
Autore: domenico
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Festival Relazioni Inseparabili 1, 2, 3 dicembre
Dall’1 al 3 dicembre a Bologna si terrà il Festival dell’ecologia integrale: un tre giornate di incontri formativi e di dibattito, per promuovere e diffondere punti di vista, culture, proposte e pratiche legate alla Giustizia Ecologica, Ambientale e Sociale.
Il festival è organizzato dalla Scuola Gea e dall’Associazione Campi Aperti, in collaborazione con La Frangia e la Rete dei Numeri Pari, e con il contributo di Youz Officina; hanno sentito l’urgenza e la necessità di slviluppare nella società:
- una formazione di alto livello sull’Ecologia Interale – approccio che affronta la crisi ambientale legata alla dimensione sociale ed economica;
- uno spazio di educazione non formale dedicato alle nuove generazioni;
- l’interesse a conoscere l’ecosistema montano e condividere i principi, le pratiche, le riflessioni e le proposte della Giustizia Ecologica con un pubblico più ampio possibile.
Nel corso dei tre giorni di lavoro, organizzati dalla scuola Gea, le lezioni partiranno dalla considerazione secondo cui la crisi planetaria che stiamo vivendo richiede un approccio interdisciplinare. I relatori e le relatrici coinvolti sono stati scelti tra i principali intellettuali, attivisti e attiviste a lvello internazionale e impegnati da anni. Si alterneranno Rocío Silva Santisteban Manrique, Javier Jahncke, Don Matteo Zuppi, Giuseppe De Marzo, Nicoletta Dentico, Gianluca Felicetti, Pierpaolo Lanzarini, Tomaso Montanari, Elena Mazzoni, Giuditta Pellegrini ed Elisa Sermarini. Tenderanno a presentare un’analisi circolare dei temi di attualità, in modo da offrire una panoramica completa sull’attuale stato di salute del pianeta, tenendo sempre presenti i punti di vista ambientale, economico e sociopolitico.
Il programma previsto
La manifestazione si dispiegherà in tutto l’arco delle delle tre giornate con formazioni e lezioni dedicate ai partecipanti iscritti di mattina e di pomeriggio, e con incontri pubblici di riflessione e dibattito di sera. In mezzo alla giornata, durante la pausa tra una lezione e un’altra, verà offerto il pranzo pausa da parte di un laboratorio di gastronomia vegetale La zappa e il mestolo; con questo si vuole dimostrare la volontà di valorizzare l’interesse e la passione, piuttosto che il profitto di questo progetto ambientale.
Il primo giorno, in mattinata – al Circolo Il Casalone/RitmoLento in via S. Donato 149, dalle 9:30 alle 12:30 – si terrà una lezione sull’evoluzione del pensiero ecologico, seguita una pausa con pranzo offerto da , per poi passare ad una seconda lezione pomeridiana – dalle 14 alle 17 – sull’ecofemminismo. In serata dalle 18:30 alle 19:45 si terrà un incontro pubblico basato sul tema dell’Ecologia Integrale, l’unica via per la pace e la democrazia.
Il secondo giorno – al Circolo Il Casalone/RitmoLento – consisterà: di mattina – dalle 9:30 alle 13:30 – in un percorso formativo volto al superamento dell’atropocentrismo a favore della crisi materiale e civile; di pomeriggio sarà caratterizzato – dalle 15 alle 18 – da una lezione sull’estrattivismo: una pratica umana dannosa per l’ambiente. La sera – dalle 19:30 alle 21, al Cinema Nosadella in via Lodovico Berti 2/7 – si terrà un’incontro aperto al pubblico sulle proposte dei movimenti popolari della Terra per la salute del pianeta e dei suoi abitanti.
Il terzo e ultimo giorno – sempre al Circolo Il Casalone/RitmoLento – si svolgerà prima – dalle 9:30 alle 13:30 – un laboratorio di facilitazione e creazione artistica; e dopo – dalle 15 alle 16 – sarà presentato uno spettacolo teatrale chiamato Siamo moltitudini. Batteri, simbiosi e la vita che non vediamo, con cui si chiuderà il Festival.
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Verso un’economia di comunità nelle valli dell’appennino bolognese.
Verso un’economia di comunità nelle valli dell’appennino bolognese.
E’ possibile pensare a un’economia realmente a servizio delle comunità, dei loro bisogni, dei loro immaginari comuni? Possiamo costruire spazi di cura e di riproduzione, dove le visioni collettive trovano l’ossigeno e la concretezza per trasformarsi nel cambiamento che auspichiamo per i territori che abitiamo e che attraversiamo? Come risignificare collettivamente il valore delle nostre pratiche? Esistono strumenti di economia di comunità che possano sostenere le nostre progettazioni nel lungo periodo? Che valore ha per noi il denaro? Quanto siamo dispostə a condividere le nostre economie?
Ecco, queste soltanto alcune delle domande che ci porremo assieme venerdì 13 ottobre, alla Bisaboga di Montasico, in un incontro facilitato sulle economie di comunità, aperto alle valli dell’Appennino bolognese e promosso dalla Rete Appenninica e da Mag6 *.
Mag 6, cooperativa impresa sociale che ha esperienza di economia mutualistica e ha sviluppato diversi strumenti che consentono alle comunità di costruire forme di economia collettiva, vorrebbe condividere la sua filosofia, le sue pratiche e gli strumenti economici che utilizza sui territori, per capire che progettualità/ formazioni/consulenze/
collaborazioni attivare insieme alla Rete Appenninica e alle altrə collettivə sul territorio, per andare verso la direzione di un’economia di comunità che possa partire dai bisogni, dalle sfide e dagli immaginari condivisi. arrivare entro le 16.45 e rimanere fino alla fine.
L’evento è gratuito e sarà strutturato così:
· 16:45 – 17:00. Accoglienza
· 17:00 – 20.00. Incontro tra Rete Appenninica, Mag6 e persone/collettivə sul territorio > Mag6 ci accompagnerà nell’esplorazione del nostro posizionamento rispetto al tema del denaro, nella condivisione delle pratiche economiche in uso nelle nostre comunità e nella possibilità di risignificare il concetto di valore economico fuori dal modello produttivista in uso. Ci mostrerà inoltre applicazioni pratiche dell’utilizzo di strumenti di economia di comunità nell’ambito di una finanza mutuale e autogestita.
