono migliaia e migliaia di famiglie in città con prodotti alimentari freschi e locali; con la loro chiusura il rischio di aumentare la concentrazione di persone al chiuso dei supermercati si fa, purtroppo, concreto. I mercati contadini rappresentano un rapporto diretto fra campagna e città, una filiera corta antichissima, senza intermediazioni, trasporti e passaggi che aumentano a loro volta gli spostamenti umani ed i conseguenti rischi di contagio.
    Per alcuni di noi si tratta di una esperienza quasi ventennale e, quindi, pensiamo di poter dire a ragion veduta che riteniamo possibile organizzare i nostri mercati garantendo le necessarie condizioni di tutela della salute pubblica, in pieno rispetto delle misure sanitarie straordinarie imposte dai DPCM vigenti in materia. 

    Ad esempio: 

    -Limitando gli accessi al mercato per mantenere le distanze di almeno 1 mt tra i clienti.

    -Prevedendo la presenza di un numero adeguato di facilitatori, oltre che di cartellonistica, che ricordino alla clientela di mantenere le distanze e rispettare le norme di sicurezza.

    -Usando i numeri salva-coda per evitare assembramenti di persone davanti ai banchi.

    -Utilizzando guanti ed altri presidi (mascherine) per ridurre i rischi di contatto diretto con i patogeni.

    -Sospendendo ogni forma di animazione e di consumazione, anche solo in forma di assaggio dei prodotti in vendita e riducendo e/o modificando gli orari di apertura. 

    Siamo anche disponibili ad attrezzarci per garantire il controllo degli accessi alle aree attualmente in uso (transennamento, recinzione con nastro da cantiere, ecc…) o, se ritenuto opportuno, ad utilizzare solo quelle aree mercatali che, strutturalmente, possono garantire un accesso regolamentato e controllato (ad esempio, via Azzo Gardino-Mercato Ritrovato, via Paolo Fabbri e via Tolmino – Campi Aperti) magari concedendo di ampliarne le giornate di apertura per poter accogliere i produttori affiliati normalmente afferenti ad aree mercatali considerate non idonee). 

    Nella ferma convinzione che i mercati di vendita diretta siano un’importante risorsa strategica a garanzia della sicurezza alimentare per la cittadinanza di Bologna, auspichiamo un ripensamento rispetto alla scelta di sospendere i mercati contadini di Bologna, ovviamente con la clausola che vengano rispettate rigorosamente le norme di cui sopra, ed eventualmente le altre che dovessero essere individuate come necessarie e attuabili nella circostanza. 
    Scriviamo dunque a voi nella certezza che si possa trovare, insieme, una forma che, pur garantendo le necessarie cautele per contrastare la diffusione del contagio da coronavirus, permetta di conservare la sostanza della presenza in città di canali di vendita di prodotti freschi e del territorio (ottimi anche per rinforzare le difese immunitarie), in alternativa ai prodotti industriali della grande distribuzione, per il bene di tutti.

    Primi firmatari
    Ass.ne Campi Aperti per la Sovranità Alimentare; Ass.ne Mercato Ritrovato; Mercato Terra Terra di Ozzano; Associazione Idee in Campo; Produttori e sostenitori Biomercato Villa Serena San Lazzaro di Savena (Bo); C.I.A. Confederazione Italiana Agricoltori; Camilla Emporio di Comunità; Extinction Rebellion Bologna; Comitato Rigenerazione no Speculazione; Legambiente Bologna; Associazione 20 Pietre;

  • CampiAperti: elenco delle possibilità di vendita diretta e consegne a domicilio

    CampiAperti: elenco delle possibilità di vendita diretta e consegne a domicilio

    Abbiamo decentralizzato il sistema di ordini e vi proponiamo di seguito l’elenco e i contatti delle realtà produttive di CampiAperti che effettuano, in modo singolo o in gruppo, consegne di prodotti a domicilio oppure vendita diretta in azienda.

