
Categoria: Primo Piano
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Convergere per insorgere
Convergere per insorgere. Trasformazione ecologica e giustizia climatica
La transizione ecologica è un processo necessario. Le élite politiche ed economiche cercano di governare (e spesso di rallentare) questo processo con l’obiettivo di mantenere le proprie fonti di potere e di profitto. Negli ultimi anni, movimenti e organizzazioni ambientaliste hanno elaborato e proposto progetti di conversione ecologica che hanno come elemento cardine un’idea allargata di giustizia sociale, da immaginare con il contributo di gruppi operai e contadini e di organizzazioni sindacali, a partire da conflitti sociali e sperimentazioni di pratiche, con una grande partecipazione democratica.
Non è altro che questo, la giustizia climatica: una cornice politica all’interno della quale questione sociale e questione ecologica si annodano fino a schiudere un unico orizzonte di trasformazione radicale.
👉🏼 In questo incontro parleremo, ad esempio, della lotta con la quale la società civile di Civitavecchia si è opposta alla trasformazione della centrale a carbone dell’Enel in centrale a metano e ha invece supportato la costruzione di impianti per l’energia eolica e solare; della proposta di un “polo pubblico per la mobilità sostenibile”, da parte del collettivo di fabbrica ex-Gkn; del progetto per la sovranità alimentare e per l’agroecologia, elaborato da gruppi contadini e del consumo critico in Emilia-Romagna; delle esperienze del Tavolo Basta Veleni di Brescia sulla bonifica di siti industriali inquinati e sul trattamento dei rifiuti speciali.
Obiettivo del dibattito è uno scambio di esperienze tra mobilitazioni differenti, sui temi dell’organizzazione, della mobilitazione, dei rapporti con le istituzioni e con le grandi imprese, della necessità di unire le lotte per l’ambiente e per il lavoro.
Intervengono:
📌 Germana Fratello (Rete Sovranità Alimentare Emilia-Romagna),
📌 Paola Imperatore (Fridays for Future Italia),
📌 Riccardo Petrarolo (Collettivo NO al Fossile – Civitavecchia),
📌 Marino Ruzzenenti (Fondazione Micheletti – Brescia),
📌 Dario Salvetti (Collettivo di Fabbrica ex-GKN – Firenze),
📌 Luca Tassinari (Aria Pesa – Bologna)
📅 Martedì 28 giugno 2022, h. 17.30, presso il mercato contadino di Campi Aperti in via Paolo Fabbri 112, nel piazzale accanto a VAG61 a Bologna
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25 giugno a teatro per S.E.M.I.S.
Vi ricordo che sabato prossimo nell’ambito dell’iniziatina semiNati presentiamo presso il teatro delle Ariette in via Rio Marzatore 2781 in Valsamoggia Castello di Serravalle lo spettacolo:S.E.M.I.S. Spettaolo Europero di Mobilitazione per l’Indipendenza dei SemiPer l’organizzazione sarebbe importante capire quanti saremo, fatecelo saper qui in lista oppure WA o sms al 371 1993478
Gruppo semi Campi Aperti« Dietro tutto quello che mangiamo ci sono dei semi, delle persone, delle storie » : Nouvelle Plague si interessa da sempre di storie nascoste, dimenticate, perdute. Quella dei semi, non è una storia sola, è una narrazione infinita di un intreccio di tradizioni; viaggi, culture e incontri spesso silenziosi perché vietati. Il tema delle semenze rurali – e quindi quello dell’alimentazione – ha molto a che vedere con la nostra vita quotidiana, eppure per la maggioranza delle persone rappresenta qualcosa di apparentemente distante, quasi invisibile. Il teatro ha la capacità di lavorare anche con l’invisibile e spesso di renderlo visibile grazie alle metafore, ai personaggi e allo spostamento di punto di vista che permette di mettere in atto. (Giulia Bocciero, NP) -

Tutoraggio Senza Prestito 21- Patto mutualistico MAG6 e CA
Ecco qui il report del percorso intrapreso tra Mutua Auto Gestione di Reggio Emilia e Campi Aperti nell’anno 2021.
E’ il terzo anno che lo facciamo!
Insieme a MAG una azienda produttive ha fatto una analisi finanziaria ed economica delle proprie attività per capire come muoversi nel futuro e come pianificare investimenti/disinvestimenti, collaborazioni, modifiche strutturali.
Abbiamo iniziato a febbraio 2020 e stiamo per iniziare il terzo ciclo!
ECCO IL REPORT DELL’ Anno 2021
La Lanterna di Diogene
Azienda: https://www.campiaperti.org/schede_produzione/#lanterna
Video degli incontri:
- Gli strumenti di Base: finanza ed economia
AMBIENTE del video: pieno campo
- Come guardare il bilancio preventivo, come andare avanti senza tutor
AMBIENTE del video: serra
15 novembre 2021 – Prima parte Questa parte ha avuto problemi di connessione, meglio nella seconda
15 novembre 2021 – Seconda parte
- Flussi di cassa – Settori
AMBIENTE del video: pulcinaia riadattata a taverna
- Prassi per avere il Bilancio Preventivo ogni anno
AMBIENTE del video: pulcinaia riadattata a taverna
E stiamo iniziando il percorso dell’anno 2022!!!