· 20.00 – 21.00. Cena vegetariana a offerta libera e consapevole.
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Bisaboga_news mailing list
Bisaboga_news@inventati.org
https://noise.autistici.org/mailman/listinfo/bisaboga_news -

Campi Aperti lancia la campagna “Energia Contadina”
🌾🎨 Chiamata alle Arti! 🎨🌾
Siete pronti a mettere in gioco la vostra creatività? Campi Aperti lancia la campagna “Energia Contadina” e ha bisogno delle vostre produzioni artistiche!
🖼️ Le vostre opere d’arte, in qualsiasi tecnica, possono diventare delle splendide tessere per l’Energia Contadina 2024 o addirittura delle magliette per Campi Aperti! È un’opportunità unica per esprimere la vostra creatività e sostenerci.
Per inviare le vostre creazioni, inviate una email a info@campiaperti.org con oggetto “nuovatessera2024”.
🎁 E ora, la parte migliore: chi vincerà avrà diritto a un regalo da parte di Campi Aperti! 🎁
Non perdete tempo, la scadenza per partecipare è lunedì 9 OTTOBRE 2023 alle ore 13. La chiamata alle arti è aperta a tutte le età e abilità, quindi non esitate!
Unitevi a noi e contribuite a diffondere l’Energia Contadina in modo creativo ed entusiasmante! 🌱✨ #EnergiaContadina #CampiAperti
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Scuola di Ecologia Politica in Montagna

Carissime e carissimi,
dal 6 all’8 ottobre torna a Castiglione dei Pepoli (BO) la Scuola di Ecologia Politica in Montagna: 3 giornate di studio interdisciplinare con docenti di calibro internazionale, riservata a 20 partecipanti selezionati da tutta Italia.
Per la sua QUARTA EDIZIONE la Scuola svilupperà i momenti di dibattito, formazione e riflessione collettiva intorno al concetto di ACQUA: tra prolungati periodi di siccità e ondate di calore, nubifragi e intense alluvioni, il rapporto con l’elemento acqua oscilla tra due estremi e si impone, infatti, al centro del dibattito sul rapporto tra umano e ambiente.
Proveremo a parlarne come sempre nello stile della Scuola: in modo multidisciplinare, cercando di tenere insieme fenomeni globali e punti di vista locali, in particolare quello delle aree interne appenniniche. Parleremo di crisi ecologiche tra passato e presente, faremo il punto della recente ondata siccitosa che ha colpito l’Europa, le politiche dell’acqua, il destino dei bacini artificiali e la produzione idroelettriche, le conseguenze sul patrimonio agricolo e forestale. Ma parleremo anche di sfide future, e delle strategie di adattamento e resilienza che ambiente e comunità montane possono mettere in campo.
I posti sono limitati (20!) e c’è tempo fino a lunedì 18 settembre per presentare la propria candidatura. Per saperne di più clicca qui
PER QUALSIASI COSA, SENTIAMOCI
mail a scrivi@scuolaecologiapolitica.it
o chiama al 335 7744132 / 328 1333052
… e se non l’hai già fatto, iscriviti al Gruppo FB della Scuola -

Chiusure Mercati in agosto
Giorni di chiusura dei mercati in Agosto
Pratello sempre aperto
Via Padova sempre aperto
Via Paolo Fabbri 15 agosto
Piazza VIII Agosto 14 agosto
Via Piave/Via Asiago 14 agosto
Piazza Lucio Dalla sempre aperto
Casalecchio Via dei Mille 11 e 18 agosto
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Turismo partecipativo: un progetto di terraLiquida
OSSERVIAMO
In Romagna siamo testimoni di un disastro di cui l’attività umana è corresponsabile e non vogliamo che venga dimenticato.
Ai primi slanci di generosità seguirà una fase di stanca, poi i miliardi per la ricostruzione aiuteranno alcuni (non tutti) e arricchiranno altri, infine ci dimenticheremo della catastrofe.
Nuovi asfalti nasconderanno le voragini, nuovi argini strozzeranno i torrenti, nuova vegetazione maschererà le frane.
Oggi osserviamo gli Appennini e prevediamo un nuovo ulteriore abbandono del territorio.
DIALOGHIAMO
Incontriamo volontar* e attivist* che, dopo la generosità dei primi giorni, ora non sanno più come aiutare.
Ascoltiamo abitanti che temono l’abbandono da parte delle amministrazioni, dei media, delle strutture di volontariato.
Parliamo con donatrici e donatori che ci chiedono come ben indirizzare le risorse disponibili.
INTERVENIAMO
Abbiamo pensato di mettere insieme tutto questo e di attivare una rete informale di collaborazione.
Vogliamo facilitare una forma di turismo ecologico e partecipativo.
Raccogliamo informazioni e mettiamo a disposizione l’elenco delle strutture di accoglienza che partecipano al progetto.
Immagini e suggestioni non devono andar perse: la nostra intelligenza collettiva deve elaborare e realizzare nuovi modelli di vita e di convivenza sul territorio.
Invitiamo volontar* e attivist* ad avventurarsi sugli Appennini franati, a comprenderne il dissesto, a dialogare con gli abitanti dei luoghi.
E infine a raccontare quando hanno osservato.DIAMOCI DA FARE!
- Se sei volontari* o attivist*: ti mettiamo in contatto con le strutture ricettive così prendi lo zaino e vai un paio di giorni in Appennino per osservare, comprendere e raccontare a chi ancora non ha visto.
Potrai aiutare dove c’è ancora bisogno. - Se sei agriturismo, B&B, azienda agricola con spazi per l’ospitalità e vuoi partecipare al progetto: comunicaci la tua disponibilità.