    Per ogni realtà produttiva è specificato se fa consegne a domicilio oppure no. Inutile pertanto chiamare per chiedere consegne a casa ai produttori che non lo le fanno. I siti online che non funzionano hanno problemi tecnici temporanei e per avere informazioni su quando verranno riaperti gli ordini occorre chiamare i contatti reperibili nei siti stessi.

    Ortofrutta

    • Fattoria Masi – ortaggi, frutta, farine, cereali, vino vendita in azienda il giovedì pomeriggio (via Prunaro 26, Sasso Marconi Bo) consegna a domicilio zona Calderino e Mongardino ceste@fattoriamasi.it
    • Piazza Martino – consegne a domicilio di ortofrutta a Bologna www.piazzamartino.it
    • Amabio – consegne a domicilio di ortofrutta, marmellate, succhi, vino… solo su Modena e provincia – vendita diretta in azienda (Modena) www.amabio.it
    • Funghibio – consegne a domicilio funghi Shijtake freschi e secchi, (Imola e Bologna) 340466101uno mauro.benati9@gmail.com
    • La Sega – vendita in azienda di cassette preconfezionate di ortaggi, farine, cereali, vino solo Savigno e dintorni (Savingo Valsamoggia, Bo) 329731431sei mail lasegabio@gmail.com
    • Arvaja – vendita diretta di ortaggi, farine e granelle in azienda (via Olmetola 16 Borgo Panigale, Bo) il mercoledì pomeriggio e il sabato mattina distribuzione@arvaia.it
    • Carla Zanarini – consegne a domicilio Bologna e vendita in azienda di ortaggi di stagione, farine, cereali, passata di pomodoro, pasta secca www.bioortozanarini.com cibofrescobio@gmail.com
    • Il Granello – vendita in azienda di ortaggi e uova (via Bortignano 45 Pianoro, Bo) tel 3407575986 romanocosi@gmail.com
    • Ivan Setti – vendita in azienda e nei dintorni di ortofrutta (via Cassola di sopra 21 Piumazzo, Mo) ivansetti@hotmail.com 3407106522
    • Giovanni Cambi – vendita diretta in azienda di verdura e frutta il venerdi pomeriggio ( via Villabianca 1 Vignola) consegna a domicilio in zona Vignola-Guiglia tel 328622256quattro mail allis3@libero.it mailto:allis3@libero.it
    • Coltivare fraternità – consegna a domicilio di ortaggi attraverso il sito www.localtoyou.it, telefonando è possibile personalizzare la cassetta.

    Formaggi e latticini

    • Fattoria i Piani – consegne a domicilio Bologna e dintorni di formaggio di capra, yogurt 348371353nove
    • Cottu Salvatore – vendita diretta in azienda (Pianoro) 320082102tre

    Pane e prodotti da forno, farine, cereali, pasta secca e altri trasformati

    • La Palombara – consegna a domicilio Bologna di olio extravergine, olio vergine, pasta secca e farine di grani antichi (senatore cappelli, solina) e lenticchie cell 328174047nove info@masserialapalombara.it
    • Zapparoli – consegna a domicilio di pane, passata di pomodoro, farine e patate (Bologna e Carpi) cell 349788404tre mail az.agr.zapparoli@alice.it
    • Il regno delle upupe – consegna a domicilio di pane e prodotti da forno, anche vegan, farina, pasta, vini a Bologna e Imola carlobenatti67@gmail.com 348527358sette
    • Daniela Giacchè – vendita in azienda di trasformati di sughi, conserve, vellutate, zuppe, confetture e canapa light. Consegne su Ravenna e zone limitrofe www.viveresostenibile.eu tel 3383623428 danielagiache@gmail.com