Mercoledì 18 maggio ore 9:00- 12:30 a Cà Battistini in Valsamoggia
Azienda: https://www.campiaperti.org/schede_produzione/#battistini
Più info sull’anno in corso…. in mailing list campiaperti assemblea!
Dal report è possibile capire che strumenti si sono usati ed anche adottarli, ma è necessario l’uso del computer e di un software per i fogli di calcolo, come https://www.libreoffice.org/.
Ri cordo qui il report del primo anno
Anno 2020 Aziende:
Az. Agr. Terra Memoria e Pace
https://www.campiaperti.org/schede_produzione/#memoria
Fattoria Giardino di Carla coriani
https://www.campiaperti.org/schede_produzione/#coriani
Report: REPORT a pagina intera,oppure link breve https://tsp.vado.li
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Comunicato Mondeggi Bene Comune del 13/04/2022
Alla Città Metropolitana,Al sindaco Nardella ed al suo partito,A tuttə coloro che in questi anni con rabbia ed amore hanno difeso ecreato una nuova forma di autogoverno dal Basso : Mondeggi Bene Comune.Dall’ultimo aggiornamento riguardo il destino della tenuta di Mondeggi,vecchio ormai di un mese e mezzo, diversi accadimenti hanno fatto illoro corso; tutto ciò, purtroppo, non ha contribuito a dissipareminimamente gli enormi punti interrogativi di cui la vicenda è farcita.Ci eravamo lasciati nel bel mezzo della stesura del progetto che la Città Metropolitana intendeva inoltrare al Ministero competente in modo da intercettare i fondi europei del PNRR. Lavoro coordinato datecnici dell’Università di Firenze, a cui il comitato Mondeggi BeneComune ha partecipato in maniera attiva – pur non avendo avuto alcunriconoscimento formale – fornendo contributi concettuali e operativisviluppati in otto anni di lavoro e permanenza in loco. Nonostante ruolie percorsi differenti, le convergenze con i progettisti sono statemolteplici: senza entrare nei dettagli per ovvi motivi di spazio,entrambi abbiamo intuito ed evidenziato le potenzialità della tenuta intermini di aggregazione sociale e produzione agro-ecologica di cibosano, di formazione orizzontale, accoglienza di soggetti vulnerabili e di sviluppo di rapporti gestionali eproduttivi differenti e innovativi, incentrati sull’utilizzo collettivodel bene. Il risultato di tale lavoro, durato un paio di mesi, ha presoforma in un documento, purtroppo ad oggi non ancora consultabile, cheavrebbe dovuto vincolare rigidamente il futuro di Mondeggi alle lineeguida appena toccate; insomma una base solida sulla quale impalcare ilprocesso di co-progettazione dal basso con i potenziali futuri attoridel progetto, così come stabilito dall’iter iniziale.In parallelo a tutto ciò, dopo insistenti richieste durate mesi, si èfinalmente aperto un momento di confronto tra l’esperienza di MondeggiBene Comune e la Città Metropolitana di Firenze: alcuni portavoce delcomitato hanno incontrato alcune delle figure tecniche e politichedeputate a gestire la questione. Incontri in verità interlocutori, incui le parti hanno dibattuto astrattamente sulle specifiche esigenze eposizioni, senza purtroppo avere a disposizione una base concreta diconfronto. Incontri terminati, per adesso, in attesa dell’elaborazioneche l’ente pubblico si è riservato di dare al documento emerso dallavoro dei progettisti, che evidentemente non soddisfaceva in pieno lenecessità dei tecnici metropolitani.Siamo adesso in una fase di stallo: la revisione in corso da parte dellaCittà Metropolitana sta di fatto prolungando l’attesa e gliinterrogativi sul destino della fattoria. Se la parte del progetto giàinoltrata in sede europea – e già, quindi, ufficializzata – è pressochélimitata all’elenco degli interventi di manutenzione strutturale,l’ambito più squisitamente politico rimane tuttora da sviscerare. Perchéquesta dilazione, ci chiediamo? Quali sono gli aspetti che, dopo mesi dilavoro serrato, a cui ha partecipato la stessa Città Metropolitana,restano contraddittori a tal punto da necessitare di una revisione expost? Il bisogno di tempo è funzionale alla lettura e condivisionediffusa all’interno del palazzo, oppure ad una modifica sostanziale deiprincipi contenuti nel testo?Tutto questo non lo possiamo ad oggi sapere; il contesto e le paroleudite, però, ci autorizzano a formulare supposizioni. A fronte di alcuneconvergenze, resta evidente una distanza tra la posizione di MondeggiBene Comune e quella dell’ente metropolitano: se da una parte la spintamira al riconoscimento del “bene comune Mondeggi”, implementando eregolarizzando quello che è l’agire attuale, dall’altro l’impressione èche la dimensione economica resti preponderante. Il fatto che laMondeggi del futuro debba camminare con le proprie gambe, e non tornaread essere l’attività in perdita che era anni or sono, è