E non ti preoccupare se qualcosa non è perfetto: casomai ti diamo una mano a sistemare! - Se sei donatrice o donatore: partecipa al finanziamentodell’iniziativa, sponsorizza i soggiorni e diffondi il progetto.
- Se hai idee e vuoi collaborare: terraliquida@autoproduzioni.net
- Se sei volontari* o attivist*: ti mettiamo in contatto con le strutture ricettive così prendi lo zaino e vai un paio di giorni in Appennino per osservare, comprendere e raccontare a chi ancora non ha visto.
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les Soulèvements de la terre: diario di viaggio della mobilitazione 25/26 MARZO – POITOU
25/26 MARZO 2023 – POITOU – NON UN BACINO DI PIÙ – MOBILITAZIONE INTERNAZIONALE IN DIFESA DELL’ACQUA
L’INIZIO – 23 marzo
Appuntamento alle otto. Tra saluti, sorrisi, sbadigli ed eccitamento i Sollevamenti della terra partono da Bologna alla volta della Francia. Stiamo andando da sorelle e fratelli della lotta per la difesa del suolo e dell’acqua. Bassines Non Merci, Les Sourlèvements de la Terre e la Confèdèration Paysanne hanno fatto una chiamata a difesa dell’acqua del loro territorio: dobbiamo fermare la costruzione dei mega-bacini idrici nelle paludi attorno a Poitiers, mal-opere di “adattamento al cambiamento climatico” che rischiano di prosciugare del tutto le risorse idriche di una zona già soggetta a siccità.
Per strada salutiamo altrx compagnx di resistenza. Ci fermiamo al presidio No Tav di Venaus, simbolo di una lotta che dura da oltre trent’anni. Sono una comunità che unita è sempre riuscita a difendere la loro montagna e sa che dovrà continuare a farlo.
Risaliamo la catena montuosa e arriviamo nella valle de La Maurienne: siamo nella parte francese interessata dalla costruzione del tav, dove i cantieri sono attivi. Arrivati a La Bouget è inevitabile notare la devastazione: al centro del villaggio il corso del fiume è deviato e i camion trasportano i detriti del tunnel esplorativo. Ci raccontano che a causa dei lavori gran parte delle risorse idriche della valle sono andate perse, tante specie animali sono scomparse e l’aria è densa di polveri sottili. La delegazione No Tav che ci accoglie è contenta della nostra presenza, c’è bisogno di solidarietà. Ci dicono che stanno perdendo, ma non si fermeranno. Noi rispondiamo che non sono solx. Con questo spirito inizia il nostro viaggio.IL VIAGGIO – 24 marzo
Si riparte in direzione Alta Aquitania. È da più di vent’anni che nella regione sono iniziati decine di progetti per la costruzione dei mega-bacini. Nell’ottobre del 2021 sono iniziati a Sainte-Soline i lavori per il più grande mega-bacino previso. Da allora la lotta dei contadini locali non è più stata isolata, si sono raccolte migliaia di persone attorno a questo tentativo di water grabbing.
I mega-bacini sono crateri per lo stoccaggio idrico e vengono costruiti per ovviare alla condizione di siccità. Non raccolgono l’acqua piovana, ma la prelevano dalle falde nel sottosuolo: questo rende l’acqua raccolta nel bacino non potabile, ne comporta una consistente evaporazione, impoverisce le falde acquifere naturali e aggrava il problema della siccità. L’acqua raccolta dai mega-bacini andrebbe a servire solo il 5% delle aziende agricole, quelle rappresentanti la grande agroindustria, nonostante il progetto sia finanziato per la maggior parte dall’attore pubblico. E sarebbe destinata a irrigare soprattutto le coltivazioni di mais, che attualmente non sono adatte alle condizioni pedoclimatiche del posto e servono in gran parte all’alimentazione degli allevamenti intesivi.
Mentre attraversiamo il paese per raggiungere il lato ovest, la Francia brucia. È da più di una settimana che in quasi tutte le città ci sono proteste contro la riforma delle pensioni che il governo sta imponendo: più il tempo passa e più la folla di manifestanti aumenta. Scendono in piazza per dire no a un sistema-lavoro che ingabbia, sfrutta, impoverisce, aliena. Siamo tuttx dalla stessa parte, contro un’oppressore comune.VERSO IL BACINO – 25 marzo
Sveglia presto a La Roche. Sappiamo che sarà una lunga giornata. Ci vestiamo di blu per dire che noi siamo l’acqua che si difende. Sono 30.000 le persone venute a Saint-Soline per manifestare contro i mega-bacini: che energia nell’aria, siamo tantx, agitatx, determinatx, unitx, vogliamo che il mondo cambi e oggi useremo i nostri corpi per provare a farlo.
La manifestazione si divide in tre cordoni, ci rincontreremo al mega-bacino. Avanziamo tenendoci per mano con creatività e allegria. Vogliamo sabotare il bacino per sabotare tutto l’apparato capitalistico che governa le nostre vite. Abbiamo aspettative alte perché alta è la posta in gioco: fermare questo sistema malato e vigliacco, che sfrutta, distrugge, affama, ruba e ci proveremo con tutto l’amore rivoluzionario che abbiamo.
Dall’altra parte ad aspettarci però c’è la repressione. La polizia è stata violenta, senza scrupoli, disinibita nella sua brutalità. Eravamo un fiore contro un cannone. L’unico risultato dell’azione è il sabotaggio di una pompa e un tubo centrale del bacino. Torniamo sconfittx, appesantitx, con il cuore deluso e il pensiero rivolto a chi era lì con noi e ora è in ospedale. Ed è sempre dall’unione che ritroviamo la calma, siamo la solidarietà che non si arresta.
No bassaran!NON CI ARRENDIAMO – 26 marzo
Ieri durante la manifestazione la Confèdèration Paysanne, il sindacato degli agricoltori, ha piantato 300 metri di siepi, essenziali per un modello agricolo a basso consumo di acqua e rispettoso della biodiversità. Ha anche allestito una serra per aiutare un agricoltore ad avviare un’attività vicina al bacino. Queste azioni dimostrano che, al di là dell’opposizione ai mega-bacini, è proprio un altro modello agricolo, senza sfruttamento della terra e che condivide le risorse idriche, ad essere difeso in questa lotta.