    Vino e birra

    • Fermenti Sociali – consegna a domicilio Bologna e dintorni di birra artigianale/contadina www.fermentisociali.it 320347905cinque fermentisociali@yahoo.it
    • Urupia – consegna a domicilio Bologna di vino rosso (negramaro, montepulciano, primitivo, malvasia nero) e bianco (chardonnay) frise, taralli e biscotti 347087049sei (Brunella)
    • Vigneto Otto Logiurato – Vino bio a domicilio a Bologna e dintorni dalla Valsamoggia, Montebudello
      Pignoletto frizzante rifermentato in bottiglia metodo ancestrale, Barbera frizzante rifermentato in bottiglia metodo ancestrale , Rosso Bologna affinato in legno, Pignoletto superiore fermo affinato in legno. Stefano 347 6030240 stefano.logiurato@gmail.com

    Prodotti erboristici

  • Emergenza coronavirus

    Stiamo lavorando per trovare soluzioni al fine di riuscire a riportare in città i prodotti dell’agricoltura contadina biologica di prossimità in condizioni di totale sicurezza sanitaria. Vi aggiorneremo appena avremo qualche novità.
    CampiAperti

    Se volete essere certi di ricevere informazioni di quando e come riapriremo i mercati e/o come ricevere o prendere i nostri prodotti, lasciateci qui i vostri recapiti. Grazie



      tolminopiazza verdivagvicolo bolognettigobettisavenapratello

    • Chiusura mercati fino al 3 Aprile

      Chiusura mercati fino al 3 Aprile

      Carisssime co-produttrici e co-produttori, in ottemperanza all’ordinanza “emergenza covid-19 misure e tutela salute pubblica” del comune di Bologna, tutti i nostri mercati rimarranno chiusi fino al 3 Aprile.

    • Mercati aperti per Campi Aperti

      Mercati aperti per Campi Aperti

      Alla luce del decreto ministeriale di ieri, che chiede a chi fa attività commerciali di adottare misure organizzative volte a evitare assembramenti e a rispettare rigorosamente la regola di distanza di un metro fra individui, abbiamo pensato di comunicarvi questo mini-vademecum di “norme igieniche” contro il coronavirus, da adottare TUTT@ in tutti i mercati, in modo uniforme, come Campi Aperti:

      1. Niente tavoli né eventi culturali, incontri ecc. ai mercati finche’ sono in vigore ordinanze COVID-19 che vietano l’assembramento;
      2. RISPETTIAMO LA REGOLA DI ALMENO 1M DI DISTANZA FRA LE PERSONE adottando le seguenti misure:

      a. OGNI BANCO SI MUNISCE DI NUMERINI, NIENTE CODE

      b. Affiggiamo i CARTELLI in allegato ad OGNI BANCO

      c. Allarghiamo i banchi di esposizione più stretti di un metro con una sedia davanti per garantire la distanza minima richiesta.

      Qualcuno ha suggerito anche l’utilizzo dei guanti per dare un segnale della nostra attenzione alla questione di fronte ai nostri co-produttori. Questo è facoltativo, non è richiesto dal decreto.

    • SBAGLIANDO S’IMPARA (merda! E’ andata bene…)

      SBAGLIANDO S’IMPARA (merda! E’ andata bene…)

      Con questa mail , e questo oggetto, vorrei lanciare una nuova rubrica di Campiaperti , dove ci raccontiamo le cazzate e gli errori più grossi che facciamo nel nostro lavoro, a partire da quelli che riguardano la sicurezza a cui possiamo aggiungere quelli agronomici (tipo ho messo il tessuto sulle piantine di cavolo a luglio perchè c’erano le cavallette e le ho bruciate tutte!)

      L’ obbiettivo è di evitare collettivamente di ripeterli , salvando raccolti , reddito , arti o addirittura vite.

      Scrivere aiuta a ricordare , e anche le banalità tipo saldare senza guanti o tagliare col flessibile senza protezione è bene ripeterlo , magari allegando foto dei danni!

      Io ieri la cazzata l’ho fatta grossa ,trasportando un carro di letame da 50 q , in una strada con forte pendenza dimenticandomi di inserire la trazione anteriore del trattore! Risultato, la macchina e il rimorchi hanno preso velocità , i freni non eccellenti hanno dato 2 pompate a vuoto di troppo e io per fermarmi ho dovuto buttarmi fuori strada verso la scarpata di monte , buttando giù un albero e ribaltando il trattore.