fuoridiscussione per tutti; subordinare però a questa esigenza ogni velleitàtrasformativa, annegando nell’economicismo asettico il potenzialesociale già parzialmente emerso in questi anni di lavoro, ci pare unerrore miope. Un progetto che sia innovativo deve saper osare: così comeMondeggi Bene Comune ha osato otto anni fa presidiando permanentementela tenuta, salvandola dai reiterati tentativi di vendita, oggi è l’entepubblico che è chiamato a sganciarsi dagli schemi consolidati perlanciarsi in qualcosa che sia diverso; ovvero trasversale, partecipato,collettivo. Nel consueto gioco a scaricabarile della politica servequalcuno che se ne assuma la responsabilità, indicando a tecnici edirigenti la strada da seguire. Ci rivolgiamo allora al Sindaco Nardellaperché al più presto elabori una posizione e la esprima allacollettività; una posizione che sia rappresentativa della volontàpolitica del suo partito, e che possibilmente non collimi con laconsuetudine del minimo sforzo e minimo rischio.Prendere in reale considerazione il riconoscimento della Dichiarazionedi Uso Civico, ed interrompere la spirale mediatica che da anni siaggrappa ad un concetto di legalità che tutto rappresenta fuorché unideale di giustizia, ci sembra un primo passo sin troppo atteso. In unarecente intervista radio sull’infelice sgombero dell’occupazione diCorsica 81, a cui va tutta la nostra solidarietà, lo stesso Nardella hadescritto la Mondeggi del futuro come un “modello di autogestione”, unasorta di laboratorio dal basso di nuove pratiche collettive; se questeparole corrispondono al vero, e non sono soltanto un tentativo didividere tra “buoni e cattivi”, è adesso il momento di tradurle inpratica.Come comitato Mondeggi Bene Comune, infine, attendiamo l’esito di questoconfronto convinti delle nostre ragioni. Abbiamo in questi mesi dato lanostra massima disponibilità al dialogo in ogni sede e su ogniargomento; non siamo però disposti a scendere passivamente a patti suquelli che sono i principi che ci animano e che hanno permesso allafattoria di rifiorire in questi otto anni: abbiamo difeso Mondeggiperché fosse veramente di tuttə, e non ci fermeremo certo adesso. -
26 marzo: Manifestazione a Firenze con GKN, per il clima!
Vorremmo ribadire l’importanza di una larga partecipazione alla marcia del 26 all’interno di quello che é ormai definito : “spezzone ecologista e contadino.”Sono già (nella fretta ) stati scritti 2 comunicati che rilanciano l’appuntamento di sabato e con cui vorremmo incontrarci e partire alle ore 14 PUNTUALI da Santa Maria Novella per raggiungere il corteo dove saremo i secondi a partire dopo la testa.*RESISTENZA CONTADINA E SOVRANITA’ ALIMENTARE*Raccogliendo* l’appello del Collettivo di fabbrica GKN e di Fridays for future* saremo in piazza a Firenze il 26 marzo insieme ai lavoratori e alle lavoratrici in lotta e a tutte e tutti coloro che hanno deciso di “convergere per insorgere per questo, per altro, per tutto”. Il nostro “per questo” è rendere visibile dentro il corteo *uno spezzone contadino agroecologico *che nelle sue pratiche concrete vuole costruire qui ed ora alternative al sistema di sfruttamento delle persone e della natura che ci
sta portando al disastro.
Invitiamo tutte le realtà che condividono questa impostazione a un preconcentramento alle ore 14 a Santa Maria Novella per arrivare insieme a Piazza Vittorio Veneto, dietro lo striscione “Resistenza contadina e Sovranità alimentare”. Ogni realtà caratterizzerà lo spezzone con propri striscioni o strumenti comunicativi che evidenziano le proprie pratiche.DA BOLOGNA C’è POSSIBILITÀ DI MUOVERSI IN PULLMANGC Firenze
Mondeggi Bene Comune
Rete per la sovranità alimentare Bologna
Fuorimercato, autogestione in movimento
RiMaflow, fabbrica recuperata, Milano (altro…) -
Guerra e grano, falsa retorica
Come Campi Aperti ci uniamo ad Associazione Rurale Italiana per fare chiarezza rispetto agli allarmi lanciati dal mondo agroindustriale sull’attuale crisi bellica in Europa dell’Est. E’ stato già sottolineato da ECVC, il Coordinamento Europeo Via Campesina, che la guerra sta venendo usata come leva per annullare le poche buone conquiste ambientali e sociali della nuova PAC e delle strategie europee (QUI il comunicato).
Ma quale peso ha realmente l’import-export da Russia e Ucraina?Quali paesi fragili a livello alimentare sono più a rischio?A chi giova questa crisi, e chi sta speculando sul rialzo dei prezzi del grano?La sovranità alimentare dell’Italia e dell’Europa è a rischio a causa della guerra o di scellerate politiche a favore di pochi?Leggete e diffondete il nostro documento di analisi per scoprire di più su quella che si configura come una crisi industriale, più che come una crisi alimentare.
