Categoria: Primo Piano

  • Assemblea Generale sabato 25 gennaio 2020

    il giorno sabato 25 gennaio 2020 dalle 14.00 alle 19.30

    presso AVIS -Vignola, Via Caduti sul Lavoro, 660, 41058 Vignola (MO)

    Per discutere del seguente ODG:

    14:00 – Accoglienza

    14:30 – Apertura (accordi di base + ruoli)

    14:40 – Annunci brevi (calendarizzazione completa AG 2020, weekend di lavoro alla Lodola, tesseramento, ExSani, altro?)

    14:55 – Rinnovo incarichi “Consiglio Direttivo” per il 2020, preannuncio candidatura nuova presidenza per il 2021 (Ha! Adesso siete belli incuriositi, scommetto!)

    15:05 – Lettera ARI-Crocevia contro gli NBT – proposta di firmare come CA + posizionamento

    15:10 –Resoconto GRUPPO STRATEGICO + Proposta percorso “Programma Politico per la Sovranità Alimentare” (presentazione lavoro gruppi)

    15:40 – Inizio lavoro in gruppi

    16:40 – PAUSA caffè…tutto da portare e da condividere, come al solito!

    17:00 – Plenaria: Visite d’ingresso

    17:20 – Resoconto TAVOLO GARANZIA PARTECIPATA

    17:50 – Restituzione sintesi gruppi + posizionamento proposte del gruppo strategico

    18:50 – Posizionamento proposta TAVOLO BILANCIO – pubblicazione contributi

    19:05 – Richiesta Assemblea di mercato Savena + Posizionamento – Introduzione banco condiviso di prodotti CA mancanti gestito da un coproduttore (stile Piazza dei Colori)

    19:20 Lettura delle decisioni prese

    19:30 Chiusura

    A presto,

  • La storia di Xm24 scritta da Wolf Bukowski

    [Mentre scriviamo quest’intro, ancora una volta, soffia aria di imminente sgombero per XM24, che dal 15 novembre scorso occupa una parte dell’ex-Caserma Sani, in zona Casaralta, Bolognina est.

    Chi ha visitato il nuovo XM24 sa che atmosfera si sia respirata in questo mese abbondante di autogestione e recupero dal basso di un’area enorme (e verde), dismessa e chiusa da decenni.

    Ora la Procura ha ottenuto dal Gip il sequestro preventivo dell’area, che è proprietà di Cassa Depositi e Prestiti. Mossa che di solito prelude all’intervento delle forze dell’ordine.

    A quest’occupazione si è arrivati dopo il fallimento – per la “melina” e il sabotaggio dell’amministrazione comunale – della trattativa per un nuovo spazio. Il tavolo era stato riaperto il 6 agosto, giorno dello sgombero di via Fioravanti 24.

    Leggi L’articolo completo:

  • LA POLITICA DELL’ODIO

    LA POLITICA DELL’ODIO

    La voce della Procura di Bologna sul destino della ex caserma Sani è arrivata molto presto, troppo presto. Se facciamo un confronto con la storia dell’ex caserma Masini e dei quattro anni e mezzo di occupazione di Labas ci rendiamo conto che il vento è cambiato e la tolleranza all’oggi è diventata zero. Essendo la Procura evidentemente condizionata dalle dinamiche politiche nazionali, dall’aria che tira, possiamo dire che la grande avanzata della destra culturale si sta facendo sentire.
    Nessuno, nell’arco politico parlamentare, mette in discussione le dichiarazioni del procuratore: “non si occupa a proprio piacimento in spregio al diritto di proprietà”.

    C’è qualcosa di particolarmente odioso in questa dichiarazione pubblica, non solo per quello che viene detto, ma soprattutto per quello che viene ignorato:
    – che XM24 un posto l’aveva è gli è stato tolto;
    – che c’è un accordo sottoscritto dalla Giunta comunale che assumeva impegni che poi non sono stati mantenuti;
    – che il luogo è di proprietà pubblica e abbandonato da vent’anni, senza una destinazione d’uso definita;
    – che migliaia di persone hanno mostrato il bisogno di uno spazio di socialità libera, fuori dalle regole del mercato;
    – che molti artisti hanno mostrato il bisogno di luoghi dove esprimersi liberamente, fuori dalle dinamiche del mercato;
    – che il mondo dell’economia solidale ha bisogno di spazi liberi dove portare avanti le proprie sperimentazioni;
    – che a Bologna gli studenti non trovano più case da abitare;
    – che a Bologna, ci sono centinaia di persone per strada, senza un tetto, allo stremo.

    Lo sbirro, con un certo ghigno, ci dice che non glie ne frega un cazzo di niente. Fuori tutti, e poche storie, che il diritto di proprietà è sacro.

    Questa è la vera politica dell’odio!
    Se si va avanti per questa strada la situazione prima o poi esploderà. A troppi, evidentemente, questo scenario non dispiace.

  • Fa bene chi fa il grano

    Fa bene chi fa il grano

    Tratto da:

    https://ilmanifesto.it/fa-bene-chi-fa-il-grano/

    Di Giuditta Pellegrini

    Bologna fucina di nuove esperienze economiche e sociali. E’ qui che prende forma il Laboratorio Bolognese per la Moneta Sociale, da ora ufficialmente aperto alla sperimentazione per l’uso di una moneta autogestita che vuole mettere in rete e potenziare le diverse realtà cittadine che operano secondo i principi dell’economia solidale.

    Il Grano, questo il nome della moneta complementare, ha stampati sulle due facce i volti delle partigiane eroiche Irma Bandiera e Edera De Giovanni, scelti per rappresentare i principi comuni che sottendono al progetto, al di là delle differenze di chi ne fa parte: «Il Laboratorio Bolognese per la Moneta Sociale combatte le gerarchie e qualsiasi discriminazione legata al genere e all’orientamento sessuale, all’età, alla provenienza e alle condizioni sociali ed economiche», si legge nel manifesto.

