La compatibilità del contadino oggi: vecchie e nuove resistenze

Verso Genuino clandestino 16-17-18 maggio a Roma – riflessione di Giovanni (Toscana)

La compatibilità del contadino oggi: vecchie e nuove resistenze

Più volte nella storia di tutti i tempi e a tutte le latitudini la" legge del più forte " ha privato gli uomini e le comunità locali del diritto di autodeterminarsi nel loro fabbisogno alimentare allo scopo di ottenere profitti e potere .

Attraverso vari sistemi ,dai più violenti e brutali ai più sofisticati e ingannevoli la terra e il suo possesso sono stati sottratti a chi ne treva cibo a vantaggio di chi ne traeva proifitti.

LA PAROLA D'ORDINE E' DECONTADINIZZARE IL TERRITORIO .

Molti sono stati i modi che hanno portato alla cancellazione della figura del contadino .

E' stata, ed è ancora a certe latitudini , usata la forza e la violenza , si è usata l'arma dell'inganno e

del ricatto ed infine ,ultimo e più sofisticato, si è fatto in modo di creare una cultura per la quale lasciare la terra significava "progredire" , "emanciparsi" passare da una condizione simile a quella degli animali per andare verso il "progresso" e il "benessere".

E' vantaggioso trasformare i contadini in braccianti o meglio ancora migranti che possono aspirare a diventare cittadini/consumatori, sempre più concentrati in grandi agglomerati urbani con l' unica possibilità di sopravvivenza rappresentata dall'ottenimento di un compenso per la vendita della propria forza lavoro , ammesso che ci sia chi è disposto a comprarla .

In un contesto come il nostro di oggi essere contadino, praticare un'agricoltura di sussistenza, volta all'ottenimento del cibo per noi stessi e per la propria comunità , vivere di una economia di piccola scala dove il principale reddito consiste nelle relazioni e nello scambio in un clima di solidarietà e di condivisione è un atto rivoluzionario , di "resistenza" .

  • Quali sono nella nostra realtà economica le forme più efficaci e fantasiose per creare sistemi autonomi dove mettere in pratica il vivere contadino in resistenza?

  • Come meglio creare alleanze e coinvolgere coloro che nelle nostre città cominciano a sentire la pesantezza di essere "consumatori" e quindi "polli di allevamento" nella consapevolezza di appartenere ad un sistema immorale e privo di rispetto per l'uomo,gli animali e la terra , con contraddizioni e ingiustizie sociali sempre più evidenti ?

  • Come difendersi da un sistema che nel tentativo di riciclare se stesso e la propria immagine ruba contenuti e risorse umane a chi lo contesta e tenta di cambiarlo ?

  • Come individuare chi veramente aspira ad un cambiamento sincero da chi pratica una più o meno organizzata "gestione del dissenso" allo scopo di neutralizzarlo e di svuotarlo di significato,possibilmente guadagnandoci sopra ?

La Parola ai Coproduttori – Il Questionario di CampiAperti

Questo breve questionario è nato con l'obiettivo di conoscere meglio la tua opinione sui mercati di CampiAperti, perché l'opinione dei "coproduttori" è fondamentale per la nostra associazione. Vogliamo far crescere i mercati di Bologna con te e renderli migliori e per questo ti chiediamo di compilare il questionario. Il questionario è anonimo e verranno pubblicati risultati in forma aggregata perché tu ti senta libero/a di esprimere pienamente la tua opinione.

Se conosci persone che frequentano il mercato chiedi loro di compilare il questionario.
Grazie per la tua partecipazione!!!!

[SURVEYS 1]

Salvatore Ceccarelli – una persona illuminata

Visto che Salvatore Ceccarelli è incline a scherzare per prenderlo in giro gli ho fatto questa domanda: "ma lei è un genetista che è diventato comunista o un comunista che ha fatto il genetista?"

Mi ha risposto "io mi considero una persona illuminata. Mi dispiace solo che l'illuminazione sia arrivata tardi nella vita" Ha detto queste parole in modo così candido e sincero che sono rimasto un po’ incantato.

Effettivamente Ceccarelli è una persona illuminata e indica una via da seguire.

CampiAperti dovrebbe iniziare a  lavorare sui semi, ce lo stiamo dicendo da tempo. In parte lo abbiamo fatto con il corso di autoproduzione delle piantine tenuto da Cesaretto. Ma siamo così schiacciati dalla preoccupazione di rimanere vivi che, malgrado i buoni propositi, non siamo mai riusciti a partire veramente. Alcuni si stanno muovendo in modo autonomo: Max e Alda con i loro esperimenti di autoproduzione delle sementi, Silvia con il suo vivaio in avviamento, i cerealicoltori di grani antichi con i loro esperimenti.. Ma sino ad ora non siamo riusciti a raccogliere le forze per un progetto comunitario. Ci servono forze nuove e competenze in materia.

CHI CI AIUTA?

carlo

FICO (Fabbrica Italiana COntadina) – C’era una volta la campagna…

Gli uomini mangiavano ciò che essi non avevano coltivato,

più nessuno vincolo li legava al proprio cibo

la terra si apriva sotto il ferro e sotto il ferro gradatamente inaridiva:

nessuno c'era più ad amarla o a odiarla.

Nessuno più la supplicava o malediceva.

J. Steinbeck, Furore, 1939

C'era una volta la campagna.

Nella campagna ci vivevano i contadini e le contadine.

Era una vita dura, povera, a volte forse anche felice.

Era dura soprattutto perché la terra non era quasi mai di chi la lavorava.

Poi sono arrivate due guerre. Poi sono arrivate le sirene delle fabbriche.

In molti sono stati ammaliati dal loro canto. E sono morti: di silicosi, di tristezza, di amianto o di appartamento. E in campagna sono rimaste solo le “trattrici”.

E la campagna si è trasformata in una fabbrica. Una Fabbrica Omologata a Cielo Aperto.

Bisogna fare così e basta. Perché l'ha detto il tecnico, l'associazione, il consorzio, il Mercato. Bisogna fertilizzare, diserbare, avvelenare, produrre, fertilizzare, diserbare, avvelenare, produrre.

Per niente. Per poter continuare a lamentarsi ogni anno del prezzo delle mele troppo basso. Perché è così, l'ha detto il Mercato. L'ha detto la Grande Distribuzione.

Avanti e indietro, avanti e indietro, le trattrici rivoltano la terra per un paesaggio fatto su misura per gli aeroplani.

Si montano e si smontano pezzi dentro i solchi o lungo le file, pezzi destinati a diventare mangime industriale. I contadini, ridotti a “fantocci meccanici” dentro le cabine delle trattrici, non toccano più la terra. Solcano i campi come Grandi Magazzini. Muletti, nastri trasportatori, catene di montaggio. Controllo qualità, pezzatura, velocità, quantità, efficienza.

Barbabietole da zucchero, mais, frumento, medica, patate, barbabietole da zucchero, mais, frumento, medica, patate, barbabietole…Monocolture a rotazione, quando va bene, per ettari ed ettari…

Nel frattempo le città sottovuoto mangiano queste tonnellate di monocolture confezionate in meravigliosi packaging di design. Nel frattempo le città, trasformate in ologrammi di se stesse, abbandonano i propri centri al consumo e alla museificazione. Le periferie, non più campagna, non ancora città, si ingrossano di palazzine e si fanno chiamare new towns. La suburbana, il giardinetto, il posto auto garantito e il gioco è fatto. Le nuove città invisibili.

Nel frattempo il centro si decentra e diventa centro commerciale. Ogni new town ha il suo. C'è n'è per tutti i gusti al centro commerciale, dal frappé bio-vegan alle patatine di Mc Donald.

Nel frattempo il pianeta malato richiede una cura ed ecco il miracolo: “lo sviluppo sostenibile”, “la crescita verde”, “la green economy”, fonti battesimali dentro cui un sistema distruttivo si purifica dal suo peccato originale facendo quotidiani impacchi di coscienza. Produrre e consumare verde per poter continuare a produrre, a consumare e a crescere.

E soprattutto a crescere. Ma lenti. Slow. Quale verde? Quale madre terra?

Così nasce Slow Food, la più intelligente operazione di rilancio del made in Italy agroalimentare, pardon, made in Eataly. E il cibo diventa moda, status symbol, Spettacolo: è l'era dello Show Food.

E ciò che va di moda non può che essere FICO.

FICO: Fabbrica Italiana COntadina.