Ripubblichiamo il testo dell’analisi:LA LOGICA DELLA BORSA NERA E IL “NON FACCIAMO MANCARE IL PANE AGLI ITALIANI”
NOTA INFORMATIVA A CURA DI ARI – ASSOCIAZIONE RURALE ITALIANA
12.03.2022
E’ vero, la guerra non fa sconti a nessuno, moltissimi soffrono e piombano nella povertà e pochi si arricchiscono in modo insperato. La barbarie si concentra nella guerra producendo atti terribili che sono immaginabili commessi da esseri umani. Tra i più terribili c’è quello di creare la penuria, gridare alla penuria, per poi vendere il cibo a borsa nera.
Per fare il pane serve la farina, cioè il grano, e per produrre carne e latte nei grandi allevamenti industriali serve il mais. Allora vediamo a che punto siamo con i dati aggiornati al 11.3.2022 (fonte: http://www.amis–outlook.org/).
1. Manca il grano nel mondo o in UE?
– La produzione di grano del 2021 è ancora proiettata vicina al record della stagione precedente, poiché le revisioni al ribasso per la produzione nell’UE, in Iraq e in Paraguay sono bilanciate da un’ulteriore revisione al rialzo per la produzione dell’Australia.
– L’utilizzo nel 2021/22 è destinato ad aumentare dell’1,5% rispetto al 2020/21, nonostante una correzione al ribasso questo mese che riflette in gran parte il minore utilizzo in India a causa delle maggiori esportazioni.– Il commercio nel 2021/22 (luglio/giugno) è previsto ad un livello record ed è stato aumentato questo mese grazie ad una domanda maggiore del previsto dal Kazakistan e dall’Arabia Saudita, e a vendite più alte del previsto da Australia e India.
– Le scorte (per il 2022) sono ora previste leggermente al di sopra dei livelli di apertura dopo una revisione al rialzo questo mese, soprattutto nell’UE, a causa di una revisione dei dati storici di produzione e di esportazioni inferiori previste”. (fonte: http://www.amis–outlook.org/)Vale la pena di ricordare che, con le previsioni al 3 marzo 2022, solo il 25% del grano prodotto sarà commercializzato a livello globale.
2. Manca il mais?
– La produzione di mais nel 2021 è aumentata grazie alla maggiore produzione prevista in India e nell’UE, ed è ancora prevista verso un livello record, il 3,7% al di sopra della scorsa stagione.
– L’utilizzo nel 2021/22 è aumentato marginalmente m/m e si prevede un aumento del 2,6% rispetto al 2020/21, spinto in gran parte da un maggiore uso industriale e di mangimi.
– Il commercio nel 2021/22 (luglio/giugno) dovrebbe ancora scendere al di sotto del livello del 2020/21, dell’1,7%, nonostante una correzione al rialzo questo mese sostenuta da importazioni ed esportazioni più elevate da parte dell’UE.
– Le scorte (per il 2022) sono aumentate grazie a stime più alte per l’UE e l’India, derivanti da revisioni della produzione, che aumentano ulteriormente l’aumento previsto delle scorte globali sopra i livelli di apertura al 3,3 percento” (fonte: http://www.amis–outlook.org/).
– Solo il 15 % del mais prodotto a livello mondiale, alla data del 3 marzo 2022, sarà venduto sul mercato mondiale.3. Mancano le materie prime?
E’ prevedibile come sostengono in molti “una forte mancanza di materie prime agricole”? Chi subirà questa mancanza? Quali paesi? Quali industrie? Quali settori? Quali sistemi di produzione agricola? Dobbiamo rispondere a queste – ed altre domande – se vogliamo separare “il grano dal loglio”
La mancanza di materie prime sarà lieve e di facile riaggiustamento per la UE come tale visto che questa è il primo esportatore mondiale di prodotti dell’agroalimentare. L’UE ,I dati che seguono sono dell’organizzazione Mondiale del Commercio (OMC):https://www.wto.org/english/res_e/statis_e/wts2021_e/wts21_toc_e.htm copre il 36,3% delle esportazioni agroalimentari, mentre gli USA solo il 9,5%. Tra il primi dieci paesi esportatori non figurano né Russia né Ucraina.
Però la UE è anche il primo paese per importazione di prodotti agroalimentari con il 32.4% del totale, seguito dalla Cina con l’11,7%. La Russia si colloca all’ottavo posto con un modesto 1,6%.
Più in dettaglio, se diamo uno sguardo al solo commercio internazionale di prodotti alimentari, questi sono i dati. La UE è la prima economia esportatrice con il 36,3% del totale, seguita dagli USA con il 9,2%. Tra i primi 10 non figura né la Russia né l’Ucraina. Le importazioni di prodotti alimentari sono così suddivise. La UE realizza il 33%, gli USA il 10,3% seguiti dalla Cina con il 10, 1%. La Russia, sempre in ottava posizione, con un 1,8% (stime del segretariato dell’OMC, fonte dei dati).
Detto diversamente, il mercato globale dei prodotti agroalimentari e dei prodotti alimentari è saldamente nelle mani della UE, grazie a 50 anni di PAC che hanno finanziato a piene mani l’agricoltura industriale che fornisce materie prime a costi ridotti all’industria agroalimentare che rafforza così la sua capacità di competere sul mercato mondiale, spesso operando con
modalità di dumping verso le produzioni dei paesi terzi.