    IL LABORATORIO E’ NATO DA UN GRUPPO DI LAVORO che si è sviluppato all’interno di Campi Aperti, l’Associazione per la Sovranità Alimentare che ha inaugurato da anni ormai una consolidata rete di mercati contadini in numerosi punti di Bologna. Il gruppo si è avvalso di un periodo di formazione presso Mag6, la cooperativa di Reggio Emilia che si occupa di fornire strumenti utili per una finanza mutualistica, come il Buono di Uscita Solidale (BUS), con il fine di sostenere un’idea di ricchezza non accumulata ma distribuita, che ritorna nelle mani della comunità che l’ha prodotta.

    «Il Grano è un tentativo di creare un’esperienza di autogestione intorno ai sistemi di scambio: si tratta innanzi tutto di un’iniziativa politica che vuole sondare le possibilità di lavoro collettivo nell’uso delle monete» – racconta Carlo Farneti, uno degli attivisti del Laboratorio, nonché militante storico di Campi Aperti. «Il riconoscimento del valore di un pezzo di carta è un’operazione delicata, quasi metafisica – spiega – e per questo ora stiamo lavorando sulla promozione della moneta a partire dalla valorizzazione dei contenuti di cui è portatrice, quali la giustizia sociale, l’ecologia e le relazioni corrette tra le persone».

    UNA DELLE DIFFICOLTA’ PRINCIPALI NELLA NASCITA delle monete complementari è infatti il riconoscimento del valore delle stesse da parte di un ampio pubblico. Ecco perché il Laboratorio si propone un periodo di sperimentazione di circa un anno, in cui verranno emesse piccole quantità di moneta per sondare qual è la percezione da parte sia degli utilizzatori che dei produttori che la ricevono.

    Il Grano ha un valore equivalente di un Euro ed è convertibile in 3 KG di granella di grano biologico alla prima mietitura utile. In cambio dei Grani, si può effettuare un’offerta al Laboratorio, che verrà utilizzata per sviluppare progetti di interesse collettivo, per esempio migliorare gli spazi comuni, acquistare arredi o creare aree per i bambini nei luoghi in cui si tengono i mercati. Tutte le decisioni relative alla moneta sono prese attraverso le assemblee del Laboratorio, aperte a tutti. Sul sito https://grano.noblogs.org è già visibile una prima lista di chi aderisce al progetto, tra cui, oltre ai produttori di Campi Aperti, lo Spaccio Popolare Autogestito e la mensa del Circolo Berneri, la bottega del commercio equo e solidale ExAequo e numerosi artigiani che offrono le proprie abilità, decidendo quanto del costo potrà essere coperto in Grano e quanto in moneta corrente.

    «L’uso di questa moneta non è soltanto un esercizio intellettuale, ma porterà, quando le emissioni saranno consistenti, a dei vantaggi concreti per tutti. Nel momento in cui verrà riconosciuta, produrremo nuova ricchezza e noi pensiamo che questa debba essere in mano della comunità», spiega ancora Carlo.

    LE POTENZIALITA’ DELL’UTILIZZO DI MONETE ALTERNATIVE come il Grano sono enormi, perché innescano un circuito virtuoso che si incunea nel sistema economico ufficiale, creando delle crepe entro le quali è possibile la condivisione e il reciproco sostegno delle realtà che vi partecipano. A differenza del sistema capitalista, l’economia solidale si basa infatti su un elemento fondamentale che la rete di Bologna ha saputo costruire in molti anni di lavoro sul territorio: la fiducia.
    Una moneta chiamata fiducia è proprio il titolo del nuovo libro del giornalista e scrittore Daniel Tarozzi, pubblicato per Chiarelettere e che descrive l’esperienza vincente del Sardex e le sue molteplici ricadute nel dare impulso all’economia locale. Questa moneta complementare, nata in Sardegna una decina di anni fa da un gruppo di imprenditori per fronteggiare la crisi economica a partire da un modello basato su cooperazione, reciprocità e mutuo credito, è oggi diffusa in numerose regioni italiane, con un giro d’affari di più di 350 milioni di euro e 4000 imprese coinvolte.

    PER COMPRENDERE I VANTAGGI DELLA MONETA POPOLARE, basti pensare a un contesto di crisi intensa, in cui potrebbe avere un ruolo strategico nel sopperire alla mancanza di denaro liquido. La sfida del Grano però è ancora aperta, soprattutto come strumento di scambio a proprietà diffusa il cui scopo non è di promuovere lo sviluppo economico in generale, ma di rivolgersi a chi fa delle scelte ben precise in termini di condizioni e di relazioni.

    Attraverso le decisioni collettive prese dal Laboratorio con il metodo del consenso, dei semplici cittadini potranno scegliere quanto emettere secondo un progetto preciso che ha il fine di sostenere in maniera inclusiva tutti i membri della comunità. Proprio per facilitare gli incontri il progetto preferisce rimanere in ambito bolognese, pur auspicando di ispirare nuove realtà a seguire l’esempio, per assicurare trasparenza e partecipazione, che sono gli strumenti essenziali per ricordarci il ruolo attivo che ognuno di noi può avere nel costruire un’economia più giusta.

  • Gli scherzi del  Corriere

    Gli scherzi del Corriere

    Il Corriere della Sera, in vena di scherzi, pubblica in data 4/12 nelle sue pagine di Bologna il curioso titolo, “Campi Aperti sarà pro Bonaccini” e un articolo senza fondamento che sostiene questa tesi.
    Siamo quindi costretti a smentire qualsiasi sostegno della nostra associazione a qualsiasi candidato di qualsiasi schieramento nella prossima turnata elettorale.
    Pertanto le eventuali presenze di soci di Campi Aperti per la Sovranità Alimentare in liste elettorali sono da considerare iniziative strettamente personali, che non coinvolgono in nessun modo l’associazione.
    Increduli per tanta approssimazione auspichiamo una rettifica da parte del Corriere Bologna

    Campi Aperti per la Sovranità Alimentare

  • CONVOCAZIONE ASSEMBLEA GENERALE  sabato 16 novembre 2019

    CONVOCAZIONE ASSEMBLEA GENERALE sabato 16 novembre 2019

    il giorno sabato 16 novembre 2019 dalle 8.30 alle 18.00

    presso la sala consiliare, Municipio di Vignola Via Giovan Battista Bellucci, 1, Vignola (MO)

    (con grande parcheggio gratuito a fianco nell’ex mercato ortofrutticolo)

    8:30 Accoglienza  – Per chi vuole, portate qualcosa per una colazione collettiva!