C'era una volta la campagna. E c'era la città con le sue fabbriche. C'erano una volta il settore primario, l'agricoltura, quello secondario, l'industria e quello terziario, i servizi. Là dove c'era la campagna prima arrivò la fabbrica della campagna poi arrivò FICO, il museo della fabbrica della campagna, una falsa campagna in una falsa città, il primo centro commerciale in cui primario, secondario e terziario trovano un'illusoria e incelofanata sintesi. La Disneyland del cibo, è già stata giustamente definita. Una città fatta di cartone e di illusioni, dove si potrà passeggiare oziosamente di sala in sala ammirando le sue nuove collezioni tra un brunch e un coffee break. Al posto della sala “Rubens” ci sarà la sala “Vigneto”, al posto della sala “Goya” quella “Frumento”. Il melo interpreta se stesso annoiato davanti a una guida come una statua del museo delle cere. Ancora una volta: museificazione, consumo e spettacolo. La Fabbrica Imbalsamata COntadina. La coltivazione stessa perde il suo valore d'uso e diventa conservatorio e spettacolo. Presunte frotte di turisti, annoiati dallo shopping e dai musei dei centri cittadini ormai svuotati di senso, andranno alla ricerca di favole sulla cara vecchia campagna ridotta a simulacro di se stessa e a un “Last Minute Market” a km 0 che trasforma gli avanzi della Grande Distribuzione in radical cibi “slow” e le zucche in carrozze luccicanti.

Lontano, in sordina, senza pubblico e senza visite guidate, le zucche continuano inoperosamente a fare le zucche e alcuni umani continuano a zappare tra le file dei cavoli. Non sono operai di una fabbrica a cielo aperto. Non sono pezzi di una macchina in funzione. Non sono fantocci meccanici. Non sono statue di un museo. Vivono in campi bradi, disordinati, tra sterco ed erbe selvatiche. Ci sono ratti, uccelli e insetti in quantità, ci sono cassette sparpagliate ovunque, ci sono versi sguaiati e odori acri. C'è fango. Non è fico materiale da Expo-sizione. Non è FarmVille, la fattoria virtuale inventata da Facebook. Non c'è sterilizzazione possibile. Ci sono soltanto la fatica e la gioia di maneggiare gli elementi per trasformarli in cibo. E di terra ce n'è tanta da occupare tutti i futuri inservienti del FICO, se soltanto si ripensasse l'agricoltura daccapo, se soltanto la campagna tornasse ad essere campagna e la smettesse di atteggiarsi a fabbrica, se soltanto i contadini tornassero a fare i contadini e la smettessero di fare solamente gli autisti di trattrici. Allora le palazzine si svuoterebbero, le new towns diventerebbero fantasmi di fantasmi, i centri commerciali andrebbero in rovina e verrebbero invasi dalle erbe selvatiche e FICO sarebbe soltanto un brutto ricordo. Così in molti tornerebbero a mangiare ciò che hanno coltivato e non ci sarebbe nessuno scarto da magazzino da riciclare in luccicanti ristoranti natural-chic.

Intanto uno spettro FICO si aggira per Bologna.

Cala il sipario sulla sala Vigneto, cala il sipario sui meli di cera, l'ultimo cameriere Eatalyano si aggira nella periferia buia in attesa di un People Mover qualsiasi che lo riporti alla sua new town. In mano uno vassoio di alluminio con gli avanzi degli scarti a km 0. Di lì a poco si potrà sedere alla sua tavola Ikea per consumare la cena. Non perderà occasione di innaffiarla con un buon vino “Ridato alla Mafia” o con un succo di pera “MuoriVerde”.

 

una riflessione di Marzia e Mattia (contadin* di Campi Aperti)

 

A Chiara, Claudio, Mattia e Niccolò

Nella lista Genuino Clandestino sta girando questa filastrocca – mi è piaciuta e ve la ripropongo. L'hanno scritta Marzia e Mattia.

carlo

A Chiara, Claudio, Mattia e Niccolò

 

 

Terrore e Libertà

 

filastrocca in ottave

da cantare tra le fave

 

 

Filastrocca di terrore

Filastrocca di libertà

Vi pensiam tutte le ore

questo è certo noi di qua.

 

Noi di qua fuor di prigione

conosciamo altre galere

ma la vostra è ben peggiore

quella è con vere catene.

 

Le catene noi sappiamo

che si possono spezzare

come i nervi, come un ramo

se non stiamo lì a guardare.

 

Lì a guardar non siete stati

violentare la montagna

i furbetti ed i blindati

del paese di Cuccagna.

 

Il paese è sconfortante

cari amici nelle celle

vive un vuoto desolante

ed ha i nervi a fior di pelle.

 

E coi nervi poi sappiamo

non si deve mai scherzare

brutti tiri posson fare

quando noi li stuzzichiamo.

 

Il terrore addormentato

del potere si ridesta

quando un turbine infuriato

gli fermenta sulla testa.

 

Quando la protesta vuota

messa in scena dai giornali

si fa scelta si fa vita

e ritrova nuove ali.

 

E il terrore risvegliato

nel bel mezzo di un bel sogno

dove tutti ad un suo segno

sonnecchiavan senza un fiato

 

scopre a un tratto con sgomento

che non tutti dormivamo

e da allor si dà tormento

d'ogni cosa che facciamo.

 

Ha paura questo è certo

il terrore ritrovato,

è così che fa il concerto

“Terrorismo contro Stato”.

 

Terrorista è chi lo suona

terrorista è il loro canto

chi devasta e chi rovina

la montagna senza un pianto.

 

Terrorista è il giornalista

terrorista è il manganello

terrorista anche la lista

e il mantello del Casello.

 

Terrorista è il blaterare

di democrazie passate

se per caso ci son state

non possiam più ricordare:

 

troppi golpe a matrioska

noi viviamo senza sosta

che sia Stato o che sia Cosca

tutti gridan “Nulla Osta!”.

 

Nulla osta che un processo

contro il senso sia inscenato

“Accorrete proprio adesso,

lo Spettacolo è iniziato!"

 

Quattro loschi malviventi

che non hanno mai vergogna

han difeso con i denti

dalle talpe una montagna.

 

Ora devono marcire

come monito in prigione

perché mai si possa dire

che sia loro la ragione.

 

State attenti menestrelli

del terrore ritrovato

noi non siamo certo quelli

che san fare anche il soldato

 

ma se la natura un giorno

s'arrabbiasse veramente

toglierebbe voi di torno

e non resterebbe niente.

 

Treni, strade ed elezioni

tribunali e parlamenti

spazzerebbe le prigioni

spazzerebbe anche i potenti.

 

State attenti mercenari

che vegliate sulle celle

son tornati i montanari

con un grido sulle spalle.

 

Questo grido è una parola

che terrore a tutti fa

ed è una parola sola

ora e sempre libertà!  

Economia Solidale – incontro nazionale Parma 2014

Economia Solidale / Parma 2014 Incontro nazionale

L'economia solidale funziona. Insieme.

Il percorso verso l’Incontro nazionale annuale dell’Economia Solidale è iniziato. A Parma, dal 20 al 22 giugno 2014, ci confronteremo su progetti, idee, proposte per un nuovo modello economico. Nelle prossime settimane ci incontreremo nei territori per approfondire e ampliare i temi ed i contenuti di Parma2014.
Ci incontreremo per riconoscere i valori dell’impresa diffusa, per realizzare nuovi spazi di democrazia economica, per generare nuove ecologie urbane e rurali, per trovare narrazioni e ampliare i saperi, per conoscere i limiti dell’economia tradizionale e le risorse dell’economia solidale, per scoprire tra debito e finanza, il senso della macroeconomia.
A questo indirizzo trovi i sei temi guida dell’incontro nazionale: http://incontronazionale.economiasolidale.net/node/7 Partecipa e contribuisci all’elaborazione comune di questo percorso.
Ti aspettiamo con le tue idee per camminare insieme verso Parma2014.
E se ti registri alla newsletter http://eepurl.com/O1oXf riceverai gli aggiornamenti sulle tappe, gli incontri, i luoghi, i volti e le storie di questo cammino comune.
Ti aspettiamo con le tue idee per camminare insieme verso Parma2014.

 

GENUINO CLANDESTINO : IL MANIFESTO

Per chi se lo fosse perso riproponiamo il manifesto del movimento approvato lo scorso autunno nell'incontro di Firenze.