“Prima del conflitto, la FAO prevedeva che l’Ucraina avrebbe esportato circa 6 milioni di tonnellate di grano tra marzo e giugno 2022, e la Federazione Russa avrebbe esportato 8 milioni di tonnellate durante questo periodo. Ciò rappresenta circa il 7% del commercio mondiale totale di grano nel 2021/22, che è previsto dalla FAO a 194 milioni di tonnellate”
(fonte: Extraordinary Meeting of the G7 Agriculture Ministers 11 March 2022 “GLOBAL FOOD MARKETS AND PRICES” Rome, 2022 Presentation by Director–General QU Dongyu – Rome, 11.03.2022).E facciamola finita di scrivere che l’Ucraina è il primo esportatore di grano e senza il grano russo il mondo sarà alla fame.
La somma delle esportazioni di grano di questi due paesi al massimo, nel 2021, ha rappresentato il 30% del mercato globale del grano che, però come ricordato, è solo il 30% del 25% del grano prodotto, cioè realmente l’esportazione di grano di questi due paesi rappresenta solo il 7,5% del totale della produzione mondiale di grano !
4. E l’Italia?
Si penserà che in questo quadro globale ed europeo, l’Italia sia messa differentemente, cioè sia in totale dipendenza dal mercato globale.
Possiamo notare che se c’è dipendenza del sistema agroalimentare nazionale questa è di vecchia data. In effetti “l’Italia attualmente produce circa l’80–85% delle risorse alimentari necessarie a coprire il fabbisogno dei propri abitanti” (MIPAAF, 2015). In altre parole, la produzione nazionale copre poco più dei consumi di tre italiani su quattro.
Molti sono i motivi, primo fra tutti la spinta continua alla specializzazione, la morte delle piccole e medie aziende agricole, il finanziamento pubblico all’esportazione di alcuni prodotti e, drammaticamente, la continua erosione dell’uso agricolo della terra distrutta dai processidi artificializzazione.
E’ incontestabile che “Quasi 50 paesi dipendono dalla Federazione Russa e dall’Ucraina per almeno il 30% del loro fabbisogno di importazioni di grano. Di questi, 26 paesi si riforniscono di oltre il 50% delle loro importazioni di grano da questi due paesi” ( FAO, citato).
Tra questi 50 paesi non c’è l’Italia. “…le quantità residue (di grano, ndr) per il resto del mondo sarebbero comunque sufficienti per arrivare all’inizio del prossimo raccolto in estate. Sono dati dei Consorzi Agrari d’Italia (Cai) in base alle proiezioni del Dipartimento per l’Agricoltura statunitense (fonte: https://www.quotidiano.net/economia/la–guerra–del–
grano–l–italia–rischia–di–rimanere–senza–pane–e–pasta–1.7445942 ).
Allora, se non c’è penuria, perché assistiamo ad un aumento continuo del prezzo del grano e, di conseguenza a quelli già annunciati di pane, pasta, prodotti da forno?
L’aumento del prezzo del grano e, più in generale, la volatilità dei prezzi delle materie prime agricole, sono un fenomeno stabile ormai come risultato di decisioni politiche non di questi giorni: liberalizzazione dei mercati e natura dei contratti che sono già da tempo praticati nel commercio mondiale di questi prodotti. Ci sono luoghi deputati a questo commercio globale che fanno da riferimento, la più famosa Borsa di Chicago2 e la seconda, per importanza, in Parigi, Nyse–Euronext3, anche questa con una forte attività in “European Durum Wheat Futures”4.. I prezzi negoziati in questi spazi finiscono per scaricarsi sul
commercio internazionale del grano o delle altre commodity agricole e da questo rimbalzano o – meglio – si abbattono sui mercati interni dei paese, con un’anomalia particolare: questi valori non hanno un effettivo riferimento all’andamento delle produzioni. Paesi che pur hanno una scarsa dipendenza dal mercato mondiale vedono aumentare i prezzi interni a
causa della loro debolezza negoziale e dal tipo di concentrazione che esiste nella catena del valore relativa al mercato interno di un singolo prodotto. Il caso esemplare è stato nel 2008 quello del prezzo del riso in Indonesia, paese poco dipendente dal mercato globale del riso, in cui – però –il prezzo ai consumatori del riso seguiva l’andamento del prezzo mondiale del riso che in soli 3 mesi, per effetto della speculazione, era stato moltiplicato per 4.La speculazione finanziaria sulle materie prime agricole.
“Rispetto alle tre dimensioni presenti nel prezzo di una materia prima agricola (qualità, spazio e tempo), il mercato future valorizza solo la dimensione temporale, permettendo agli operatori di negoziare transazioni che, come detto, verranno eseguite in una data futura… Le parti, nella sostanza, possono trattare solo il prezzo…Acquistare un contratto future (es. di frumento) ad un certo prezzo – prendere una posizione long – implica assumersi l’obbligo
di ritirare una determinata quantità e qualità di frumento, ad una data futura, anch’essa definita, in un luogo ed in un magazzino predeterminato, e di pagare, a scadenza, il prezzo convenuto…”.