    9:00 Apertura – assegnazione ruoli, accordi di base

    9:10 Annunci brevi

    9:30 Visite d’ingresso + richiesta deroga temporanea prodotto

    10:00 Proposte MAG6-CA – Percorso di analisi organizzativa CA, introduzione strumento del tutoraggio senza prestiti per produttori CA

    –       10:00- 10:45 Presentazione proposte + domande

    –       11:00- 12:00 Gruppi di lavoro

    –       12:00- 12:45 Restituzione/posizionamento

    12:45- 14:30 PAUSA PRANZO – PRANZO COLLETTIVO, OGNUNO PORTA QUALCOSA! …con diverse possibilità insolite di ‘ripresa fisica’ a disposizione, per chi vuole, mettetevi vestiti comodi!

    14:30 – Chiarimenti Reg Erboristi – Che cosa abbiamo abrogato dal regolamento saponificatori?

    14:40 – Tavolo GP, richiesta parere su possibile espulsione

    15:10 – Proposta banchetto raccolta firme Pratello, Potere al popolo + Proposta assunzione Karim – Presentazione proposte + domande generali + obiettivi per gruppi

    15:50 – Lavoro gruppi

    17:00 – Restituzione + Posizionamento

    17:45 – Lettura decisioni prese

    18:00 – Chiusura: Prossima assemblea generale straordinaria – DOMENICA 15 DICEMBRE 14-19, luogo da determinarsi

  • 13 ottobre ’19 La festa di tutto quello che abbiamo in comune

    13 ottobre ’19 La festa di tutto quello che abbiamo in comune

    Torna anche quest’anno la festa di Campi Aperti in piazza VIII Agosto. Quest’anno insieme a Camilla-Emporio di Comunità per celebrare le pratiche e i valori che ci accomunano: dall’economia al cibo, dalle relazioni, alla madre terra.

    Domenica 13 ottobre dalle 09.00 alle 20.00 un ricco programma di incontri, laboratori, degustazioni, musica, ecc… Il tutto all’interno della cornice di uno splendido mercato contadino, biologico, a km0, autogestito, senza sponsor a cui cedere sovranità in cambio di denaro e senza ospiti scomodi a dettare la linea o a fare comizi, ma con tanti amici con cui fermarsi un po’ a ragionare. Un programma ancora in evoluzione e che, man mano che arriveranno le conferme, aggiorneremo su questa pagina

    PROGRAMMA (in progress)

    _LABORATORI E ATTIVITÀ

    > ore 17 Giochiamo al taboo di tutto quello che abbiamo in comune  
    > ore 17 Mangiamo la torta collettiva più grande del mondo


    _APPROFONDIMENTI in zona tendone centrale

    > ore 10-12 “una per tutte, tutte per una” 
    Nuove forme di mutualità per cambiare le regole del gioco
    Scoprire chi siamo attraverso dei libri viventi

    > ore 15 Quale agricoltura nutrirà il pianeta nel futuro?
    Due modelli di agricoltura si fronteggiano sul nostro pianeta. Da un lato, l’agricoltura industriale, dominata da grandi corporations e grandi aziende iper-specializzate che operano su un mercato globalizzato. Dall’altro lato, le agricolture contadine, con piccole aziende e coltivazioni diversificate, più attente all’ambiente, le cui pratiche agricole si sono adattate agli ecosistemi naturali e i cui prodotti sono distribuiti su mercati locali. Secondo i dati del Comitato per la Sicurezza Alimentare della FAO, le agricolture contadine a conduzione familiare garantiscono il nutrimento per il 70% della popolazione della terra. Eppure, da decenni, soprattutto nei paesi del Nord del mondo, dominano idee e politiche secondo le quali l’agricoltura va “modernizzata” e “industrializzata” e i relativi mercati “liberalizzati”. Senza tener conto degli effetti distruttivi di queste politiche sulle agricolture contadine del Sud del mondo, né dell’impatto ambientale dell’agricoltura industriale, che è uno dei settori economici che più contribuiscono al riscaldamento globale, è responsabile dell’emissione del 21% di CO2 ed è una delle principali cause di inquinamento delle acque, attraverso fertilizzanti e dei pesticidi chimici. Senza tener conto, infine, dello sfruttamento del lavoro bracciantile che è spesso connesso all’agricoltura industriale. È indispensabile modificare queste politiche e sostenere pratiche agricole ecologiche e circuiti locali di produzione e distribuzione del cibo, rendendo protagonisti i produttori di piccola Scala. ​

    Campi Aperti e Camilla ne discuteranno con:
    – Stefano Liberti, giornalista e saggista, che nelle sue inchieste ha approfondito i devastanti effetti ambientali e sociali delle industrie globali del cibo, il land grabbing in molti paesi del Sud del mondo, i problemi di un sistema di distribuzione basato sulle grandi catene di supermercati;
    – Roberto Congia e Andrea Cinus, del Movimento dei Pastori Sardi, che descriveranno la situazione della pastorizia in Sardegna e le ragioni e gli esiti della lotta dei pastori per ottenere un giusto prezzo per il latte ovino;
    – Holly Tiffen del movimento inglese delle Transition Town di Totnes, per capire quale transizione è possibile a un modello di produzione equo e sostenibile, nelle campagne e nelle Città. 
    _Germana Fratello, contadina e attivista di Campi Aperti
    _Un rappresentante del movimento Sem Terra 
    Introduce e modera: Mimmo Perrotta


