La voce della Procura di Bologna sul destino della ex caserma Sani è arrivata molto presto, troppo presto. Se facciamo un confronto con la storia dell’ex caserma Masini e dei quattro anni e mezzo di occupazione di Labas ci rendiamo conto che il vento è cambiato e la tolleranza all’oggi è diventata zero. Essendo la Procura evidentemente condizionata dalle dinamiche politiche nazionali, dall’aria che tira, possiamo dire che la grande avanzata della destra culturale si sta facendo sentire.
Nessuno, nell’arco politico parlamentare, mette in discussione le dichiarazioni del procuratore: “non si occupa a proprio piacimento in spregio al diritto di proprietà”.

C’è qualcosa di particolarmente odioso in questa dichiarazione pubblica, non solo per quello che viene detto, ma soprattutto per quello che viene ignorato:
– che XM24 un posto l’aveva è gli è stato tolto;
– che c’è un accordo sottoscritto dalla Giunta comunale che assumeva impegni che poi non sono stati mantenuti;
– che il luogo è di proprietà pubblica e abbandonato da vent’anni, senza una destinazione d’uso definita;
– che migliaia di persone hanno mostrato il bisogno di uno spazio di socialità libera, fuori dalle regole del mercato;
– che molti artisti hanno mostrato il bisogno di luoghi dove esprimersi liberamente, fuori dalle dinamiche del mercato;
– che il mondo dell’economia solidale ha bisogno di spazi liberi dove portare avanti le proprie sperimentazioni;
– che a Bologna gli studenti non trovano più case da abitare;
– che a Bologna, ci sono centinaia di persone per strada, senza un tetto, allo stremo.

Lo sbirro, con un certo ghigno, ci dice che non glie ne frega un cazzo di niente. Fuori tutti, e poche storie, che il diritto di proprietà è sacro.

Questa è la vera politica dell’odio!
Se si va avanti per questa strada la situazione prima o poi esploderà. A troppi, evidentemente, questo scenario non dispiace.

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