Si dirà: è normale che i prodotti agricoli si possano “comprare sul campo” ma nei contratti “futures” esiste un’anomalia fondamentale: questi contratti non prevedono necessariamente la consegna del bene quando sono risolti tra due operatori, grazie all’ invenzione” della Clearing House (=CH). “La standardizzazione del contratto e l’interposizione della CH costituiscono le due innovazioni che hanno plasmato i contratti future rendendoli strutturalmente diversi dai forward, che pure ne costituiscono la matrice originaria. I future, proprio perché altamente standardizzati e non più bilaterali, da contratti Otc6 hanno così potuto trasformarsi in un titolo finanziario facilmente negoziabile e, come tale, cedibile ad altri”7. Cioè sono diventati il prodotto dell’“industria finanziaria “e quindi della speculazione senza controllo.
In altre parole: si compra un contratto futures per l’acquisto di grano differito e poi si rivende il contratto lucrando o perdendo sulla differenza tra prezzo d’acquisto e prezzo di vendita del contratto, senza muovere un chicco di grano. E così chi ricompra il contratto lo potrà rivendere, via via fino che un giorno, magari con il prezzo del grano aumentato di molto, chi importerà il grano in Libia , in Burkina o in Eritrea o in Italia pagherà quel grano a quel prezzo finale, artificialmente alto , senza più un legame tra domanda e offerta.
In aggiunta è stato codificato un altro meccanismo. “Ad esempio si è diffuso il ricorso a contratti “a premio” in cui il prezzo convenuto per un derivato industriale (la farina) è indicizzato alla quotazione future della materia prima agricola (il frumento tenero)”.
Ed ecco che il pane costerà caro, ma di certo non perché manchi la farina. -

Con la peste suina, i piccoli allevamenti biologici vengono chiusi a forza
Noi contadini, piccole e medie aziende agricole biologiche, ci arrabattiamo e facciamo i salti mortali per riuscire a sopravvivere pur di offrire alla collettività i nostri prodotti, sani e di qualità, che portiamo nei mercati cittadini. Siamo tante piccole realtà dislocate nel territorio, dalla pianura alla montagna. Per la maggior parte dei casi, mossi da una scelta di vita, nata dalla passione e dedizione per il nostro lavoro.
Ma è arrivata la Peste Suina?
Fin qui sembra quasi una favola commovente, poi però arriva la Peste Suina Africana, uno dei tanti orchi dei nostri giorni. E questo orco, porta con se tanti gendarmi pieni di pergamene che impartiscono ordini, e questi ordini vanno rispettati, pena multe salate!
Per farla breve e senza troppa poesia: è arrivata la peste suina africana in Italia, per ora confinata in Liguria. La peste suina africana è una malattia virale dei suini e dei cinghiali selvatici, solitamente letale. Non esistono vaccini né cure. Fortunatamente, noi esseri umani non siamo sensibili alla malattia. Uniche vittime i suini.
Una lunga serie di regolamenti nazionali e regionali stabiliscono le misure che gli allevatori debbono adottare per limitare il diffondersi della malattia tra gli animali selvatici (cinghiali), e per evitare che questi, entrando in contatto con suini allevati, possano contagiarli e di conseguenza creare un enorme danno socio-economico.

Vediamo cosa succede in casa nostra
la peste suina in Emilia Romagna non c’è.
Per fortuna! Diciamo noi, visto l’alto numero di allevamenti industriali che ospita la nostra regione!
In Emilia Romagna ci sono anche tanti piccoli allevamenti biologici, familiari e/o commerciali.
Ovviamente questi allevamenti devono essere dotati di recinzioni che rispettano norme di biosicurezza, (Regolamento n° 1248 in vigore dal 2018)
E cosa succede a questi piccoli allevamenti, in questo frangente?
La regione ordina:
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Nonostante l’assenza della malattia in regione, nonostante sia presente la recinzione che rispetta le norme di biosicurezza, i maiali devono essere rinchiusi e non lasciati pascolare.
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Nel caso che l’azienda non abbia la possibilità di rinchiudere gli animali, entro pochi giorni dalla notifica regionale, questi devono essere macellati anche se indenni dalla malattia e sani.
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Dopo la macellazione e per un periodo di almeno sei mesi queste aziende non possono ricominciare l’allevamento.
Macellare animali sani… chiudere i piccoli allevamenti biologici… creare un danno economico a queste aziende…
Cosa vorranno mai dire queste imposizioni, nonostante l’assenza della malattia in regione? Che voglia dire che la regione ha maggiore interesse (economico e politico), a tutelare e garantire gli allevamenti industriali?
Le industrie regionali, hanno firmato contratti di vendita di carni suine, per i quali “garantiscono l’indennità da peste suina” ai paesi acquirenti extra europei. E per questa “garanzia di indenne da peste suina” come si fa?
Senza troppo preoccuparsi di chi non ha potere contrattuale, si taglia la testa al toro! Si eliminano alla radice i piccoli allevamenti biologici, quelli con spazi all’aperto in cui gli animali possono entrare in contatto con i selvatici!