Abbiamo bisogno di tempo per metabolizzare quanto successo, siamo in pensiero per chi è stato ferito, ma non ci arrendiamo. Approfittiamo di questo tempo insieme per continuare a parlare, raccontarci la nostra quotidiana costruzione di un’alternativa, immaginarne una comune.
L’acqua è vita, non profitto. La lotta per la sua difesa non si fermerà.Paola Giordano, Pietro Cafarelli
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!!! Mercato di Piazza Verdi si trasferisce in Piazza VIII agosto !!!
Da lunedì 13 Febbraio dalle 17 ci trasferiamo a tempo indeterminato in Piazza VIII Agosto!
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18 Febbraio Firenze scambio di semi, marze, piante, paste madri e lieviti
Una giornata dedicata allo scambio di semi, marze, piante, paste madri e liviti, pranzo #GenuinoClandestino e una chiacchierata in-formativa sulla #GaranziaPartecipata, il sistema di autocrontrollo partecipato delle nostre produzioni agricole. Vi aspettiamo al CPA Firenze Sud il 18 febbraio!!

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VERSO IL PATTO DELL’APPENNINO – SECONDA TAPPA DI DISCUSSIONE Domenica 29 gennaio 2023 | 15.30 – 18.30, @ Bisaboga (loc. Montasico – Marabotto – BO)
L’autunno del 2022 ci ha visto convergere più volte per insorgere, nelle strade e nelle piazze, ma anche nelle aule e nelle sale dove abbiamo discusso e approfondito. La manifestazione del 22 ottobre a Bologna ha rafforzato un legame costruito nei mesi da un crinale all’altro dell’Appennino, e la nostra convinzione che resistere significa costruire.
Per questo, ci siamo dette/i che vogliamo moltiplicare le nostre relazioni e complicità tra un crinale e l’altro, e contrabbandare convergenze. Il 4 dicembre ci siamo ritrovate/i a Campi Bisenzio, in quel luogo che il Collettivo di Fabbrica GKN ha trasformato in avamposto di quante/i vedono nella crisi sociale ed ecologica la sfida sistemica da affrontare per rompere gli equilibri e difendere il futuro e la dignità di ognuna/o. Lo abbiamo fatto a partire da un testo (disponibile qui) che propone molte suggestioni, e accenna alcune concretezze. Con la voglia di costruire spazi, e il dubbio di come fare; con la determinazione di sperimentare soluzioni e innovazioni, e il timore di riproporre un rituale; con la convinzione di avere tanti strumenti, e la sensazione che nessuno sia veramente adeguato alla scommessa che vogliamo porci.
Il Patto dell’Appennino vorrebbe essere lo spazio nel quale continuare a congiungere 17 mesi di assemblea permanente in Gkn, il corteo del 26 marzo a Firenze, le vertenze ecologiste e sociali bolognesi, le reti per la sovranità alimentare, il movimento studentesco, la lotta contro guerra e contro patriarcato. Non è un perimetro organizzativo ma uno spazio di convergenza, insorgenza, di costruzione di immaginario collettivo e classe dirigente dal basso. E’ dove preparare nuovi “tenetevi libere e liberi”, ma anche una esplosione di pratiche e discussioni di convergenza.
E’ una discussione che vogliamo proseguire. Un confronto nel quale provare a mettere in relazione le tante esperienze che, tra Firenze e Bologna, attraversano i quartieri e le valli, gli spazi sociali e le contrade, le fabbriche e le aule studio, coltivando l’ambizione di dar vita a uno spazio sociale trans-territoriale che sappia produrre giustizia sociale e climatica. Per questo, invitiamo chiunque sia interessata/o a contribuire alla discussione con una nuova tappa di approfondimento e confronto verso il Patto dell’Appennino.
LEGGI GLI SPUNTI VERSO IL PATTO DELL’APPENNINO: https://drive.google.com/file/
d/1zFLYMJEN_uqqhfdK_ rQpH0ti58aHL_-O/view?usp= share_link 
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Perché il mercato di XM24 si sposta sotto la Tettoia Nervi oggi piazza Lucio Dalla?
Perchè il Mercato di Campiaperti si è spostato sotto la tettoia, ora piazza Lucio Dalla?
Nel lontano 2008 si svolsero in Bolognina vari incontri del Laboratorio di urbanistica partecipata, promossi dal Comune e dall’allora assessore all’urbanistica Virgino Merola, sul futuro assetto delle aree della bolognina est. Parteciparono numerosi cittadini e associazioni tra cui alcuni compagni di Campiaperti e pure di XM24 dove al si teneva il mercato settimanale del giovedì dal 2002.
Per farla breve, le realtà del territorio chiesero in coro e ottennero che la tettoia Nervi, ora piazza Lucio Dalla, rimanesse a disposizione del quartiere per attività di socialità e aggregazione (il Comune aveva inizialmente ipotizzato di abbatterla per fare posto ad altri progetti). A conclusione del percorso e a dimostrazione di quello che la tettoia poteva diventare si fece una grande festa di quartiere promossa da tutte le realtà proprio qui sotto con anche il Mercato di Campiaperti che tutti auspicavano potesse presto insediarsi lì, in quella che originariamente era l’area dell’ex Mercato Ortofrutticolo destinata ai piccoli produttori locali.
Tralasciamo tutti i motivi che hanno portato la fine dei lavori al 2022 e pure lo spostamento del mercato a inizio novembre quando ci era stato annunciato che saremmo entrati a metà giugno!
Campiaperti che ha iniziato a fare i mercati negli spazi sociali bolognesi (occupati e no) ha sempre pensato fosse necessario conquistarsi il diritto di farli anche nelle piazze pubbliche, come da secoli si fa fatto in tutte le città del mondo: i contadini vanno in città a vendere i propri prodotti!