GENUINO CLANDESTINO : IL MANIFESTO

Comunità in lotta per l’autodeterminazione alimentare

Genuino Clandestino nasce nel 2010 come una campagna di comunicazione per denunciare un insieme di norme ingiuste che, equiparando i cibi contadini trasformati a quelli delle grandi industrie alimentari, li ha resi fuorilegge. Per questo rivendica fin dalle sue origini la libera trasformazione dei cibi contadini, restituendo un diritto espropriato dal sistema neoliberista

Ora questa campagna si è trasformata in una rete dalle maglie mobili di singoli e di comunità in divenire che, oltre alle sue iniziali rivendicazioni, propone alternative concrete al sistema capitalista vigente attraverso diverse azioni:

  • Costruire comunità territoriali che praticano una democrazia assembleare e che definiscono le proprie regole attraverso scelte partecipate e condivise;
  • Sostenere e diffondere le agricolture contadine che tutelano la salute della terra, dell’ambiente e degli esseri viventi, a partire dall’esclusione di fertilizzanti, pesticidi di sintesi, diserbanti e organismi geneticamente modificati; che riducono al minimo l’emissione di gas serra, lo spreco d’acqua e la produzione di rifiuti, e che eliminano lo sfruttamento della manodopera;
  • Praticare, all’interno dei circuiti di economia locale, la trasparenza nella realizzazione e nella distribuzione del cibo attraverso l’autocontrollo partecipato, che svincoli i contadini dall’agribusiness e dai sistemi ufficiali di certificazione, e che renda localmente visibili le loro responsabilità ambientali e di costruzione del prezzo;
  • sostenere attraverso pratiche politiche (come i mercatini di vendita diretta ed i gruppi di acquisto) il principio di autodeterminazione alimentare ovvero il diritto ad un cibo genuino, economicamente accessibile e che provenga dalle terre che ci ospitano;
  • salvaguardare il patrimonio agro alimentare arrestando il processo di estinzione della biodiversità e di appiattimento monoculturale;
  • sostenere percorsi pratici di “accesso alla terra” che rivendichino la terra “bene comune” come diritto a coltivare e produrre cibo;  sostenere esperienze di ritorno alla terra come scelta di vita e strumento di azione politica;
  • sostenere e diffondere scelte e pratiche cittadine di resistenza al sistema dominante;
  • costruire un’alleanza fra movimenti urbani, singoli cittadini e movimenti rurali, che sappia riconnettere città e campagna superando le categorie di produttore e consumatore. Un’alleanza finalizzata a riconvertire l’uso degli spazi urbani e rurali sulla base di pratiche quali l’autorganizzazione, la solidarietà, la cooperazione e la cura del territorio;
  • sostenere le comunità locali in lotta contro la distruzione del loro ambiente di vita.

Genuino Clandestino è un movimento con un’identità volutamente indefinita. Al suo interno convivono singoli e comunità in costruzione, è aperto a tutt*, diffida di gerarchie e portavoce e non richiede nessun permesso di soggiorno o diritto di cittadinanza; è fiero di essere Clandestino e porterà avanti le sue lotte e la sua esistenza con o senza il consenso della Legge.

Chiunque si riconosca nei principi di questo manifesto potrà divulgare e usare lo stesso per rivendicare le proprie azioni.

Genuino Clandestino è un movimento antirazzista, antifascista e antisessista

Storia di pianura…approdando all’accesso alla terra

Da settembre 2013 a circa 500 m da noi in linea d'aria vivono Marco ed Eleonora con i loro figi Alice e Valerio.

Sono di origine bresciana e non è stata certo una scelta semplice quella di cambiare completamente luogo e abitudini di vita nel giro di 1 anno, è inutile negare che occorre sì coraggio ma anche una bella dose di determinazione.

In realtà tutto è avvenuto molto rapidamente. Nel settembre 2012 al rientro da una loro vacanza si sono fermati qui da noi per qualche giorno per vedere casetta Bellaria , una casa di campagna di appena 100 metriquadri (in campagna 100 metriquadri sembrano sempre pochi..). Non credo che molte persone potessero vedere un futuro in quella casa, poichè quella casa che per noi rimane casa Golfari, aveva un vissuto forte, difficoltoso, che traspirava dai muri, dal colore annerito delle stanze, dall'odore misto di fuliggine, polvere e soprattutto odore selvaggio di cavallo.

Prima di parlare del presente non possiamo non parlare di Golfari, allevatore di cavalli da salto che qui ha abitato dalla fine della guerra. Una persona che ha praticato resistenza contadina per tutta la sua vita, allevando cavalli allo stato brado, detestando la chimica fin dal suo avvento e soprattutto salvando un angolo di pianura dall'appiattimento e dall'abbruttimento che domina dove si pratica agricoltura convenzionale.

Non possiamo non ricordare l'energia che si sprigionava quando insieme a Golfari ci recavamo al centro del recinto, territorio esclusivo dei cavalli, in cui vivevano in branco senza alcuna protezione, se non quella degli alberi, partorivano accerchiando la cavalla senza mai permettere a nessuno e nemmeno a Golfari di potere assistere ad un parto ed ovviamente correvano liberi e talvolta morivano.

Queste pratiche hanno permesso di creare un luogo insolito che non può non attrarre chi ama il confondersi intricato delle varietà di alberi, arbusti e erbe selvatiche (quella che in termini tecnici si definisce BIODIVERSITA' ). E' ovvio che solo dei sognatori riescono a cogliere la magia poichè  gli agricoltori limitrofi vi hanno sempre solo visto confusione e pazzia.

Anche noi siamo consapevoli che Igino Golfari non è mai stata una persona comoda nelle relazioni, sì famoso per i suoi agili ed eleganti cavalli, ma anche scontroso soprattutto con i prepotenti: non sono pochi i casi in cui cacciatori, testimoni di Geova, solo per fare alcuni esempi, si sono visti minacciati da bastoni e anche picchiati.

Perchè questa è l'altra faccia di una persona che ha scelto di resistere, che ha portato con sè in ogni momento i ricordi impossibili da elaborare, della guerra vissuta in Grecia.

Ma la storia di casetta Bellaria di Marco ed Eleonora e la storia di Golfari sono unite da un passaggio che vede 2 nostri amici biologi, David e Marco, innamorarsi di quel luogo selvaggio e acquistare terreno e fabbricati da Golfari salvandolo dall'impoverimento  innescatosi nel mondo dell'ippica.

Igino ha così potuto vivere gli ultimi anni della sua vita in usufrutto, ovviamente mantenendo intatte la sua tenacia, le sue tensioni e i suoi ricordi di una vita resistente!!

 

Quindi attraverso passaggi di intenso vissuto umano siamo riusciti a creare un inizio di piccola comunità rurale.

E' stato attraverso il dialogo e con passione che abbiamo acquistato e salvato 12 ettari in tutto tra noi e loro proprio quando intorno il latifondismo di pianura ha visto il rifiorire e i piccoli agricoltori convenzionali hanno venduto a proprietari, alcuni dei quali sono arrivati ad acquistare in tutto oltre 2000 ettari in una decina di anni.

Ma torniamo a chi resiste e a chi trasforma la propria realtà attraverso l'energia dei sogni….

Il  percorso appena iniziato da Marco ed Eleonora abbiamo pensato che fosse giusto farlo descrivere direttamente da loro e così Marco ha raccontato il suo cambiamento esplicitando qui di seguito la sua naturale identificazione tra vita e sogno.

"Circa un anno prima di decidere stavo leggendo il libro "Non prendeteci per il Pil"  e mi sono detto "basta!" ! Ho cominciato a provare repulsione per la vita che conducevamo, ero diventato cosciente del fatto che alimentavamo il sistema del pil con la nostra vita. E abbiamo iniziato ad affrontare discorsi riguardanti la voglia di cambiare e sapevamo che molte famiglie affrontano questo tema ma pochi riescono a trasformare le parole in azione.

Ma quando decido fermamente una cosa, non sento più il peso delle difficoltà, perchè sento che è la cosa giusta quindi mi risulta semplice superare gli ostacoli e non percepirli come tali.

Il passaggio verso la vita contadina mi è risultato naturale, perchè rappresenta un ritorno alla terra e fare l'orticoltore e sentirmi a mio agio è legato alla naturalità di questo lavoro, la cosa più vicina all'uomo. Perchè produrre ortaggi rappresenta il primo passo verso la sussistenza.

Prima ero operaio in un'industria casearia e pianista JAZZ.

Sono consapevole del fatto che produrre ortaggi è un lavoro comunque faticoso, talvolta mi impegna più ore, ma non lo percepisco come lavoro poichè non rientra in schemi lavorativi della società, schemi innaturali.

Questo passaggio di vita che ovviamente presenta le sue difficoltà di adattamento( come l'acqua calda che non si da per scontata e il calore con la legna non si ottiene schiacciando un bottone) ci ha permesso di eliminare il mutuo che pesava sulla casa di Brescia e tante spese accessorie, per esempio lsa mensa e le attività per i bambini necessarie quando si vive senza verde.

Questo luogo con la sua ricchezza in termini di biodiversità e di naturalità lo abbiamo trovato così a disposizione, quasi come un regalo.

Una bella fortuna avere l'accesso alla terra senza doverla acquistare e che terra!!

Cosi ho chiamato la mia nuova realtà ORTOPIANO per 3 motivi:

Orto e pianoforte

Orto in pianura

Orto dove si va piano.

Qui i ritmi sono più naturali, per non dire lenti

CampiAperti e Salute Globale

Riportiamo di seguito una mail di Marianna per dare un'idea del coinvolgimento che avrà  CampiAperti nel corso su "salute globale, determinanti sociali e strategie di primary health care"

Ciao a tutti,
avevo scritto poco tempo fa e parlato con qualcuno voi rispetto alla possibilità di incontrare campiaperti nel corso che stiamo facendo con gli studenti sulla salute globale e salute collettiva. In due parole, due, guardando alla salute oltre alla sua dimensione biologica, la salute si costruisce anche nello spazio politico e sociale, e allora la ricerchiamo fuori dalle aule universitarie, e nell'incontro con il terriotrio. Campiaperti è una delle esperienze che incontreremo con gli studenti del corso (soprattutto di medicina, ma anche di antropologia, scienze motorie, infermieristica, biologia). Per iniziare, Laura è stata incastrata per venire a presentare campiaperti alla lezione che facciamo lunedì 7 dalle 18 alle 20, all'istituto di igiene in via San Giacomo 12, e ovviamente chi vuole partecipare è più che benvenuto!