    CONCERTO

    > ore 18.00  Donpasta 
    Food sound System 
    Cucina e vinili


    _TUTTO IL GIORNO in piazza

    > banchetti dei produttori di campi aperti e di camilla
    >  mostra “una per tutte, tutte per una”
    > banco informativo di Camilla e Campi Aperti con utili gadget sostenibili per autofinanziamento della giornata
    > si mangia e si beve con i prodotti contadini del territorio
    > spazio bimbi
    > campagna tesseramento campi aperti 


    In  collaborazione con

    WeWorld-GVC Onlus e Terra di Tutti Film Festival
    Cooperativa Arvaia
    Mag6
    Aress – Lo scoiattolo

  • XM24 – lotta continua

    Giovedì 12 dalle 17.30 nel parco dietro il cantiere di via Fioravanti continua il mercato di Campi Aperti e il presidio per XM24 – Lotta continua contro il Nulla che avanza!

    https://www.facebook.com/CampiAperti/posts/10157428593292207
  • Vicini ad XM24

    Vicini ad XM24

    Dopo le clamorose vicende di ieri che hanno visto lo sgombero di xm24 e la promessa da parte del comune di trovare un nuovo spazio entro il 15 novembre, noi continueremo a svolgere il mercato nelle immediate vicinanze, riportiamo dal sito di XM24 uno stralcio del comunicato da poco uscito:

    L’abbraccio di tutto XM24 va ai compagni e alle compagne che da vicino e da lontano hanno reso possibile trasformare quella che poteva essere una cocente sconfitta in una giornata di resistenza.
    Non possiamo nascondere il nostro dolore: uno spazio fondamentale per la città e per le vite di tutte e tutti noi è stato sottratto con la forza a chi per 17 lunghi anni l’ha amato, vissuto e fatto vivere. Ma questa giornata dimostra che il Nulla può e deve essere fermato, anche in un momento storico in cui la repressione sembra non trovare un argine.
    Quello che abbiamo ottenuto è un pezzo di carta, inizia ora l’impegno di XM24 e di tutti i solidali per costringere l’amministrazione a rispettarlo. Con questo spirito ci prepariamo ad attraversare le prossime settimane. Giovedì alle 19 assemblea pubblica nel parco alle spalle di XM24.

    http://www.ecn.org/xm24/2019/08/06/la-storia-infinita-non-termina-qui/

    Andate a leggerlo tutto!

  • La verità su XM24 contro le bugie di Merola!

    La verità su XM24 contro le bugie di Merola!

    PRESIDIO LUNEDÌ 15 LUGLIO ALLE ORE 15 IN PIAZZA MAGGIORE – SOTTO IL COMUNE – IN OCCASIONE DEL CONSIGLIO COMUNALE

  • Lettera aperta al Sindaco di Bologna Sig. Virginio Merola

    Lettera aperta al Sindaco di Bologna Sig. Virginio Merola

    Buongiorno Sig. Sindaco, mi chiamo Stefano Leonardi, sono un pensionato di 64 anni e sono nato in via Fioravanti, al n. 7, dove tuttora abita mio padre, Antonio, di 99 anni.
    Apprendo, con molta tristezza e senza comprenderne le motivazioni, che Lei e le sua giunta avete deciso di sgomberare il centro sociale XM24.

    L’unica esperienza, in questi anni, che ha ridato corpo e sapore a un quartiere inevitabilmente destinato alla scomparsa del suo patrimonio di storia, di resistenza e di cultura proletaria.

    Quando ero piccolino il mercato ortofrutticolo rappresentava un punto di riferimento, di aggregazione e di vita.

    Si vedevano arrivare alla mattina presto i “ fruttaroli” con i carretti con i cavalli per comperare la frutta e la verdura che poi avrebbero rivenduto nelle loro botteghe, arrivavano anche dalla provincia. La sera prima erano arrivati i camion con la frutta dalla Sicilia, dalla Calabria, dalla Puglia, dalla Campania.

    Sotto casa mia, proprio di fronte a quella che è adesso Liber Paradisus, c’era il bar Bruno, dove si trovavano tanti abitanti della zona. Operai (molti di loro erano ex Partigiani), gente del quartiere, i camionisti che venivano dal sud ed anche noi bambini – c’erano i gelati sfusi Sammontana… (un cono da 10 lire….).

    Dove c’è adesso il palazzo ex Telecom – sciaguratamente sgomberato anch’esso nonostante avesse espresso un’esperienza estremamente positiva- c’era la fabbrica dell’ACMA, una fabbrica di macchine automatiche i cui operai erano modello ed esempio per noi bambini. Posso dire che sono diventato Comunista grazie a loro. Dopo tutto non era passato poi molto tempo dalla fine della guerra, e la maggioranza degli operai delle fabbriche bolognesi era comunista, molti operai venivano da esperienza partigiana e di Resistenza.

    All’angolo di via Fioravanti con via Gobetti c’era un deposito dove un signore raccoglieva carta e cartone.

    Un chilo di carta o cartone lo pagava 5 lire. Così, siccome eravamo tanti bambini e tutti poveri, nei pomeriggi d’estate ci organizzavamo e andavamo a raccogliere ovunque nel quartiere carta e cartone. In un pomeriggio riuscivamo a raccoglierne anche 20 o 30 chili. Con i soldini che ricavavamo, più o meno 150 lire, andavamo al mercato ortofrutticolo e compravamo un’anguria che mangiavamo, con gioia e soddisfazione, spesso nel capannotto del maniscalco (sì, perché dentro il mercato c’era il maniscalco, che ferrava i cavalli che trainavano i carretti che venivano a
    prendere la frutta). Tempus fugit…

    All’angolo di via Fioravanti con via Carracci c’è ancora quel grande palazzo bianco, il palazzo della Banca, così era chiamato. Ci abitavano i dipendenti di una banca, non ricordo quale. Il problema era che i cortili erano in comune. Noi di via Fioravanti e quelli di via Carracci eravamo tutti poveri mentre quelli della “banca” erano sicuramente più ricchi di noi. Ma quando si è bambini queste cose non hanno nessuna importanza e di fatto noi giocavamo tutti assieme senza nessun problema. Solo dopo un po’ di tempo venimmo a sapere dai ragazzini “figli di quelli della banca” che i loro genitori gli avevano detto di non giocare più con noi perché noi eravamo gli “ zingari “.