Quindi in quegli anni ,quando facevamo felicemente mercato dentro XM24, Vag e in un cortile pubblico del quartiere Savena e si è presentata l’opportunità di farlo in una grande piazza pubblica, peraltro coperta, abbiamo iniziato a lavorarci, insieme ad alcune realtà della Bolognina, il Quartiere e i tecnici del Comune.
Ben lontani dallo sgombero di XM24 non pensavamo certo di chiudere quell’esperienza che era la nostra casa fin dall’inizio e il nostro mercato più frequentato, ma semmai di sdoppiarci con un nuovo mercato sotto la tettoia in un altro giorno della settimana, magari il sabato mattina, com’era in origine, quando il mercato ortufrutticolo apriva ai cittadini.
Probabilmente l’amministrazione sperava con quest’allettante proposta di togliere Campiaperti dall’XM24, andando a indebolire un fronte comune e una collaborazione che si è espressa per anni a difesa dello spazio fino all’occupazione della Caserma Sani.
La storia è andata diversamente, le ruspe “democratiche” hanno chiuso l’esperianza di XM24 nell’agosto del 2019, ma dopo due giorni il mercato ha aperto “regolarmente” lungo la ciclabile accanto al parchetto, poi trasferito nel parcheggio prima che le piogge autunnali ci facessero devastare il prato.
Per anni, fino alla settimana scorsa, il mercato del giovedì nel parcheggio di via Gobetti è stato il luogo di incontro di quella comunità nata e cresciuta dentro e intorno allo Spazio Sociale XM24, momento fertile di assemblee cittadine e di comunicazione con la città intera.
Per noi lo spostamento sotto la tettoia vuol dire continuare tutto questo in un luogo più comodo per fare il mercato, senza la pioggia d’inverno e il sole cocente d’estate. In un luogo più sicuro, lontano dalle strade, per bambini e cani.
Un luogo dove crediamo sarà possibile fare tanto ALTRO, in un periodo in cui gli spazi pubblici vengono sistematicamente privatizzati e indirizzati verso attività speculative e commerciali intendiamo presidiarne alcuni e piazza Lucio Dalla è uno di questi. Vorremmo farlo assieme a tant* altr*,insieme ai cittadini e alle realtà del quartiere.
Noi cominciamo dal giovedì, chi altri vuole mettersi in gioco e riprendersi questo pezzo di città?
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Si è trasferito il mercato del Tolmino in Via Piave, di fronte al parco del Velodromo
Il Mercato del lunedì di Via Tolmino si è trasferito in Via Piave, angolo via Asiago, di fianco al parco del Velodromo.
Vi aspettiamo!!!
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Mercati aperti regolarmente per la festa di San Petronio
Avviso a tutti i nostri Co-produttori
i mercati di Piazza Verdi e di Via Marzabotto, lunedì 4 ottobre rimarranno regolarmente aperti!!!
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Firenze-Modeggi “Marcia per la Terra” 17-18-19 Settembre
Venerdì 17 settembre 2021 l’incontro nazionale delle Associazioni aderenti alla Campagna per l’Agricoltura Contadina
L’incontro è particolarmente importante: nel mese di maggio per la prima volta la Camera dei Deputati ha approvato il testo delle “Disposizioni per la tutela e la valorizzazione dell’agricoltura contadina” e dal mese di settembre prevediamo l’avvio della discussione presso la Commissione Agricoltura del Senato per l’approvazione definitiva.Ordine del Giorno dell’incontro:
Discussione in merito al testo del Disegno di Legge per definire indicazioni/proposte da rivolgere ai parlamentari e portare alle audizioni in Commissione;
Riorganizzazione della struttura interna della Campagna Agricoltura Contadina:
Definizione dei Gruppi di Lavoro, Coordinamento, persone che vi lavorano;
Prospettive politiche della Campagna Agricoltura Contadina: iniziative collaterali di sostegno, possibile ruolo successivo ad una eventuale approvazione della Legge.ILa città di Firenze ospiterà il G 20 AGRICOLTURA il 17-18 Settembre
Nello stesso periodo, prendendo stimolo dalla futura visita in Europa di una numerosa delegazione Zapatista dal Messico che al momento non ha riferimenti nel calendario prossimo essendo incagliata nelle burocrazie internazionali rese ancora più complicate dalla pandemia e dall’uso che i governi ne fanno, lanciamo la chiamata per la “SEMINA”.
La SEMINA si svolgerà in due giornate: sabato 18 e domenica 19 settembre.
Sabato 18 settembre ci sarà una grande MARCIA PER LA TERRA
Percorreremo a piedi i circa 12 Km che da Firenze ci porteranno fino alle terre della fattoria senza padroni di Mondeggi Bene Comune.
Sarà una marcia pacifica ma fortemente simbolica che ci vedrà abbandonare la città dove i potenti della terra parleranno della “loro” agricoltura, per recarci in un territorio liberato dall’agrobusiness dove si sta costruendo un’autonomia alimentare e territoriale che si basa sull’agroecologia, sul mutualismo, sulla solidarietà e sulla rinascita dei beni comuni.Sarà una Marcia per una vita intesa come riappropriazione e cura tanto dei nostri corpi quanto dell’ambiente in cui viviamo, intesa come libertà di scegliere sia il modo in cui vivere sia la salute che vogliamo/meritiamo. Una Salute che sia in primis data da cibo ed ambienti sani e genuini, fatta di quel tempo di cura verso noi stessi e le nostre relazioni che da troppo tempo c’è stato negato. Fatta dunque di quegli intrecci fondamentali che costituiscono la nostra forza e il nostro motore per vivere degnamente. Una Salute basata su di una profonda consapevolezza di cosa sia la nocività e quali siano invece le pratiche che generino un reale e concreto benessere. Pratiche a noi molto chiare, che vengono quotidianamente portate avanti all’interno delle nostre comunità.