Poi, con Michela abbiamo abbiamo pensato che un gruppetto di studenti potrebbe partecipare all'assemblea di mercato di mercoledì 9 al Làbas. Ma fatemi sapere se c'è qualcuno che è contrario a questo! C'è anche la proposta di far partecipare gli studenti alle visite alle
aziende che ci saranno in aprile, ma questo va ancora deciso con loro, e comunque in caso sentiamo i referenti (e tra l'altro…tempismo
perfetto!! grazie per le info!) Poi, gireremo per i mercati in queste settimane. Sarà molto bello fare questa esperienza con gli studenti e uscire dai percorsi di cura per come li intendiamo di solito, molto tecnici e depoliticizzati, per incontrare il terriotorio e rimettere al centro le persone, le collettività, le reti che costruiamo e le risorse che nella comunità ci sono, e che creano salute, e che non possono essere
occultate in nome di una supposta "scientificità". Qui ci sono altre informazioni sul corso
http://www.csiunibo.org/index.php?option=com_content&view=article&id=212:corso-elettivo-2014&catid=1:ultime&Itemid=50
A presto! e grazie!!
marianna

Idee per tesi di laurea in Ingegneria

Quelle di seguito sono idee di ricerca e progettazione che CampiAperti propone agli ingegneri in cerca di tesi di laurea (per gli interessati contattare l'associazione Ingegneria senza Frontiere di Bologna).  Prossimamente cercheremo di coinvolgere altre discipline: economia, agraria, veterinaria, sociologia, antropologia….

1 – Piccola meccanizzazione agraria: trebbia fissa

Proponente: Pierpaolo Lanzarini

Recapito/contatti: p.lanzarini(at)postale.it tel: 333.3801134

Azienda Agricola: Terra, Memoria e Pace, Pioppe di Salvaro, Grizzana Morandi (Bologna)

Descrizione: da diversi anni il contoterzista non viene più a mietere i cereali nei miei campi: sono troppo piccoli e scomodi da raggiungere. Per la sua mietitrebbia con barra da 5 metri non sono convenienti. Ho dovuto così attrezzarmi con una mietilegatrice che risolve il problema della mietitura, ma non quella della trebbiatura. Per evitare ore e ore di lavoro per la realizzazione di questa fase della lavorazione, servirebbe la realizzazione di una trebbia fissa, di dimensioni ridotte, visto che quelle tradizionali sono molto ingombranti e richiedono ricoveri che non esistono in azienda. L’unico prodotto in vendita che ho trovato ha dei costi proibitivi.

Interesse alla realizzazione dell’intervento/progetto: una macchina simile, trasportabile su un mezzo di dimensioni contenute, potrebbe essere condivisa da più aziende con situazioni analoghe.

2 – Approvvigionamento idrico sostenibile e distribuzione

Proponente: Romano Cosi

Recapito/contatti: ilgranello(at)ilgranello.eu, 051/778726 ore pasti

Azienda Agricola: Il Granello, Pianoro-Livergnano, (Bologna)

Descrizione: chi coltiva ortaggi ha bisogno di molta acqua, soprattutto in luglio-agosto, ma in collina non esistono i consorzi di bonifica e le sorgenti sono spesso di portata estiva scarsa e delocalizzate nel podere. Quindi il costo dell’acqua può essere molto alto sia in termini finanziari, sia in termini di impatto ambientale, dato che si può essere costretti ad utilizzare l’acquedotto HERA con tutte le distorsioni che ne derivano.

Sarebbe importante realizzare e ottimizzare un sistema di irrigazione con approccio simile a quello della permacultura, con piccoli bacini di accumulo, con distribuzione idrica favorita il più possibile dalla gravita, ed eventualmente con l’utilizzo di pompe eoliche/solari per l’innalzamento dell’acqua dalle sorgenti ai bacini di distribuzione estivi.

Riferimenti bibliografici: alcuni accenni in: Permacultura, Bill Mollison, ma forse c’è qualcosa di più recente

Interesse alla realizzazione dell’intervento/progetto: molto interessati, anche nell’ambito di una progettazione pluriennale eventualmente legata ai nuovi fondi PRSR (se dovessero mai dar credito alla piccola Agricoltura Contadina)

 

3 – Fonte di riscaldamento alternativa, Compost Heating / biogas

Proponente: Romano Cosi

Recapito/contatti: ilgranello(at)ilgranello.eu, 051/778726 ore pasti

Azienda Agricola: Il Granello, Pianoro-Livergnano, (Bologna)

Descrizione: utilizziamo molto il compost per mantenere/migliorare la fertilità del suolo. Il fabbisogno annuale è molto elevato, e quindi sufficiente a creare dei cumuli molto grandi. Abbiamo sperimentato che questi cumuli si scaldano comunemente fino a 60-80 gradi e continuano ad emettere calore per 8-10 mesi, a seconda della loro maturità e costituzione. Con l’inserimento di tubi coibentati e una piccola pompa il calore può essere distribuito. Occorre studiare il bilancio termico.

Il compost può essere anche fatto con del cippato, opportunamente innescato, e ovviamente potrebbe anche essere utilizzato il letame fresco delle aziende che allevano animali (pecore, capre mucche maiali) e che magari hanno problemi di smaltimento.

Il calore prodotto potrebbe essere utilizzato come minimo per scaldare il vivaio delle piante primaverile e sicuramente per contribuire notevolmente al riscaldamento della casa. Molta meno legna da tagliare per scaldarsi in inverno.

E alla fine del ciclo, in tarda primavera, lo si spande in campo e si ricomincia.

I cumuli di compost generano inoltre molto biogas, che potrebbe essere immagazzinato in apposite bombole.

Perchè sia sostenibile e vantaggioso per i contadini, il progetto dovrebbe essere dimensionato sulla struttura e le caratteristiche della fattoria.

Riferimenti in rete: ancora approssimativi, varie fonti con ricerche su “compost Heating”, “Jean Pain”, in realtà partiamo da una nostra constatazione di fatto.

Interesse alla realizzazione dell’intervento/progetto: Molto interessati ad un avvio iniziale di una struttura semplice ed economica, già dal primo anno si potrebbero risparmiare molti soldi per il riscaldamento della casa.

Strutture più complesse potrebbero essere progettate anche nell’ambito dei fondi PRSR, come per esempio l’adeguamento delle vecchie letamaie.

4 – Laboratorio trasformazione al primo piano

Proponente: Strulgador
Recapito/contatti: strulgador(at)gmail.com cell 3248395063 sempre
Azienda Agricola: Strulgador via roncadella 1083 montombraro zocca (mo)
Descrizione:  La nostra idea era predisporre un laboratorio di
trasformazione al primo piano della casa, con montacarichi e scale
esterne. come realizzarlo non ne abbiamo idea.
 

5 – Essiccatore solare

Proponente: Strulgador, Arvaja
Recapito/contatti: strulgador(at)gmail.com cell 3248395063 sempre
Azienda Agricola: Strulgador via roncadella 1083 montombraro zocca (mo)
Descrizione:  La nostra idea era predisporre un essiccatore per erbe
e frutta, delle dimensioni di Larg.3 x Lung.3x Altezza 2 m,
all’interno di un casottino già presente da ristrutturare. Il sistema
di essiccazione sarebbe idealmente composto da una ventola attivata da
un pannello fotovoltaico, e un sistema di riscaldamento ad acqua calda
scaldata con pannello solare e mossa presumibilmente con pompa
alimentata da un fotovoltaico.
Riferimenti in rete: http://www.catpress.com/bplanet9/solemacc.htm,
http://www.peperonciniamoci.it/forum/topic/15433-essiccatore-solare-a-flusso-orizzontale-autocostruito/,
http://www.ecoblog.it/post/5772/aria-calda-dai-pannelli-fotovoltaici
Riferimenti bibliografici: Il libro dell’essiccazione, macroedizioni
Interesse alla realizzazione dell’intervento/progetto: credo sia un
progetto che può interessare molti produttori che devono essiccare
frutta, verdure, e erbe.

6 – Progettazione di un dispenser per la semina di bulbi trainato da un motocoltivatore

Proponente : Carlo Farneti
Recapito/contatti: cfarneti(at)infinito.it 0516706124 ore pasti
Azienda Agricola : Ca Battistini Savigno (Bologna)

Descrizione: da tempo utilizziamo un sistema semplice ma efficace per la semina di bulbi, soprattutto di cipolline da seme, aglio e fave. Il sistema consiste in un piccolo assolcatore trainato da un motocoltivatore che apre un solco. Tra le due ali dell’assolcatore infiliamo l’estremità di un tubo di pvc diametro 5 cm di circa un metro di lunghezza. Il tubo viene poi fissato all’altra estremità al manubrio della motozzappa. La semina viene fatta in due persone. Uno guida la motozappa e la seconda persona infila velocemente i bulbi nel tubo.