Le azioni che pensiamo si debbano fare
Noi pensiamo che i piccoli allevamenti biologici siano il futuro per un umanità in cerca di rispetto per la natura e di equilibrio con la biosfera. Non possiamo pensare di continuare ad allevare togliendo agli animali il contatto con la terra, la luce, la vegetazione, gli elementi naturali. Il sistema industriale di allevamento genera un enorme sofferenza per tutti, umani ed animali, e si rivela sempre più insostenibile e non in grado di garantire una vera sicurezza alimentare. Per questo dobbiamo pensare di ridurre il consumo di carne nelle nostre diete, aumentando la qualità e la sostenibilità dei prodotti animali che consumiamo.
Riteniamo sia una grande ingiustizia sacrificare i piccoli allevamenti biologici per salvaguardare il sistema industriale di produzione della carne. La Regione Emilia-Romagna deve attivare urgentemente politiche di salvaguardia delle piccole aziende zootecniche sostenibili da affiancare alle misure di contenimento della malattia. E iniziare a ragionare seriamente sulla transizione ecologica del comparto agroalimentare.
Rete per la Sovranità Alimentare dell’Emilia-Romagna
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Un saluto a Gustavo Esteva
Ci ha dato parole di cambiamento e dolorose, insieme ad una analisi economico politica crudele.
Ci ha spinto a cambiare.
Purtroppo ci ha lasciato qualche giorno fa, dopo aver fatto grandi cose per il mondo intero, tra le tante,
ha fondato l’ Universidad de la Tierra in Oaxaca.
Qui lo ricordiamo quando lo abbiam incontro nel 2013 ad XM24, durante uno dei Mercoledì della bolognina.
Gustavo Esteva – Crisi sociale e alternative dal basso. Difesa del territorio, beni comuni, convivialità.
Gustavo Esteva – Crisi sociale e alternative dal basso. Difesa del territorio, beni comuni, convivialità. from Annestus Srd on Vimeo.
LINK VIDEO https://vimeo.com/690422105
LINK AUDIO INTEGRALE https://www.arkiwi.org/path64/WE0yNC9NZXJ5WE0vYW50aXN0YXNpcw/html
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Economia di Comunità, cercasi!!
CO-PRODUTTRICI e CO-PRODUTTORIal centro di un nuovo strumento di sostenibilità condivisaAvete già fatto una scelta precisa, dando luogo ad una piccola economia di comunità che applica il prezzo giusto agli alimenti al posto della speculazione del mercato, un accordo diretto fra co- produttore e produttore, secondo le nostre condizioni (100% bio, 100% prodotto proprio, rispetto della dignità del lavoro nei campi).Tenete in vita le realtà agricole di Campi Aperti, scegliendo di comprare nei nostri Mercati, per motivi etici, legati alla salute, ambientalisti, sociali, visionari, politici… non ultimo, per la qualità superiore del prodotto fresco!
I vostri corpi riempiono la piazza del mercato dandole vita, fate parte dell’atmosfera, dell’evento, della comunità.
Magari siete già parte attiva di Campi Aperti come soci@ e date energia al grande motore collettivo che ci spinge avanti.
Per essere una comunità veramente interdipendente produttore/coproduttore, potente e orizzontale, ora siete coloro che vorremmo RITROVARE, INVITARE, POTENZIARE.
Ritrovare, perché Campi Aperti esiste attualmente grazie ai contributi economici dei produttori, ma non è più sufficiente.
Invitare, perché vorremmo dar luogo ad un nuovo strumento finanziario, più equilibrato, e più efficace, dove il co-produttore aggiunge un po’ delle risorse che ha alle risorse del produttore per rafforzare la comunità… verso la sovranità alimentare! Verso un altro sistema di mercato, verso un altro sistema di produzione agricola che tuteli i terreni, le acque, l’aria e la vita umana ed animale. Verso una piazza di mercato che brulica, che dà vita e idee, che ispira.
Potenziare, perché vi chiediamo un impegno gestibile e sostanziale.
Vi chiediamo di sottoscrivere una erogazione liberare continuativa in cui dedicate a Campi Aperti 90€ all’anno (o di più se potete!) attraverso un bonifico pre-programmato annuale, bimestrale o trimestrale, fino a revoca.
Non è una donazione ma una compartecipazione, una quota su cui il bilancio di Campi Aperti può contare per sostenere l’impegno dell’associazione, su cui l’economia di comunità può veramente costruirsi.Qui, potete trovare il modulo ad hoc: Modulo da compilare per l’economia di comunità (PDF)
Siete già convintз ? Contattateci! info@campiaperti.org, 347.4083255 oppure 329.2465876.
Avete delle domande? Contattateci! info@campiaperti.org, 347.4083255 oppure 329.2465876.
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Chiusure ed aperture festive dei mercati
Aperture e chiusure festive dei mercati contadini
Carə, vi lasciamo le giornate di chiusura e di apertura dei mercati durante queste festività.
Questa settimana ci troverete al Paolo Fabbri – Mercato CampiAperti ed a Gobetti.
Dal 3 gennaio all’8 gennaio, invece, ci trovate in Piazza Verdi, al Paolo Fabbri (forma ridotta), al Portazza – mercato di CampiAperti ed al CampiAperti int al Pradel.