Sarà una Marcia per dire NO, non siamo d’accordo con la narrazione dei grandi della terra che si trovano per ratificare soluzioni digitali e biotecnologiche anche nei confronti di un’agricoltura trattata al pari di una vera e propria industria ormai da troppi anni. Diciamo NO agli stessi grandi che ci verranno poi a raccontare che risolveranno i problemi dell’umanità legati al cibo attraverso l’agricoltura 4.0. Diciamo NO all’attacco digitale e biotecnologico inflitto al nostro cibo, alla natura e alla VITA. Poiché tutto questo non potrà che generare un maggiore controllo, un’ulteriore alienazione di quei beni essenziali, il cui apice vede una ristrutturazione del capitale insieme all’indebitamento ulteriore di tutti e tutte facendolo passare addirittura come “transizione ecologica”.
La MARCIA PER LA TERRA vorremmo dunque che fosse intesa non solo come questione contadina ma di lotta sistemica, di tutte coloro che si oppongono e resistono alle grandi opere devastanti, alle monocolture tossiche, alle nocività industriali di ogni sorta. Di tutti quelli che animano le innumerevoli vertenze territoriali sottaciute e sminuite: lavoro precario e ambienti urbani presi d’assedio da cibo tossico, aria irrespirabile, montagne di rifiuti e individualismo.
Marceremo per la terra con la t minuscola e la T maiuscola tutte e tutti insieme per un futuro contadino ed ecologista, contro il capitale, le sue narrazioni, le sue regole, le sue imposizioni ed i sui summit difesi militarmente con la prepotenza delle armi.
Venti anni fa a Genova avevamo ragione, il presente ne è testimone. Il capitale globalizzato si è consolidato ed è progredito nei suoi profitti, nelle sue devastazioni e nelle sue prepotenze, ma anche noi abbiamo consolidato le nostre pratiche antisistemiche partendo dalla terra e dalla ricostruzione delle nostre comunità e della nostra autonomia.
Domenica 19 settembre a Mondeggi incontri confronti e contaminazioni di idee e pratiche
Nelle terre di Mondeggi dalle 10 di mattina, ci conosceremo, troveremo punti di convergenza e ci confronteremo su pratiche e mobilitazioni a sostegno dell’agricoltura contadina agroecologica. Verranno organizzate assemblee tematiche, che vorrebbero coinvolgere movimenti, organizzazioni, singoli e singole in resistenza al sistema dominante capitalista, estrattivista e prepotente, contadini in resistenza al modello dell’agrobusiness e della grande distribuzione organizzata.
E’ prevista una plenaria esplorativa la mattina dove, partendo dalla “Dichiarazione por la vida” zapatista, ci interrogheremo e ci confronteremo sul significato della creazione di autonomia nel nostro contesto economico e sociale.
Nel pomeriggio sono previste due assemblee tematiche:
- ” AGROECOLOGIA E PANDEMIA ”
L’intento dell’assemblea vuole essere un sereno confronto, privo di preconcetti, su quanto ad oggi possiamo sapere e conoscere sull’incrocio dei pensieri che queste due parole ci offrono.La nostra salute dipende anche e soprattutto dal cibo e della salubrità del nostro ambiente. Vogliamo quindi porre l’attenzione anche sugli effetti e i risultati ottenuti dalle misure prese dai nostri governi. Senza la pretesa di proporre verità assolute, crediamo sia importante conoscere, capire e condividere per poter giudicare ed agire. - “RESISTENZE CONTADINE”
Lo scopo di questa assemblea è quello di aggiornarci sui vari percorsi di resistenza al sistema dominante esistente.Confrontarci sulle le proposte in corso intese sia come pratiche di lotta, sensibilizzazione e mobilitazione sia come percorsi di ristrutturazione legislativa sul riconoscimento della figura del contadino slegata dalla via unica possibile, ad oggi, dell’essere imprenditore agricolo in un contesto capitalista. La proposta è di provare a costituire una piattaforma comune per il reciproco sostegno che possa coinvolgere gli ambienti ecologisti e urbani sensibili alle tematiche del cibo e della ricostruzione di comunità.Nella plenaria della mattina sarà possibile anche proporre ulteriori argomenti da sviluppare nelle monotematiche del pomeriggio.
Coordinamento delle comunità contadine toscane
Genuino Clandestino Firenze (Comunità di resistenza contadina Jerome Laronze)Mondeggi Bene Comune fattoria senza padroni
Siamo le contadine ed i contadini del movimento Genuino Clandestino, sono molti anni che lottiamo nei territori di questo paese per l’autodeterminazione alimentare, la costruzione di comunità contadine resistenti e autogestite e per l’abbattimento definitivo di un modello di sviluppo mortifero ed oppressore conosciuto con il nome di capitalismo.
Come contadine e contadini sentiamo il grido di dolore che dai nostri campi, dai mari, dai fiumi, dalle montagne e dai suoi animali si alza fragoroso in cerca di giustizia e libertà.
Tocchiamo con le nostre mani ogni giorno gli effetti della catastrofe ecologica, guardiamo distruggere dalla follia capitalista territori vicini e lontani in nome del profitto. Osserviamo l’allontanamento e la disgregazione di intere comunità, la sottrazione sistematica di luoghi di condivisione, formazione, supporto e cura.
Oggi la nostra rabbia è tanta e profonda, è una rabbia che vuole restituire dignità a coloro a cui è stata strappata, è una Rabbia ed una lotta per l’umanità, poichè sappiamo bene che questo sistema
non può essere educato, addomesticato o riformato.
Nutriamo un profondo desiderio, collettivo e individuale, di abbattere ogni mattoncino di questo maledetto sistema, di estirpare come gramigna le disuguaglianze del nostro mondo; per seminare salvaguardia e solidarietà al posto di distruzione e competizione.
𝐍𝐨𝐧 𝐩𝐨𝐬𝐬𝐢𝐚𝐦𝐨 𝐫𝐞𝐚𝐥𝐢𝐳𝐳𝐚𝐫𝐞 𝐪𝐮𝐞𝐬𝐭𝐨 𝐧𝐨𝐬𝐭𝐫𝐨 𝐬𝐨𝐠𝐧𝐨 𝐬𝐞𝐧𝐳𝐚 𝐢 𝐜𝐨𝐫𝐩𝐢, 𝐥𝐞 𝐞𝐧𝐞𝐫𝐠𝐢𝐞, 𝐢 𝐯𝐨𝐥𝐭𝐢, 𝐥𝐚 𝐝𝐢𝐠𝐧𝐢𝐭à 𝐞 𝐥𝐚 𝐝𝐞𝐭𝐞𝐫𝐦𝐢𝐧𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐝𝐢 𝐭𝐮𝐭𝐭* 𝐯𝐨𝐢.