Sarebbe molto utile progettare una tramoggia attrezzata con un dispenser automatico da assemblare all’assolcatore in modo da poter eseguire il lavoro in una persona e più velocemente.

Riferimenti in rete:

http://slowfood..pisamontepisano.it/indexDati.jsp

http://es.dreamstime.com/fotograf%C3%ADa-de-archivo-sembradora-antigua-image10869602

http://spanish.alibaba.com/product-gs/ali-disc-harrow-sells-single-row-garlic-planting-machine-663070112.html

Interesse alla realizzazione dell’intervento/progetto siamo molto interessati, soprattutto se viene proposta una soluzione semplice e autocostruibile (o realizzabile da un artigiano locale)
 

7 – Ottimizzazione dei flussi di aria e calore in un maltatore/essiccatore

Proponente : Carlo Farneti
Recapito/contatti: cfarneti(at)infinito.it 0516706124 ore pasti
Azienda Agricola : Ca Battistini Savigno (Bologna)

Descrizione: per la produzione di malto, necessario alla produzione di birra, abbiamo modificato il cassone di un frigo da latte di 600 litri. Nel processo di maltazione, successivamente alla fase di germinazione,  dobbiamo creare un flusso di aria calda che essicchi  il malto a una temperatura compresa tra i 30 e i 40 gradi e successivamente a una temperatura di 75-80 gradi. Intendiamo creare il flusso di aria calda attraverso una ventola e delle resistenze elettriche.  Necessitiamo quindi di uno studio non empirico finalizzato al dimensionamento della ventola e delle resistenze.

Riferimenti in rete:

http://fermentisociali.blogspot.it/

http://roguespirits.wordpress.com/2013/03/28/from-the-farmstead-malt-house/

http://homedistiller.org/forum/viewtopic.php?f=6&t=35519

Interesse alla realizzazione dell’intervento/progetto siamo molto interessati a effettuare miglioramenti del nostro sistema di maltazione

8 – Progettazione di in impianto pilota per la creazione di biogas da residui organici

Proponente : Carlo Farneti
Recapito/contatti: cfarneti(at)infinito.it 0516706124 ore pasti
Azienda Agricola : Ca Battistini Savigno (Bologna)

Descrizione: navigando in rete abbiamo letto di impianti domestici, realizzati soprattutto in Cina  e in India,  per la produzione di biogas ad uso familiare. Sarebbe interessante un lavoro di indagine approfondita sulla possibilità di applicazione concreta di queste tecnologie presso le aziende agriocle  dell’associazione

Riferimenti in rete:

http://www.agarden.it/

http://www.viviconsapevole.it/eventi/la-digestione-anaerobica-e-la-produzione-di-biogas-a-livello-domestico-verso-l-autosufficienza-e-la-sostenibilita.php

http://www.alibaba.com/product-gs/292476678/innovative_family_size_biogas_plant_for.html

Interesse alla realizzazione dell’intervento/progetto qualora risulti una tecnologia appropriata ed economica

Elenco prezzi frutta e verdura di stagione

Il seguente elenco prezzi ha due obiettivi principali:

  • consentire il sostentamente dei contadini che coltivano frutta e verdura
  • rendere accessibili i prodotti biologici contadini al maggior numero di persone possibile
  • …ci muoviamo alla ricerca di un equilibrio tra queste due importanti aspirazioni.

    I nostri prodotti li potete trovare presso i mercatini di bologna.

    VERDURA
    VARIETA' PREZZI NOTE
    Aglio fresco 5 – 7  
    Aglio secco 7 -10  
    Aromatiche 10  
    Asparagi 5-7  
    Bietola 2,4-3* *da serra
    Broccolo 2,7-3,5* *ricacci primaverili
    Carciofi 0,6-1* *piccoli-grandi
    Cardo imbiancato 3-4  
    Cardo non imbiancato 2,5  
    carote 2,5-3,5  
    Cavolfiore 2,5-3  
    Cavolo cappuccio 2,2-2,5  
    Cavolo cappuccio rosso 2,5-3  
    Cavolino di bruxelles 5-6  
    Cavolo nero 3  
    Cavolo verza 2,2-2,5  
    Cetriolo 2,5-3* *da serra
    Cicoria 2,4-3  
    Cime di rapa 2,5-3,5* *da serra
    Cipollotto di tropea 2,5-3,5  
    Cipollotto fresco 3,5-4,5  
    Cipolla dorata/bianca secca 2-2,5  
    Fagioli freschi 3-3,5  
    Fagiolini 4-5  
    Fava 3-3,2  
    Finocchio 2,5-3  
    Fiori di zucca 0,10-0,15 cadauno
    Friggitello 4-5  
    Lattughe 2,5-3,5  
    Lattuga da taglio (misticanza) 5  
    Melanzane 2,5-3  
    Melone 2-2,5  
    Patate 1,5-2  
    Peperone 2,8-3,5  
    Pomodoro ciliegino 3,5-4,5  
    Pomodoro datterino 5-7  
    Pomodoro cuore di bue 2,6-3,2  
    Pomodoro da salsa
    a cassa
    1,3-1,5
    0,8-1
     
    Pomodoro insalataro 2,5  
    Porro 2,8-3,3  
    Piselli 4-5  
    Radicchio 3-4* *castelfranco, treviso
    Radicchio da taglio 6-7  
    Rape (ramolaccio) 2,2-2,5  
    Ravanello 0,10 cadauno
    Rucola 8-10 0,8 – 1 mazzo da 100 g
    Sedano 3-3,5* * imbiancato
    Sedano rapa 3  
    Spinacio 4  
    Selvatiche (borragine, senape, ortica, papavero…) 4-5  
    Topinambur 3  
    Zucche 1,6-2  
    Zucchine 2,2-3  
         
         
         
    FRUTTA
    VARIETA' PREZZI NOTE
    Albicocche 2,5-3,5  
    Anguria 0,8-1  
    Arance tavola 2  
    Arance spremuta 1,8  
    Avocado 5  
    Cachi 2,3-2,5  
    Cedri 3  
    Ciliegie 6-8  
    Clementine/mandarini 2,5  
    Fichi 3,5-4  
    Fragola 6-7  
    Frutti di bosco (compreso gelso)
    mora coltivata
    8-15  
    Giuggiole 3,5-5  
    Limoni 3  
    Mele 2-3  
    Nespole 2,5-3  
    Nocciole 8  
    Noci 7-8  
    Pere  2,8-3,3  
    Pesche 2,5-3  
    Pompelmo 2,3  
    Prugne 2-3  
    Uva 2,5-3  
    Uva fragola 3  

Stop ai bombardamenti su Gaza

Solidarietà con il Popolo Palestinese

L'operazione “Protective Edge”, scatenata l'8 luglio 2014 da Israele con centinaia di bombardamenti sulla Striscia di Gaza, ha ucciso in pochi giorni decine di palestinesi dei quali molti giovani e bambini.

Le fonti ufficiali del ministero della sanita' palestinese riportano a tutt'oggi 189 morti e 1400 feriti, 540 case totalmente distrutte, 4 300 case parzialmente distrutte e e altre 530 non agibili, dall’inizio dell’attacco militare.

Massacri e devastazioni a marchio israeliano sulla popolazione palestinese si ripetono ormai ciclicamente. Come nelle operazioni “Piombo Fuso” del 2008 e “Colonna di fumo” del 2012, obiettivi dei bombardamenti sono ospedali, scuole e altri siti civili.

 

 

I bombardamenti su Gaza arrivano ad un mese dall'insediamento del Governo di unità nazionale palestinese e quasi in concomitanza del 10° anniversario della Sentenza della Corte Internazionale di Giustizia che, il 9 luglio 2004, ha condannato il muro israeliano nei Territori Palestinesi.

Non possiamo restare silenti dinanzi ad un attacco armato indiscriminato verso una popolazione che non ha rifugi, posti sicuri o possibilità di fuga. Una popolazione strangolata economicamente e rinchiusa in una prigione a cielo aperto.

Riteniamo inaccettabile che la risposta all’omicidio dei 3 coloni, avvenuto in circostanze ancora ignote, sia l’indiscriminata punizione di una popolazione civile indifesa: il diritto umanitario vieta le punizioni collettive, definite crimini di guerra dalla IV Convenzione di Ginevra (art. 33).

Il governo israeliano sostiene di voler colpire gli esponenti di Hamas e le sue strutture militari, ma ad essere colpiti finora sono soprattutto bambini e donne. Basta con lo scrivere che Israele reagisce ai missili da Gaza, la verità per chi vuol vederla e i numeri, se non interpretati con slealtà, sono chiari.