    Mi scusi, Signor Sindaco, per queste riflessioni e ricordi estemporanei, ma con quale motivazione lei intende sgomberare l’unica esperienza degli ultimi 30 anni in Bolognina che si ricollega perfettamente allo spirito di
    fratellanza, libertà e solidarietà che questo quartiere rappresenta.

    L’XM24 si basa su questi principi. Quando ho iniziato a frequentarlo ne ho apprezzato lo spirito – che mi ricordava proprio quello che vivevo io da bambino – e l’idea che lo guida.

    Accoglienza, fraternità, solidarietà.

    I ragazzi di Campi Aperti con i loro prodotti, la Signora di Reggio che cucina divinamente, potersi bere una birra facendo conoscenze e incontri culturalmente produttivi e tanto altro.

    Perché porre fine alla continuazione di una storia che è solo positiva, ricca e stimolante?

    Per far contento Mazzanti? Per interessi “altri”?

    La prego di cuore, non si renda complice di un omicidio culturale come la chiusura di XM24.

    Non alimenterebbe altro che odio e rancore nei suoi confronti. A partire da me.

    Stefano Leonardi

    Nato e cresciuto in via Fioravanti

    firma l’appello http://chng.it/rgw6BPxRRS

  • I racconti del mercato Xm24

    I racconti del mercato Xm24

    Giovedì 20 giugno dalle 17:00 alle 19:00 i produttori e i co-produttori dello storico mercato di Xm24, racconteranno le esperienze, le memorie che hanno segnato i primi 16 anni di storia tra Campi Aperti e il centro sociale Xm24.

    Seguite la nostra diretta su Radio Città Fujiko 103.10 FM

    Noi stiamo con Xm24!!!

  • GRAZIE!

    GRAZIE!

    GRAZIE A TUTTE E A TUTTI coloro che ci hanno aiutato a diffondere l’annuncio e soprattutto un grande GRAZIE a chi, giovedì scorso, è andato a rinfoltire la schiera dei co-produttori di piazza dei Colori. E non eravate pochi.
    L’invito adesso è di tenere botta e continuare a fare la spesa in quel luogo affinché, anche nelle aree popolari di periferia, si possano costituire nuclei di resistenza alimentare.
    CampiAperti

  • AAA Co-produttori Combattivi Cercasi

    AAA Co-produttori Combattivi Cercasi

    Abbiamo bisogno di aiuto.

    Dal 2017 abbiamo aperto il mercato di piazza dei Colori, zona via Mattei, con la consapevolezze che non sarebbe stato un mercato facile. In questi due anni abbiamo toccato con mano il gap che esiste tra i mercati del centro, che possiamo definire floridi, e quelli delle periferie, che invece stentano e sono sempre di più a rischio chiusura. Ovviamente questo succede per precise ragioni socio-economiche ed è il sintomo di una polarizzazione sociale particolarmente vasta e profonda. Ebbene, noi non vogliamo arrenderci a questa deriva e faremo di tutto per tenere la posizione di piazza dei Colori finché ci sarà possibile, perché pensiamo che le zone depresse della città siano quelle in cui c’è più bisogno di proposte alternative al sistema alimentare industriale.

    Pertanto facciamo un appello di arruolamento ai co-produttori combattivi:

    care e cari,

    chiediamo a chi può, a chi è comodo oppure chi ha semplicemente voglia e tempo per sostenerci in questa battaglia di venire a fare la spesa regolarmente il giovedì pomeriggio, dalle 17,30 in piazza dei Colori. Battaglia che ha l’obiettivo di riuscire a continuare a fare quel mercato nel tempo. Cercheremo di garantire il massimo dell’offerta con la sperimentazione di un banco di CampiAperti che avrà in vendita i prodotti di molte aziende agricole del nostro circuito.

    Considerate che 5 nuovi acquirenti sarebbero per noi già qualcosa, con dieci respireremmo meglio, mentre trenta ci cambierebbero proprio la vita.

    Aiutateci a resistere!

    CampiAperti per la Sovranità Alimentare fino alla Vittoria

  • SGOMBERO XM24: NOI NON CI STIAMO!

    SGOMBERO XM24: NOI NON CI STIAMO!