La città di Firenze nei giorni del 17 e 18 settembre ospiterà il summit globale dell’agricoltura (G20): l’ennesima farsa internazionale che attraverso la retorica della green economy disporrà del futuro dell’agricoltura industriale, chimica, nociva e distruttrice in Europa e in tutto il Mondo.
Questa istituzione è la solita che ha firmato e poi tradito il trattato di Parigi inducendo al consumo di combustibili fossili e promuovendo un modello agricolo che riduce in schiavitù le/i
lavoratrici/tori e rende sterili ed inquinati i campi, così come il cibo che attraverso essi viene prodotto.
Grazie allo stimolo della carovana Zapatista e la “declaración por la vida” siamo intenzionat* a non chiudere gli occhi, a rispondere colpo su colpo, organizzandoci collettivamente.
𝐒𝐚𝐛𝐚𝐭𝐨 𝟏𝟖 𝐬𝐞𝐭𝐭𝐞𝐦𝐛𝐫𝐞 𝐯𝐢 𝐢𝐧𝐯𝐢𝐭𝐢𝐚𝐦𝐨 𝐚 𝐦𝐚𝐫𝐜𝐢𝐚𝐫𝐞 𝐢𝐧𝐬𝐢𝐞𝐦𝐞 𝐚 𝐧𝐨𝐢
a crederci, a lottare insieme, a costruire ponti e alleanze per abbattere questo mondo e costruirne altri più veri e giusti.
Voltiamo le spalle alla città e a ciò che rappresenta, partendo da Firenze e dirigendoci verso Mondeggi. 𝐂𝐚𝐦𝐦𝐢𝐧𝐢𝐚𝐦𝐨 𝐢𝐧𝐬𝐢𝐞𝐦𝐞 𝐧𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐌𝐚𝐫𝐜𝐢𝐚 𝐩𝐞𝐫 𝐥𝐚 𝐓(𝐭)𝐞𝐫𝐫𝐚 𝐞 𝐩𝐞𝐫 𝐥𝐚 𝐯𝐢𝐭𝐚, continuiamo a
sognare, organizziamoci e balliamo.
𝓠𝓾𝓮 𝓻𝓮𝓽𝓲𝓮𝓶𝓫𝓵𝓮 𝓮𝓷 𝓼𝓾𝓼 𝓬𝓮𝓷𝓽𝓻𝓸𝓼 𝓵𝓪 𝓽𝓲𝓮𝓻𝓻𝓪 - ” AGROECOLOGIA E PANDEMIA ”
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Raccolta fondi per emergenza incendio 24 luglio 2021 – Baumela Ecovillaggio
In queste lunghe ore, dal Montiferru fino ad Oristano, si stanno impegnando energie umane e ogni risorsa idrica per domare i focolai ancora attivi e dare soccorso e assistenza alle molte persone e animali coinvolte negli incendi.
Nell’esprimere vicinanza e piena solidarietà alle comunitá interessate, riteniamo doveroso e prezioso ogni aiuto, mirato al poter affrontare difficoltà, spese e emergenze di ogni tipo.In particolare, la Rete dei Semi si sta muovendo per garantire aiuto alla comunità dell‘eco-villaggio Baumela, con cui collabora da anni all’interno di reti di mutuo aiuto e di amicizia. Baumela è stato colpito molto duramente dall’incendio, che si è innescato proprio nella strada che da Santu Lussurgiu conduce a Bonarcado.
Ragioniamo fin da ora su future azioni di rimboschimento, e nei prossimi giorni vi daremo più informazioni per aderire alla campagna che stiamo progettando.
Ma nel mentre l’emergenza non è ancora finita, anzi: si iniziano a contare gli enormi danni, ed è utile adoperarsi per garantire a chi si trova in difficoltà la necessaria urgente liquidità per affrontare spese (es.veterinari, attrezzature, etc.)
Abbiamo quindi deciso di metterci a disposizione per lanciare una raccolta fondi ed aiutare l’eco-villaggio Baumela in questa emergenza.
Link alla raccolta fondi su buonacausa.org
N.B. Sarà possibile effettuare donazioni tramite la piattaforma solo tra qualche giorno – necessario per la validazione dei documenti.
Nel mentre potete fare dei versamenti diretti ai seguenti riferimenti:
– bollettino (anche online) su Conto Corrente Postale:
Associazione ONLUS Bau Mela – Banco Posta Impresa 1009269
– bonifico bancario:
Enedina Cindy Muscas IBAN IT34P3608105138203932403944
– ricarica Postepay:
Enedina Cindy Muscas 5333 1711 1072 9908
[ per ricariche SISAL è necessario il codice fiscale dell’intestatario della carta: MSCNNC87P61G999M ] -

Firma la petizione contro la messa a bando dei mercati contadini!!!
FIRMA AL SEGUENTE LINK:
Egregio assessore Alberto Aitini, spettabile Giunta del Comune di Bologna,
con questa petizione vi chiediamo di ritirare i bandi per la concessione del suolo pubblico per i mercati contadini, di avviare una revisione, pubblica e partecipata, del regolamento comunale per i mercati contadini – a partire dalla proposta elaborata da Campi Aperti – e di prorogare tutte le convenzioni in essere, per tutti i mercati di vendita diretta, fino alla definitiva approvazione di un nuovo regolamento.