Come sempre, Israele è sordo a tutte le sentenze ed agisce nel silenzio complice dell'Unione Europea che si è ormai circondata da pericolose situazioni di guerra, mentre in Italia l'Alenia Aermacchi (Finmeccanica) rifornisce a Israele caccia M-346.

A differenza di quanto avviene a livello istituzionale e mediatico, sono già numerose e partecipate le manifestazioni di solidarietà con il popolo palestinese nel mondo e in Italia alle quali ci uniamo invitando anche ad aderire alla compagna BDS (Boicottaggio Disinvestimento e Sanzioni) contro Israele.

 

 

Dal 1948 i palestinesi vivono condannati a un’umiliazione perenne. Non possono neanche respirare senza avere il permesso.

Hanno perso la patria, la terra, l’acqua, la libertà, tutto. Tanto meno hanno diritto a eleggere i propri governanti. Quando votano quelli che non devono votare, vengono castigati. Gaza adesso viene castigata. L’hanno trasformata n una trappola senza uscita, da quando Hamas ha vinto in modo trasparente le elezioni del 2006. Qualcosa di simile è successo nel 1932, quando il Partito comunista ha trionfato nelle elezioni in Salvador.

Affogati nel sangue, i salvadoregni hanno espiato la loro cattiva condotta e da allora hanno vissuto sottomessi alle dittature militari.

La democrazia è un lusso che non tutti meritano. Sono figli dell’impotenza i razzi che i militanti di Hamas, rinchiusi a Gaza, sparano con puntigliosa imperizia sulle terre che erano palestinesi e che sono state usurpate dall’occupazione israeliana.

E la disperazione, al limite della follia suicida, è la madre delle bravate che negano il diritto all’esistenza di Israele, grida senza nessuna efficacia, mentre l’efficacissima guerra di sterminio sta negando, da molti anni, il diritto all’esistenza della Palestina.

E di Palestina ne rimane poca.

Passo dopo passo, Israele la sta cancellando dalle mappe.

I coloni invadono, e intanto i soldati correggono la frontiera.

Le pallottole consacrano lo spoglio dei resti, per legittima difesa.

Non c’è guerra di aggressione che non dica di essere per difesa. Hitler invase la Polonia per evitare che la Polonia invadesse la Germania.

 

 

EDUARDO GALEANO

 

Associazione Campiaperti

Verbale assemblea gruppo organizzativo maggio

Verbale incontro gruppo organizzazione del 14.05.2014

 

Nell’incontro del gruppo di lavoro sono state prese le seguenti decisioni:

  • Domenico si occuperà di convocare i prossimi incontri del gruppo di lavoro e di proporre l’o.d.g.
  • Nella prossima assemblea generale verrà proposta una modifica di quanto approvato  il 14.12.2013. Questo perché da quanto scritto non risultano sufficientemente chiare le modalità di adesione di CampiAperti a progetti proposti da altri.

 

Questo è quanto approvato

Partecipazione a eventi, incontri, seminari, interviste, accoglienza di gruppi  e simili

E’ stato deciso che non si pone nessun limite agli aderenti a CampiAperti rispetto alla partecipazione a  eventi, incontri, seminari, interviste, accoglienza di gruppi  e simili. Vige il principio della fiducia. Si richiede l’informazione (es tramite mailing list) . Gli organi decisionali dell’’associazione, assemblee generali e di merato, si riservano di revocare ai singoli questa facoltà.

 

Questo è quello che si proporrà alla prossima assemblea

Le adesioni formali di CampiAperti ad un qualsiasi progetto vanno approvate in assemblea generale, contestualmente all’individuazione di almeno due referenti che seguiranno il progetto stesso.

E’ stato deciso che non si pone nessun limite agli aderenti a CampiAperti rispetto alla partecipazione a  eventi, incontri, seminari, interviste, accoglienza di gruppi  e simili. Vige il principio della fiducia. Chi decide di partecipare ad un evento deve comunicarlo almeno tramite mailing list, e deve specificare di non essere il portavoce dell’associazione.

Gli organi decisionali dell’’associazione, assemblee generali e di mercato, si riservano di revocare ai singoli questa facoltà.

(Aggiungo io, a tale proposito conviene aggiungere queste cose, una volta discusse e riviste in assemblea generale, al documento approvato l’8/2, per maggiore chiarezza).

 

 

  • E’ importante comunicare a tutti che per tenere in ordine il bilancio bisogna avere le ricevute delle spese sostenute per le iniziative.
  • Si inizierà l’elaborazione di una sorta di “vademecum” per CampiAperti, da divulgare tra tutti i soci, che spieghi vari aspetti organizzativi. Intanto iniziano a lavorarci Michela per quanto riguarda le visite in azienda e Germana per altri aspetti.
  • Domenico chiede una verifica periodica delle sue mansioni, in modo da evitare che si creino fraintendimenti e disagi. Da ora in avanti si occuperà di caricare nel sito i verbali oltre che di archiviarli e di caricare nel sito gli appuntamenti.
  • Attualmente la raccolta contributi non sta funzionando, moltissime aziende presenti ai mercati non vanno puntualmente a pagare quanto dovuto ai referenti. Bisogna cercare soluzioni. Una proposta è che si paghi durante l’assemblea di mercato, dove i soci devono andare almeno per pagare il contributo.

Verbale assemblea Labas 4 giugno 2014

Verbale assemblea Labas 4 giugno 2014

 

Odg

1) ingresso azienda Nuova Arbora

Confermato, sarà presente dalla prossima volta

2) Uva per vino di Fiorella

Dopo il report del gruppo che ha visitato Fiorella e il suo vicino è stato deciso di dare la possibilità a Fiorella di comprare l'uva del vicino (che gestisce in modo bio la vecchia vigna di Fiorella). Fiorella continuerà quindi ha vinificare e portare il vino al mercato. Il tutto in attesa che il nuovo vigneto che hanno piantato entri in produzione.

3) Tavoli per mercato

Labas sta lavorando alla realizzazione dei tavoli utillizando materiale di recupero della vecchia caserma

4) Nuovo mercato di campi aperti

L'unico produttore disponibile a partecipare ad un eventuale nuovo mercato è Rota

5) Cena sociale

Probabilmente il 22 giugno si organizzerà una cena aperta a tutti. Ancora da definire le modalità di partecipazione dei produttori.

6) Questione materie prime pizza

Labas ha ribadito la volontà di utilizzare le materie prime per la pizza dai produttori di Campi Aperti (escluso per ora la mozzarella che nessun produttore è in grado di fornire).

Labas si impegna quindi a contattare i produttori di farina che hanno dato la loro disponibilità (Fiorella, Davide Rota, Alessandro La Palombara, Angirelle) per orrganizzare e definire le modalità di consegna e il prezzo.

Per la passata il gruppo dei pizzaioli sta valutando la fattibilità di acquistare dei pomodori (Rota, Paola Tontini e chi ne ha) per trasformarli direttamente in passata.

7) iniziativa menù nepalese

Accanto alla pizzeria al mercoledì ci sarà anche una cucina "nepalese" di cui una parte del ricavato verrà devoluto per un progetto di cooperazione.
 

8) workshop Barbara

Barbara organizzerà nei giorni di mercato degli incontri di approfondimento  e piccoli dibattiti  su temi legati alla salute, al cibo e alle erbe.

9) iniziativa su farine/grani antichi/panificazione

Per l'autunno si pensa di organizzare un momento informativo sul tema del grano e delle farine. Per ora solo un'idea. Ancora tutto da costruire.

 

19 giugno, Genuino Clandestino, il libro love Piazza Verdi

GIOVEDÌ 19 GIUGNO 2014 IN PIAZZA VERDI

nell'abito della campagna “I love Piazza Verdi” organizzata dal CUA (Collettivo Universitario Autonomo)

PRESENTAZIONE DEL PROGETTO di libro fotografico: Genuino Clandestino: Inchiesta itinerante sulle resistenze contadine e cena di autofinanziamento.

Vi ricordiamo che è attiva la campagna di crowdfunding su Produzioni dal basso, dove col vostro contributo potete rendere possibile la realizzazione del libro e pre-acquistare una o più copie.

gcthebook locandina piazza verdi

MONDEGGI FATTORIA SENZA PADRONI

Mondeggi rinasce in 3 giorni!

Il comitato Terra bene comune di Firenze – Mondeggi Fattoria Senza Padroni, organizza

3 GIORNI DI FESTA (27-28-29 giugno)

nella fattoria di Mondeggi presso il centro aziendale di Cuculia, con musica, teatro, giochi, scuola contadina, tavoli di informazione e discussione sul futuro della fattoria. 

FERMIAMO LA SVENDITA DI MONDEGGI e ricostruiamone insieme il futuro creando un PRESIDIO CONTADINO!

Mercoledì 11 presentazione libro Resistenze Contadine

MERCOLEDì 11 GIUGNO 2014 a Làbas Occupato, via Orfeo 46 a Bologna.