    SGOMBERO XM24: NOI NON CI STIAMO!
    Lettera aperta al Sindaco, alla Giunta Comunale, al Consiglio, al Presidente del Quartiere Navile, alla città tutta.
    In un periodo storico caratterizzato da politiche retrive e violente, nel nostro paese come altrove, Campi Aperti non ci sta!
    Dichiariamo ora, dopo mesi passati a cercare una soluzione per la vertenza XM24, che se alla fine dovesse concretizzarsi l’idea dello sgombero dello spazio attualmente in uso da parte dei tanti collettivi che animano XM24, ci troverete schierati, come due anni fa con lo sciopero dei mercati, a fianco del Centro Sociale.
    Non è imitando le politiche liberticide della maggioranza governativa nazionale che la questione XM24 può essere portata a conclusione.
    Non è chiudendo uno dei pochi spazi di libera espressione e reale autogestione rimasti in città che il nostro territorio si arricchirà. O che ne verranno rimosse le tante contraddizioni sociali ed ambientali. Anzi!
    Campi Aperti è nata dentro e grazie ad XM24. Così come altre realtà, dentro quello spazio ci siamo trovati, abbiamo avviato il nostro percorso, ci siamo sperimentati, siamo cresciuti e rafforzati e ora rappresentiamo un punto di riferimento per migliaia di cittadini che nei nostri mercati trovano la possibilità di nutrirsi in modo sano e accessibile, informarsi, cooperare ad un futuro di sostenibilità e solidarietà concreta. Per non parlare dello sviluppo di tante realtà produttive che arricchiscono il territorio provinciale e regionale.
    Senza XM24 non ci sarebbe Campi Aperti. E questo lo sosteniamo nonostante i nostri spazi non siano in discussione e il nostro mercato, in virtù della convenzione che ci lega all’amministrazione, non sia a rischio di delocalizzazione. Lo diciamo perché ad XM ci legano non solo le nostre radici, ma anche tante pratiche e tanti ideali.
    Siamo stati a fianco di XM24 due anni fa, quando è arrivata la notifica di sfratto e lo saremo ancora per difendere la libertà di espressione e quel modello di autogestione. Modello che non è comprimibile negli spazi che ora si vorrebbero assegnare al centro sociale. Spazi che sono sempre stati dichiarati inadeguati e insufficienti, in ogni incontro svolto coi rappresentanti delle istituzioni cittadine.
    Sappiamo che non è semplice, per chi è abituato alle rigide logiche amministrative, rapportarsi con esperienze, schemi e modelli relazionali improntati all’autogestione, ma la nostra vicenda, così come quella di XM24, testimonia che proprio da modelli anticonvenzionali nascono successi sociali capaci di cogliere le esigenze reali della comunità. Cosa che, purtroppo, non si può sempre dire dei percorsi istituzionali.
    Chiediamo dunque che il rapporto tra il Comune e XM24 continui a cercare una soluzione che garantisca la prosecuzione dell’esperienza di questo centro sociale che ha sempre animato la vita del quartiere, spesso offrendo servizi gratuiti che l’amministrazione non era in grado di offrire, sempre garantendo a tutti uno spazio in cui realizzare idee e praticare solidarietà verso persone in difficoltà e magari emarginate dalle dinamiche liberiste e antidemocratiche che tanto drammaticamente stanno caratterizzando questo periodo storico.
    Noi siamo ovviamente disponibili a collaborare all’individuazione di queste soluzioni. Perché siamo e saremo sempre a fianco di XM24
    aSS. cAMPI aPERTI

  • CAMPIAPERTI ALLA FAO  PER L’APERTURA DELLA DECADE DELL’AGRICOLTURA FAMILIARE

    CAMPIAPERTI ALLA FAO PER L’APERTURA DELLA DECADE DELL’AGRICOLTURA FAMILIARE

    Breve report di Germana

    Ciao! È finita la prima giornata, vi scrivo solo poche impressioni a caldo.
    Mi sono persa più volte nel palazzo ma alla fine sono riuscita a seguire gli incontri. Purtroppo non capisco l’inglese di chi lo parla troppo bene, quindi veloce, o troppo male, quindi mi sono persa qualcosa, ma tutto
    sommato le cose principali le ho capite. Hanno presentato il piano di azione globale per la decade, suddiviso in sette pilastri, in cui dicono che dobbiamo fare quello che noi di CampiAperti già facciamo da anni. Hanno detto che l’agricoltura contadina è la base della sicurezza alimentare del pianeta, della lotta alla fame, dell’agenda 2030, dello sviluppo sostenibile, della lotta ai cambiamenti climatici, della salute, della giustizia ecc.ecc. Che quindi saremo al centro di tutta la politica agricola dell’ONU e della FAO.
    Però non ho capito in pratica se e come qualcuno ci darà una mano a continuare il nostro percorso…
    Stamattina ho sentito parlare delle donne indiane che mi hanno veramente colpita per la loro forza, intelligenza e chiarezza nel rivendicare il ruolo delle donne e dell’agroecologia, bravissime. Ho parlato con altri italiani dei motivi che hanno spinto la FAO ad intitolare la decade all’agricoltura familiare e non all’agricoltura contadina e mi hanno detto che la Via Campesina aveva chiesto che si intitolasse all’agricoltura contadina ma motivi politici a me oscuri avrebbero portato a questo compromesso. Detto questo vi riassumo i sette pilastri, sette come i sette re di Roma, i sette colli, i sette nani.
    1. Sviluppare un ambiente politico capace di rafforzare l’agricoltura familiare.
    2. Supportare i giovani e assicurare la sostenibilità generazionale dell’agricoltura familiare.
    3. Promuovere l’equità di genere nell’agricoltura familiare e il ruolo di leader delle donne rurali.
    4. Rafforzare le organizzazioni contadine e la loro capacità di generare competenze, rappresentare le esigenze dei contadini e provvedere ai servizi nelle aree rurali.
    5. Migliorare l’inclusione socioeconomica, la resilienza e il benessere dei contadini e delle comunità rurali.
    6. Promuovere la sostenibilità dell’agricoltura familiare per un sistema alimentare resiliente nei confronti dei cambiamenti climatici.
    7. Rafforzare la multidimensionalità dell’agricoltura familiare per promuovere il contributo socialmente innovativo allo sviluppo territoriale e ad un sistema alimentare che salvaguardia la biodiversità, l’ambiente e
    la cultura.
    Amen!

  • Sull’utilizzo del termine Sovranità in Campi Aperti

    Sull’utilizzo del termine Sovranità in Campi Aperti

    Da 16 anni Campi Aperti, Associazione per la Sovranità Alimentare, utilizza la parola “Sovranità”, scelta con la volontà di mettersi in relazione con quella rete di mobilitazioni promosse principalmente dai Social Forum e dalla Via Campesina Internazionale, che denunciavano gli squilibri sociali ed ambientali legati alla globalizzazione del commercio del cibo. “Sovranità” in Campi Aperti si riferisce in modo diretto alla questione della Sovranità Alimentare, ma possiede anche altre accezioni (ci torneremo sotto).