Qui il testo della proposta di modifica del regolamento per i mercati contadini
Motivazioni:
1) 𝐩𝐞𝐫𝐜𝐡𝐞́ 𝐢 𝐛𝐚𝐧𝐝𝐢 𝐩𝐞𝐫 𝐥𝐞 𝐚𝐫𝐞𝐞 𝐦𝐞𝐫𝐜𝐚𝐭𝐚𝐥𝐢, 𝐝𝐢 𝐟𝐚𝐭𝐭𝐨, 𝐞𝐪𝐮𝐢𝐩𝐚𝐫𝐚𝐧𝐨 𝐩𝐫𝐨𝐝𝐮𝐭𝐭𝐨𝐫𝐢 𝐞 𝐜𝐨𝐦𝐦𝐞𝐫𝐜𝐢𝐚𝐧𝐭𝐢. Se non fosse chiara la differenza: non è la stessa cosa aver investito tempo, denaro e fatica per impiantare un orto e non saper cosa fare di casse di zucchine e meloni rispetto a dover trovare un altro fornitore per delle scope da giardino da rivendere. Togliere mercati ai contadini significa uccidere le realtà agricole del nostro territorio;
2) 𝐩𝐞𝐫𝐜𝐡𝐞́ 𝐢 𝐛𝐚𝐧𝐝𝐢 𝐬𝐞𝐫𝐯𝐨𝐧𝐨 𝐚 𝐬𝐜𝐚𝐭𝐞𝐧𝐚𝐫𝐞 𝐥𝐚 𝐜𝐨𝐧𝐜𝐨𝐫𝐫𝐞𝐧𝐳𝐚. Una guerra tra poveri dove chi vince non partecipa nemmeno alla gara. Sempre i soliti, indicibilmente più forti: è la grande distribuzione organizzata, che non ha bisogno di partecipare a bandi per avere spazi commerciali, mentre i contadini si combattono un posto al mercato;
3) 𝐩𝐞𝐫𝐜𝐡𝐞́ 𝐪𝐮𝐞𝐬𝐭𝐨 𝐛𝐚𝐧𝐝𝐨 𝐞̀ 𝐬𝐜𝐫𝐢𝐭𝐭𝐨 “𝐜𝐨𝐧𝐭𝐫𝐨” 𝐮𝐧𝐚 𝐢𝐝𝐞𝐚 𝐝𝐢 𝐦𝐞𝐫𝐜𝐚𝐭𝐨. Quella idea di mercato che Campi Aperti promuove ormai da vent’anni a Bologna. Si, perché, sennò, non avrebbe senso non riconoscere punteggi per l’esperienza pregressa nella gestione dei mercati contadini. Così come non favorire chi potrebbe proporsi come gestore delle quattro aree contemporaneamente. L’unico senso che ravvediamo è punitivo: assegnate mercati “sperimentali” a soggetti che quei mercati li animano da anni, in alcuni casi da decine d’anni;
4) 𝐩𝐞𝐫𝐜𝐡𝐞́ 𝐢𝐥 𝐛𝐚𝐧𝐝𝐨 𝐜𝐫𝐞𝐚 𝐮𝐧 𝐯𝐮𝐨𝐭𝐨 𝐝𝐢 𝐦𝐞𝐬𝐢 𝐢𝐧 𝐪𝐮𝐞𝐥𝐥𝐞 𝐚𝐫𝐞𝐞, 𝐝𝐚 𝐬𝐞𝐭𝐭𝐞𝐦𝐛𝐫𝐞 𝐚 𝐠𝐞𝐧𝐧𝐚𝐢𝐨. Cosa direte alle migliaia di avventori di quei mercati? E cosa dovrebbero fare i contadini dei quintali di cavolfiori già piantati nei campi che saranno pronti per la raccolta in autunno?;
5) 𝐩𝐞𝐫𝐜𝐡𝐞́ 𝐢𝐥 𝐛𝐚𝐧𝐝𝐨 𝐜𝐫𝐞𝐚 𝐝𝐢𝐬𝐜𝐨𝐧𝐭𝐢𝐧𝐮𝐢𝐭𝐚̀. Crediamo, e siamo convinti di aver dimostrato, che i nostri mercati sono molto più che spazi commerciali: sono luoghi di costruzione di una comunità. Spazi di socializzazione e di reciproco riconoscimento. E allora, francamente, non si capisce il motivo per il quale, ogni due anni (perché comunque l’assegnazione dura solo due anni di sperimentazione), queste comunità dovrebbero sciogliersi per poi, se va bene, riaggregarsi altrove;
6) 𝐩𝐞𝐫𝐜𝐡𝐞’ 𝐢𝐥 𝐛𝐚𝐧𝐝𝐨 𝐝𝐢𝐬𝐭𝐫𝐮𝐠𝐠𝐞 𝐮𝐧𝐚 𝐜𝐨𝐦𝐮𝐧𝐢𝐭𝐚̀ 𝐝𝐢 𝐩𝐫𝐨𝐝𝐮𝐭𝐭𝐨𝐫𝐢 𝐞 𝐜𝐨𝐩𝐫𝐨𝐝𝐮𝐭𝐭𝐨𝐫𝐢: i nostri co-produttori, frequentano i mercati per motivi precisi, non solo perché offriamo prodotti biologici, non pratichiamo la compravendita, garantiamo la dignità del lavoro nei campi, abbiamo un sistema di garanzia partecipata. Frequentano i nostri mercati perché insieme siamo una comunità, dove partecipano ai processi decisionali rispetto a prezzi, politica e progetti. Si tratta di mercati di comunità, fatti di produttori e co-produttori, mercati che hanno un’anima e non di aree mercatali generiche, dove un mercato vale l’altro e se cambiano i produttori e l’organizzazione del mercato fa lo stesso.










2 risposte su “Turismo partecipativo”
Bello il progetto!! ma quindi che posso fare?
Chiama una delle strutture che partecipano al progetto e prenota.
Il primo elenco sarà online da domenica 25 giugno.
Ti metterai d’accordo sui dettagli e capirai se c’è bisogno di aiuto.
Noi contribuiremo con le somme raccolte dalle donazioni e sosterremo una parte delle spese di soggiorno.
Contattaci direttamente per saperne di più: terraliquida@autoproduzioni.net