ORE 20.00: CENA DI AUTOFINANZIAMENTO

ORE 21.30: PRESENTAZIONE DEL PROGETTO di libro fotografico: Genuino Clandestino: Inchiesta itinerante sulle resistenze contadine.

E' attiva la campagna di crowdfunding su Produzioni dal basso, dove col vostro contributo potete rendere possibile la realizzazione del libro e pre-acquistare una o più copie.

presentazione 11 a labas

Dsl progetto:

Pur senza voler cristallizzare nella forma scritta la realtà di genuino clandestino, vuole contribuire a diffondere l’esperienza concreta maturata in questi anni, raccontare le storie di scelte – individuali e collettive – di vita rurale e di percorsi cittadini verso l’economia solidale e rendere disponibile a un pubblico più ampio la riflessione politica del movimento. Proprio come fa Genuino Clandestino, vuole comunicare la teoria a cominciare dalle pratiche.

Vuole comunicare realmente ai giovani una strada per scegliere la terra come fonte di sostegno per la propria vita, se non si hanno a disposizione grandi investimenti.

Vuole far vedere quale è l’alternativa ai posti di lavoro che l’industria della cementificazione crea.
Da dove si può uscire dalla crisi.

Vuole affascinare chi non ne sa nulla di economia solidale con la bellezza dei volti contadini.

Vuole essere un compagno di viaggio nella ricerca della propria identità.

Vuole contribuire a ridefinire l’immaginario collettivo della produzione del cibo.

Perché di questo si tratta, di facce e mani che lavorano la terra e aggiustano oggetti, riappropriandosi del diritto di esistere.

 

 

 

 

 

Operette Immorali – La Lupa, lo Stato e il Grillo Talpa

di Marzia e Mattia

Lupa: Pronto?

Grillo talpa: Pronto, ciao lupa sono il grillo talpa.

Lupa: Ciao grillo talpa come va?

Grillo talpa: Bene bene, è da una settimana che ti sto chiamando…

Lupa: Lo sai che non amo essere rintracciata, poi di solito dove sto io non prende…

Grillo talpa: Sai benissimo che l'unico modo per non essere rintracciata è di non averlo proprio il cellulare. E' inutile che fai quella fuori dal sistema col cellulare!

Lupa: Hai ragione grillo. Prima o poi lo porterò all'isola ecologica. Ma anche quel giorno sono certa che continuerò a vivere nelle contraddizioni. Ti ho mai parlato della mia teoria dell'eliminazione graduale dei compromessi?

Grillo talpa: No, magari un'altra volta eh lupa…a proposito di compromessi…hai visto i risultati delle elezioni?

Lupa: Quali elezioni?

Grillo talpa: Come quali elezioni? Cazzo lupa! Vivi proprio fuori dal mondo!

Lupa: Preferibilmente nella boscaglia.

Grillo talpa: Le elezioni europee lupa, le elezioni europee, fatte per eleggere il parlamento europeo, il parlamento dell'Europa cribbio!

Lupa: Sì ma non ti scaldare grillo. Tu grillo credi veramente che abbia un senso andare a votare? Per il parlamento europeo poi…

Grillo talpa: No che non ci credo. Non ci ho mai creduto.

Lupa: Quindi non ci sei andato.

Grillo talpa: Certo che ci sono andato.

Lupa: E per quale motivo se non ci credi?

Grillo talpa: Perché le persone hanno bisogno di poter credere che abbia un senso e in più siamo ad andarci più tutti si convincono che abbia un senso.

Lupa: Quindi lo fai per le persone…

Grillo talpa: No lupa. Non capisci proprio un accidenti di politica. Lo faccio per le istituzioni, per lo Stato, per il sistema, perché tutto non crolli miseramente. Per senso di responsabilità, per spirito civico, per il bene comune insomma.

Lupa: Ma di quale bene comune parli grillo?

Grillo talpa: L'unico bene comune possibile: il bene comune delle banche, dell'alta finanza, delle grandi industrie, dei petrolieri, dei faccendieri, delle cooperative rapaci, dei devastatori di montagne, dei fabbricanti di armi, “dei fabbricanti di saponette”, dei potenti di ogni colore, di chi regge i fili insomma. Il bene dei potenti è il vero bene comune. Senza di loro il popolino sarebbe spacciato…quando hai tempo rileggiti la Leggenda del Grande Inquisitore…

Lupa: Vabbé. Ma chi hai votato alla fine? I grillini?

Grillo talpa: Macché i grillini! Come sei scontata lupa! Solo perché hanno quel nome… Poveroni, sono carini e simpatici e la maggior parte di loro è animata da meravigliose intenzioni, poi li sento un po' tutti come figli miei. In effetti anche loro sono dalla mia parte, anche se forse non se ne accorgono. Anche loro, anzi, soprattutto loro, sono lì per contribuire a dare una parvenza di democraticità al tutto. Vedi lupa, molte persone sono arrabbiate e hanno bisogno di trovare qualcosa dentro cui incanalare la loro rabbia. Sarebbe molto pericoloso se questo qualcosa non fosse controllabile all'interno delle istituzioni. Per questo esiste il mio omonimo senza talpa.

Lupa: Ma chi hai votato alla fine?

Grillo talpa: Ma per Renzi diamine! Ha grinta quel boy scout! E' riuscito a fare entusiasmare anche il Resto del Carlino, pensa un po'!

Lupa: Comunque grillo a me di questa storia non me ne può fregare di meno…mi hai chiamato per questo?

Grillo talpa: No. In realtà ti ho chiamato per dirti che sei una minchiona.

Lupa: E perché?

Grillo talpa: Perché ho visto sul giornale cos'hai combinato con quelle pecore…

Lupa: Avevamo fame. Il branco doveva mangiare.

Grillo talpa: Avevi fame…proprio le pecore dovevi far fuori? Così non ti fai una bella pubblicità…Quelle immagini così truci in prima pagina…il pubblico avrà pensato che sei davvero feroce.

Lupa: Non c'era altra selvaggina, e non per colpa mia. E se il pubblico si è scandalizzato significa che è un ipocrita allora…con tutti quegli agnelli che ogni anno vengono ammazzati per essere mangiati dagli umani…

Grillo talpa: Ma lascia stare i massacri di agnelli! Sei anacronistica lupa. Il tuo tempo era già finito. Sei stata risuscitata per fare piacere agli “amanti della natura”, ai fotografi naturalistici, agli enti parco e agli impresari del turismo. Anche tu sei funzionale al sistema cara la mia lupa rivoluzionaria. Solo per questo non vi hanno ancora sterminato di nuovo. Ricordatelo. E ricordati anche, cara la mia lupa, che l'unico predatore da queste parti è l'essere umano. Non c'è spazio per altri predatori. Non capisci che è un monopolio il loro? Vuoi per caso metterti contro i monopoli? Vuoi finire in un pilone di cemento? Non puoi permetterti di mangiare carne destinata alla produzione di cibo. Rompi un equilibrio.

Lupa: Ma di quale equilibrio parli grillo, che non abbia già rotto l'essere umano con la sua “grande civiltà”?

Grillo talpa: L'equilibrio della produzione scemotta! Da quella pecora sai quanto latte doveva essere prodotto? Sai quanti agnelli per il macello dovevano ancora essere partoriti?

Lupa: Avevamo fame. Il branco doveva mangiare. Anche tu quando hai fame mangi il colletto tenero delle lattughe.

Grillo talpa: Dai non fare paragoni assurdi! Stiamo parlando di danni molto più ingenti e poi una lattuga ammosciata non farebbe scalpore fotografata in prima pagina. Te l'immagini il titolo sul giornale: “Allarme grillo talpa, massacro di lattughe”?

Lupa: E la grandine, allora, che ammacca la frutta, squarcia le foglie e quando vuole tutto devasta? Le cavallette che fanno strage di giovani piantine appena trapiantate? E la monilia che annienta raccolti di ciliegie e albicocche? E l'oidio e la peronospera che insidiano le viti e tante verdure? E l'istrice che si mangia le patate? E la pioggia incessante che nutre le malattie e inzuppa i campi al punto che non è più possibile seminare per mesi e mesi? E il gelo che brucia i finocchi? E il solleone che ustiona i pomodori e i peperoni? E la dorifora che sfoglia le patate? E la carpocapsa che rode mele e noci? E le cavolaie e i lepidotteri tutti? Per non parlare dei cinghiali e dei caprioli, il giochino preferito dei cacciatori…E la siccità poi?

Grillo talpa: Per questo esiste lo Stato, cara la mia lupa. Per questo vado a votare. Lo Stato è il papà che ti dà le sculacciate (o le cinghiate quando serve), ti chiude nello sgabuzzino buio se fai il cattivo, ti porta al circo se fai il bravo, ti dà i contributi per pagare i debiti con le banche e ti paga i danni quando arriva la grandine o il lupo cattivo (per danni da grillo talpa non credo esistano risarcimenti).

Lupa: Bé allora se c'è lo Stato che paga qual è il problema?

Grillo talpa: Paga troppo poco.