    Eppure, da qualche anno il termine “Sovranità” è stato ripreso e sempre più utilizzato da alcune compagini politiche specifiche. In Italia, in particolare, “Sovranità” era il nome di un’Associazione politica che vedeva formalizzare l’alleanza tra Lega Nord e CasaPound nata nel 2014/2015, e velocemente inseritasi nella rete di Associazioni e partiti che si sono mossi dietro lo slogan di “Noi con Salvini” (2015/2016). Più recentemente, con il termine “Sovranismo” si è andato delineando quello che viene rappresentato come un nuovo orizzonte politico, legato in particolare ad una retorica di opposizione al processo di integrazione Europea.

    Ma cosa intendono con “Sovranità” queste compagini politiche? Il Sovranismo è un’ideologia politica che si articola su alcuni principi specifici:

    • parla di Nazione (dunque di confini) /non di terra/ non di natura;
    • parla di Cultura (come eterna e tradizionale) / non di pratiche;
    • parla di Proprietà e diritti (escludenti) / non di mutualismo / non di condivisione.

    La “Sovranità” di cui parlano Lega & Co è razzismo e deriva integralista. Nasce assieme alla retorica di opporre alle istituzioni che governano l’integrazione europea una nuova valorizzazione dei singoli Stati Nazionali. In questo senso è da leggere l’utilizzo del termine “Sovranismo”: come tentativo di riappropriazione da parte dei singoli Stati Nazionali delle decisioni che riguardano i processi economici, politici, sociali. Dunque la “Sovranità”, in quest’ottica, non è detenuta dalle persone, non dalle comunità locali, bensì dagli Stati e dalle Nazioni: si oppone dunque l’élite burocrate europea all’élite politica del singolo Stato (qui: italiano).

    Il Sovranista vede non un territorio, un paese, i suoi abitanti. Vede invece una Nazione, circoscritta da determinati Confini Statali (storicamente determinati). Associa poi ad un territorio una storia precisa che è quella della formazione dello Stato Centrale Moderno. A questa Nazione, governata da uno Stato, i Sovranisti associano un’immagine reificata dei processi culturali rinchiudendo la cultura nella sua rappresentazione, costringendo la cultura all’interno di una cornice di rappresentazione del sé in ottica nazionalista, tradizionalista e identitaria. Infine, il Sovranista crede che il diritto decisionale sul territorio di una Nazione sia priorità di quelle persone che per nascita vengono associate ad una certa cultura.

    Tutto questo è riconducibile a un’ideologia politica specifica, dove “Sovranità” è legata a identità, razzismo, proprietà, esclusione. È legata allo Stato e al suo monopolio verticista sulla terra. E alle divisioni che si cerca così di creare tra persone di differenti origini. Si potrebbe anche dire che Lega, CasaPound, Fratelli d’Italia e altri stiano utilizzando il termine Sovranità e Sovranismo come sostituti, quasi fossero un sinonimo, di una parola storicamente troppo connotata: fascismo.

    Al contrario, per Campi Aperti “Sovranità “significa che:

    • la terra è un bene comune e le decisioni che la riguardano devono essere prese dalle comunità locali che la vivono, che la abitano, che la lavorano. (per comunità locale intendiamo quella formata dalle persone che vivono in un luogo e che hanno sempre diversa provenienza, origine, storia, religione ecc.)
    • la terra è nel mondo, e i soli confini che vediamo sono quelli tra i fiumi, i monti, gli oceani, le pianure e gli alberi;
    • la cultura è una Pratica, non è legata alla nascita ma alle Relazioni tra le persone. La cultura di Fa, non si custodisce.

    In conclusione “Sovranità” per Campi Aperti è intesa come diritto naturale delle comunità territoriali, di qualsiasi tipo e di qualsiasi dimensione, di auto-organizzarsi autonomamente per provvedere ai propri bisogni fondamentali, a partire dalla necessità di poter accedere ad un cibo buono, sano, culturalmente adeguato, prodotto nel rispetto della Natura in tutte le sue manifestazioni, in un sistema di relazioni basate sulla giustizia, la solidarietà e la cooperazione tra tutti i soggetti coinvolti nei cicli di produzione/consumo.

    Questa visione è antitetica e antagonista all’idea di “Sovranità” in senso nazionale, identitario, tradizionalista e proprietario. Uno stato-nazione forte, che promuove un’idea di popolo come gregge rinchiuso nel grande recinto nazionale, da custodire e governare, è la principale causa di soffocamento delle esperienze di autodeterminazione popolare di cui ci sentiamo parte. Sono i Sovranisti, di qualsiasi colore, che devastano i territori (TAV, TAP, MOUS, basi militari, grandi opere, grandi eventi ecc.) in nome di un presunto primato nazionale calpestando, letteralmente, le comunità locali che non si piegano ai diktat del governo centrale.

    Quindi il nazionalismo sovranista è il nostro principale nemico.

    Ci tenevamo a precisare.

  • ONU sui diritti dei contadini

    ONU sui diritti dei contadini

    Il 17 dicembre del 2018, dopo un lungo iter sollecitato e seguito dalla Via Campesina, l'assemblea generale dell'ONU ha approvato  a grande maggioranza la Dichiarazione delle Nazioni Unite sui diritti dei contadini. Contrari Stati Uniti, Israele e Australia, astenuti molti paesi europei, tra cui l'Italia. Abbiamo incontrato questo documento interessandoci della questione sementi. Visto che a breve verrà inaugurata dalla FAO la Decade dell'agricoltura familiare ci si porrà l'opportunità di costruire nel prossimo decennio  iniziative di rivendicazione di una serie di diritti dei contadini sanciti dalla dichiarazione ONU. Sinceramente non sappiamo ancora cosa ci converrà fare, se continuare sui nostri percorsi locali  oppure provare a farci coinvolgere nell'azione delle reti contadine internazionali. Avremo modo di confrontarci e di riflettere tra noi e con tutti i soggetti a noi vicini interessati alla prospettiva della Sovranità Alimentare. Sicuramente consideriamo la dichiarazione delle Nazioni Unite molto interessante e avanzata (qui il link).
    CampiAperti
  • CampiAperti al meeting sulle economie trasformative di Barcellona