      Se sono qui a scrivere ,oltre al culo ,è anche perchè in quel punto la strada non era molto ripida ,ma sopratutto perchè la mattina il Dio dei contadini mi ha ricordato di mettermi la cintura di sicurezza,senza la quale probabilmente finivo sbalzato fuori dalla cabina con forte rischio di schiacciamento. E questo lo sottolineo perchè so che il roll-bar ormai ce l’avete tutti , ma la cintura non la mettete mai , e anche in pianura basta un fosso e un attimo di distrazione per ribaltarsi.

      Ovviamente un buon impianto di frenatura aiuta , come diceva il compagno Moretti “i freni sono importanti , chi frena male campa male”

      Michele (restiamo vivi che dobbiamo cambiare il mondo)

    • Nuovi si, …ma sempre di OGM si tratta

      Nuovi si, …ma sempre di OGM si tratta

      Nuovi risultati scientifici sostengono la decisione dell’Europa di classificare OGM gli organismi ottenuti con l’editing genomico.

      Postiamo qui il link ad un interessante articolo di Daniela Conti, biologa da tempo attenta alla questione, sulle rilevanze scientifiche (e sul motivo per cui non ce ne sono molte di più) che avvalorano la scelta europea di classificare il genome editing come tecnica di modifica genetica. Equiparando quindi i prodotti di queste tecniche agli OGM.

      Questo articolo e, soprattutto, le prove scientifiche raccolte per scriverlo aggiungono motivazioni anche di carattere biologico alla posizione di tutte le organizzazioni che da tempo si battono contro questi “incantesimi” che propongono le stesse minestre convinti che basti cambiare nome alla cacca per trasformarla in un’altra cosa. Rimane merda anche se la chiamiamo, chessò, deposito ultimo di sostanze biologicamente trasformate…

      Il resto delle motivazioni risiede nella resistenza ad un sistema agricolo che cerca continuamente di mettere sotto il controllo di pochi la produzione di alimenti. Che, comunque, ci sembra sia una ragione sufficiente di per sé.

    • I semi e la resistenza contadina

      I semi e la resistenza contadina

      Il primo anello delle filiere di produzione agricola sono i semi.
      Come riportare al contadino le possibilità di scambio e cultura a partire dai semi?
      Come rendere i cittadini consapevoli dell’importanza dei semi per salvaguardare la biodiversità delle nostre terre?

      Il 15 febbraio alle 18.00 presso il Centro Sociale della Pace, via del Pratello 43, ne discuteremo con Germana Fratello (CampiAperti), Roberto Schellino (Associazione Rurale Italiana), Mauro Conti (Centro Internazionale Crocevia) e un ospite di Mercatiniera Parma.
      E’ un’iniziativa di avvicinamento all’appuntamento nazionale di Genuino Clandestino a Parma, 17-19 aprile 2020.

      I semi, elemento cardine dell’attività agricola, sono al centro di una questione difficile e delicata e costituiscono una tematica politica controversa e spinosa. Una parte maggioritaria del mercato mondiale dei semi è in mano a poche multinazionali e, mentre l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite riconosce dal 2018 tra i Diritti collettivi dei contadini anche il diritto alla gestione delle sementi, le normative nazionali ed internazionali contrastano questo diritto.
      La progressiva perdita di agrobiodiversità che si verifica in seguito alla concentrazione del mercato della semente mette a rischio la sicurezza alimentare e la sovranità alimentare delle comunità e, per questo, conoscere bene cosa si muove intorno ai semi è necessario per i contadini e per l’intera cittadinanza.

      Ne parleremo con linguaggio accessibile anche ai non esperti, con l’obiettivo di porre le basi di un percorso di costruzione di nuove case delle sementi nella nostra regione.

      A seguire, dalle 20, aperitivo contadino!