Lupa: Comunque sia, io sono lupa e continuerò a fare la lupa, non credo che per qualche pecora in meno gli umani moriranno di fame. Mi auguro che il papà Stato dia i giusti risarcimenti ai pastori, basta che non cerchi di rinchiudermi dentro i suoi recinti. Piuttosto mi spari! Quello lo sa fare bene no? E quando vedi i tuoi amici umani ricorda loro che la natura non è tutta al servizio della loro maledetta produzione, ricorda loro che ogni tanto devono accettare di pagare un tributo alla natura per tutto quello che hanno preso e continuano a prendere, ricorda loro che forse è meglio essere liberi con una garanzia in meno che schiavi pieni di garanzie.

Grillo talpa: Sei sempre la solita, lupa! Solo a papà Stato sono disposti a pagare i tributi gli umani. E non sono pochi.

Lupa: Te l'ho detto, lupa sono e lupa resterò.

Grillo talpa: Vabbé dai, si è fatto tardi e sto pure finendo i minuti dell'offerta Vodafone, 'notte lupa, ci risentiamo…

Lupa: Buonanotte grillo! E se li vedi salutami i tuoi amici grillini! E raccomanda loro di riascoltare meglio Storia di un impiegato!

Grillo talpa: Ehi lupa! Ci sei ancora?

Lupa: Dimmi.

Grillo talpa: Questa ti piacerà.

Lupa: Quale?

Grillo talpa: Homo naturae lupus!

#mercatianimati settimana dedicata ai bambini @ VAG61 e Mercato Savena

"Mercati Animati", non è ancora terminato. Questo martedì, presso il mercato VAG61, ci sarà il recupero dello spettacolo "I tre consigli" di Valentina Paolini (spettacolo che era saltato a causa delle cattive condizioni meteo). Inoltre, il mercato del Savena ha scelto di aggiungere ulteriori attività di animazione. Questo venerdì ancora Valentina Paolini del "Teatrino a due Pollici" con lo spettacolo-laboratorio "l'uomo di carta" (da non perdere!!). 

I tre consigli

spettacolo di narrazione e marionette per teatrino a bretelle di Valentina Paolini

"Mercati Animati", non è ancora terminato. Questo martedì, presso il mercato VAG61, ci sarà il recupero dello spettacolo di narrazione e marionette per teatrino a bretelle dal titolo "I tre consigli" di Valentina Paolini (spettacolo che era saltato a causa delle cattive condizioni meteo). 

Un vendi-storie ambulante con in spalla un teatrino a bretelle si ferma nelle piazze e nelle strade per raccontare le fiabe della tradizione toscana, con il loro gusto per la beffa, gli sfondi rurali, i personaggi ironici, i finali spesso amari.
La tradizione dei cantastorie è all'origine di questo spettacolo, che mescola narrazione e teatro di figura: il narratore diventa anche il manipolatore delle piccole marionette a filo, degli oggetti in miniatura, delle sagome di carta e dei fondali scorrevoli che popolano il teatrino.

 

uomodicarta

L’uomo mangia carta

Laboratorio-spettacolo sulla lavorazione della carta riciclata

Con semplici gesti e un telaio di legno ogni bambino realizzerà un foglio di carta personalizzato, mescolando alla carta di giornale macerata, altri ingredienti magici come foglie, semi, paglia, fili, coriandoli. 

Il laboratorio è preceduto dallo spettacolo L’uomo di cartone, realizzato con tanti tipi di carta e cartone, che ci farà riflettere sull’importanza di ridurre i consumi di carta e di salvaguardare gli alberi .telaio

Il Cantico delle Api #mercatianimati @Savena Venerdì 30 maggio, h:18:30

IL CANTICO DELLE API
DALL'AGROINDUSTRIA ALLA SCOMPARSA DELLE BIODIVERSITA'
 
Viaggio di narrazione in musica

 

con Andrea Pierdicca ed Enzo Monteverde
orchestrato da Antonio Tancredi, illuminato da Federico Canibus

 

  • Venerdì 30 maggio ore 18.00
  • Mercato Savena (Cortile Ex Scuola di Pace ) – Via Udine, Bologna
 
Il cantico delle api. Cos’è ?

Una voce, una fisarmonica, 5 faretti, che ricreano le atmosfere della ribalta di un vecchio teatro, salgono a bordo dei treni regionali con una storia importante da raccontare. 
Con questo stile antico, "il cantico delle api" si ritrova a ricalcare le orme dei quasi estinti cantastorie, attraversando piccoli spazi, piazze secondarie e ritrovi spontanei. 
Un teatro "biologico" in cui le api, che "..trasportano parole d'amore da un fiore all'altro….", rappresentano i fili che legano insieme il passato con il presente, a indicarci con la loro esemplarità, la strada per l'avvenire.

L’obiettivo di questo spettacolo è quello di sostenere gli apicoltori nella lotta contro i pesticidi: nemici moderni, intelligenti e letali. 
La morìa delle api è un “problema” che riguarda tutti. 
Il loro declino ci avvisa che la vita su questo pianeta è in pericolo. 
Vita che dipende soprattutto da quel “proletariato invisibile” costituito da piante, insetti, vermi, funghi, muffe, microrganismi e api. 
E’ ormai accertato che i neonicotinoidi, nuove molecole sistemiche usate in agricoltura, sono la causa principale della morte delle api. 
L’uso di questi pesticidi ci segnala che il modo di coltivare è profondamente cambiato, soprattutto negli ultimi trent’anni.
L’uso di questi pesticidi è strettamente legato alla nostra capacità di decidere cosa mangiare.
Ecco perché la morte delle api ci riguarda. 
Le nostre scelte hanno la capacità di determinare il futuro delle generazioni a venire e della vita di questo pianeta.

Questo viaggio prosegue grazie al calore e al sostegno di coloro che lo accolgono nella sua semplicità..

 

“Il Cantico delle Api” è stato in cascine, fienili, aie, cimiteri sconsacrati,sinagoghe,circoli, sale portuali ecc … 
Ospitare la narrazione è semplice : 
qualsiasi sia lo spazio, la condizione più importante per il volo è il silenzio ( poi una normale presa di corrente, e un buon tam tam in modo che si riuniscano almeno una cinquantina di persone) e via che si parte.

 

 

 

 

 

 

per contatti  : canticodelleapi@gmail.com 
 
per maggiori dettagli visita : http://www.mieliditalia.it
 

 

Le tappe del viaggio :

 

 

 

 

 

 

 

2013

  • 01 Giugno – Val Borbera (AL) – Festival Boscadrà – Cascina Barbàn 
  • 04 Giugno – Novi Ligure (AL) – Biblioteca civica 
  • 07 Giugno – Quargnento (AL) – Cascina Valdapozzo 
  • 08 Giugno – Torino – Cimitero sconsacrato di S.Pietro in Vincoli per Gelateria popolare
  • 09 Giugno – Savona – Sala della chiamata del porto
  • 11 Giugno – Moncrivello (VC) – Cascina Olivera
  • 12 Giugno – Vistorio (TO) – Sala comunale
  • 13 Giugno – Settimo Torinese (TO) – Parco S. Pertini 
  • 05 Luglio – Faenza (RA) – Azienda agricola La Castellina
  • 06 Luglio – Bologna – Ca' Shin – Parco Cavaioni 
  • 07 Luglio – Firenze – C.S.A. Next Emerson 
  • 10 Luglio – Pelago (FI) – Sant'Ellero – Colonica Camperie
  • 12 Luglio – Stia (AR) – Castello di Porciano
  • 13 Luglio – Cortona (AR) – CS376 – Località S.Martino a Bocena
  • 15 Luglio - Bagno di Gavorrano (GR) – Salone della Casa del Popolo
  • 18 Settembre – Pontassieve (FI) – Circolo Arci Monteloro
  • 27 Settembre – Val Ponci, Finale Ligure (SV) – Agriturismo Valleponci
  • 28 Settembre – Casale Monferrato (AL) – Sinagoga
  • 29 Settembre – Novi Ligure (AL) – Cascina degli Ulivi
  • 16 Ottobre – Casale Monferrato, Fraz. Roncaglia – Azienda Agricola Cascina Trapella
  • 17 Ottobre – Alessandria – Chiostro di Santa Maria di Castello
  • 19 Ottobre – Limana (BL) – Sala del comune
2014
  • 11 Marzo – Macerata – B&B Girasole
  • 12 Marzo – Pollenza (MC) – Teatro Verdi
  • 14 Marzo – Monte S.Martino (MC) – Sala comunale
  • 15 Marzo – Fano (PU) – Campagna in località Ferretto
  • 16 Marzo – Pesaro – Ass. Culturale Il Grottino
  • 24 aprile – Torino – Circolo culturale Molo di Lilith 
  • 25 aprile – Prarostino (TO) - Osteria dall'orso
  • 26 aprile – Genova – Circolo Giardini Luzzati 
  • 27 aprile – Sestri Levante (GE) – Circolo Randall

contadini per la sovranità alimentare