    CampiAperti al meeting sulle economie trasformative di Barcellona

    Dal 5 al 7 Aprile si è tenuto, presso l’Università di Barcellona, un meeting internazionale in preparazione al World Social Forum for Transformative Economies del 2020. Il WSFTE è un processo di confluenza dei differenti movimenti delle economie alternative, chiamate anche “transformative economies”, a livello locale come internazionale. A spingere questi movimenti verso l’organizzazione del primo forum mondiale nel 2001 è stata la volontà di mettere le persone e l’ambiente al centro dell’economia, per porre fine ad un sistema basato su estrattivismo, crescita, concorrenza e mercato, e muoversi insieme per cercare delle alternative alle sfide provocate dal neoliberismo e dalla globalizzazione economica, mettendo al centro la sostenibilità della vita, e lottando per una distribuzione egualitaria del potere. Durante il WSFTE del 2016 è stata presa la decisione di organizzare un’edizione del forum centrato sulle transformative economies nel 2020. La città di Barcellona è stata scelta per ospitare l’evento data la posizione di rilievo che la Catalogna occupa per quanto riguarda il cooperativismo e l’economia solidale. Il forum del 2020 vuole unire le forze tra le varie pratiche già esistenti ed i processi di convergenza che sono già in corso, al fine di costruire insieme un programma comune e globale a lungo termine. Inoltre, il WSFTE propone di dare più visibilità alle transformative economies, così da consentire loro di andare oltre la posizione marginale che occupano attualmente. Il forum del prossimo anno è stato strutturato attorno a quattro tematiche che cercheranno, lungo tutto il processo, di costruire una convergenza: economie femministe e prospettiva di genere, movimento agroecologico e per la sovranità alimentare, beni comuni ed economie sociali e solidali. E’ importante sottolineare che si tratta di un processo in divenire, iniziato i primi giorni di Aprile con il meeting a Barcellona, a cui seguirà il forum del prossimo anno e la costruzione di una agenda comune, attivando network che possano dare continuità e forza al percorso. Il meeting in preparazione al forum è consistito in un momento di confronto e dibattito fra varie reti e movimenti a livello locale e internazionale, volto a conoscere le varie realtà esistenti, a definire i punti focali su cui si concentrerà il Forum del 2020 e a discutere sulle le sfide da affrontare, a cui trovare insieme delle risposte. Al meeting hanno partecipato 300 persone circa provenienti da più di 40 paesi del mondo, dalla Francia all’Australia, dal Senegal al Brasile, dall’India alla Svizzera. Durante i tre giorni, inizialmente ci si è raggruppati per campo d’azione (sulla base dei 4 macrotemi prima citati) per conoscere le varie realtà partecipanti al meeting, confrontarsi sui punti di forza, sulle difficoltà e le sfide da affrontare, così come sugli obiettivi per il futuro. In questo momento, organizzato in gruppi di lavoro, ho avuto la possibilità di conoscere piccoli produttori spagnoli, persone che si occupano di supermercati autogestiti a Barcellona ed altre impegnate nell’agroecologia. Dal confronto con queste persone sono uscite tematiche quali la difficoltà di arrivare ai consumatori, la difficoltà di comunicare e creare rete con gli altri produttori, e la privatizzazione delle terre. Successivamente ci sono stati dei momenti di confluenza con gli altri movimenti, per fare il punto su come dar vita ad alleanze trasversali, relazioni, e interconnettersi per creare una risposta comune. Infine, l’ultimo giorno è stato dedicato ad un contatto più diretto fra gruppi territorialmente più vicini, così da poter discutere su come articolarsi, partecipare e muoversi ognuno sui propri territori, creando reti e collaborazioni a lungo termine. Questi tre giorni sono stati ricchi di occasioni di condivisione, di conoscenza, di confronto e di dibattito, e tante sono le questioni e le tematiche emerse. Durante il meeting si è insistito molto sulla necessità di ricostruire collettivamente, autorganizzandosi, l’economia che il capitalismo e il neoliberismo ci hanno rubato, di farsi spazio nel sistema economico dominante, e creare delle alternative. E’ stata evidenziata l’importanza che in questo percorso ricoprono le radici, il territorio e quindi la valorizzazione della conoscenza tradizionale e la costruzione di pratiche e conoscenze proprie, valorizzando le diversità. Si è sottolineata poi l’impossibilità di cambiare le cose senza una vera rivoluzione delle relazioni, che crei convergenza, cooperazione e inclusione; lavorare e lottare insieme per dare visibilità ai propri percorsi, riuscendo così ad arrivare ai consumatori ed a dialogare con le istituzioni. Ed infine, di fondamentale importanza, la creazione di reti locali e globali, che confluiscano per far fronte alle sfide comuni che il sistema dominante, con il suo funzionamento malsano, ha generato.
    Per permettere una partecipazione e una interconnessione di movimenti a lungo termine è stata creata una piattaforma online dove è possibile non solo trovare le conclusioni dell’incontro di aprile, ma soprattutto aprire dibattiti, presentare proposte, e costruire così insieme il percorso verso il 2020, ognuno dalle proprie realtà e dai propri territori. https://forum.transformadora.org/

    ORGANIZZATORI DEL WSFTE: XES, Xarxa de Economia Solidària de Catalunya · REAS, Red de Redes de Economia Alternativa y Solidaria · RIPESS, Intercontinental Network for the Promotion of Social and Solidarity Economy

    Ilaria Motta

  • Silvia Federici incontra Campi Aperti

    Silvia Federici incontra Campi Aperti

    Lunedì 6/5/2019 alle ore 17

    presso Mercato del Tolmino

    Via Podgora, 41, quartiere Saragozza, Bologna –

    Incontro-dibattito con una delle più importanti figure di riferimento del pensiero femminista contemporaneo. Oltre a Silvia Federici saranno presenti Massimo DeAngelis (Università East London), Beatrice Busi (Non Una di Meno Bologna) e le contadine di CampiAperti per discutere di nuove possibili alleanze nelle lotte per il Bene Comune.