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Campagna Tesseramento 2022
TesseramentoCarə, l’attesa è finita: è partita la Campagna Tesseramento 2022 di Campi Aperti.Potrete tesserarvi per ora, online qui: tesseramento online, e da gennaio nei banchetti che troverete in alcuni mercati!Quest’anno potrete fare una tessera base, dal costo di 7€, ma anche decidere di dare ancor più valore a due progetti dell’associazione come il tutoraggio senza prestito e il mutuo soccorso con un finanziamento, indicativo, di 10€ (scegliendone uno specifico oppure destinando 50 e 50), oltre la tessera base.Questi i progetti: Mutuo Soccorso e Tutoraggio Senza PrestitoIl primo ha associata, anche, la scuola contadina, in un prossimo articolo ne parleremo meglio! 😉
Il secondo è un sostegno formativo all’aspetto economico delle aziende:
Non vi resta che tesserarvi o informarvi sui nostri social!#sostieniCampiAperti -

Firenze-Modeggi “Marcia per la Terra” 17-18-19 Settembre
Venerdì 17 settembre 2021 l’incontro nazionale delle Associazioni aderenti alla Campagna per l’Agricoltura Contadina
L’incontro è particolarmente importante: nel mese di maggio per la prima volta la Camera dei Deputati ha approvato il testo delle “Disposizioni per la tutela e la valorizzazione dell’agricoltura contadina” e dal mese di settembre prevediamo l’avvio della discussione presso la Commissione Agricoltura del Senato per l’approvazione definitiva.Ordine del Giorno dell’incontro:
Discussione in merito al testo del Disegno di Legge per definire indicazioni/proposte da rivolgere ai parlamentari e portare alle audizioni in Commissione;
Riorganizzazione della struttura interna della Campagna Agricoltura Contadina:
Definizione dei Gruppi di Lavoro, Coordinamento, persone che vi lavorano;
Prospettive politiche della Campagna Agricoltura Contadina: iniziative collaterali di sostegno, possibile ruolo successivo ad una eventuale approvazione della Legge.ILa città di Firenze ospiterà il G 20 AGRICOLTURA il 17-18 Settembre
Nello stesso periodo, prendendo stimolo dalla futura visita in Europa di una numerosa delegazione Zapatista dal Messico che al momento non ha riferimenti nel calendario prossimo essendo incagliata nelle burocrazie internazionali rese ancora più complicate dalla pandemia e dall’uso che i governi ne fanno, lanciamo la chiamata per la “SEMINA”.
La SEMINA si svolgerà in due giornate: sabato 18 e domenica 19 settembre.
Sabato 18 settembre ci sarà una grande MARCIA PER LA TERRA
Percorreremo a piedi i circa 12 Km che da Firenze ci porteranno fino alle terre della fattoria senza padroni di Mondeggi Bene Comune.
Sarà una marcia pacifica ma fortemente simbolica che ci vedrà abbandonare la città dove i potenti della terra parleranno della “loro” agricoltura, per recarci in un territorio liberato dall’agrobusiness dove si sta costruendo un’autonomia alimentare e territoriale che si basa sull’agroecologia, sul mutualismo, sulla solidarietà e sulla rinascita dei beni comuni.Sarà una Marcia per una vita intesa come riappropriazione e cura tanto dei nostri corpi quanto dell’ambiente in cui viviamo, intesa come libertà di scegliere sia il modo in cui vivere sia la salute che vogliamo/meritiamo. Una Salute che sia in primis data da cibo ed ambienti sani e genuini, fatta di quel tempo di cura verso noi stessi e le nostre relazioni che da troppo tempo c’è stato negato. Fatta dunque di quegli intrecci fondamentali che costituiscono la nostra forza e il nostro motore per vivere degnamente. Una Salute basata su di una profonda consapevolezza di cosa sia la nocività e quali siano invece le pratiche che generino un reale e concreto benessere. Pratiche a noi molto chiare, che vengono quotidianamente portate avanti all’interno delle nostre comunità.
Sarà una Marcia per dire NO, non siamo d’accordo con la narrazione dei grandi della terra che si trovano per ratificare soluzioni digitali e biotecnologiche anche nei confronti di un’agricoltura trattata al pari di una vera e propria industria ormai da troppi anni. Diciamo NO agli stessi grandi che ci verranno poi a raccontare che risolveranno i problemi dell’umanità legati al cibo attraverso l’agricoltura 4.0. Diciamo NO all’attacco digitale e biotecnologico inflitto al nostro cibo, alla natura e alla VITA. Poiché tutto questo non potrà che generare un maggiore controllo, un’ulteriore alienazione di quei beni essenziali, il cui apice vede una ristrutturazione del capitale insieme all’indebitamento ulteriore di tutti e tutte facendolo passare addirittura come “transizione ecologica”.
La MARCIA PER LA TERRA vorremmo dunque che fosse intesa non solo come questione contadina ma di lotta sistemica, di tutte coloro che si oppongono e resistono alle grandi opere devastanti, alle monocolture tossiche, alle nocività industriali di ogni sorta. Di tutti quelli che animano le innumerevoli vertenze territoriali sottaciute e sminuite: lavoro precario e ambienti urbani presi d’assedio da cibo tossico, aria irrespirabile, montagne di rifiuti e individualismo.
Marceremo per la terra con la t minuscola e la T maiuscola tutte e tutti insieme per un futuro contadino ed ecologista, contro il capitale, le sue narrazioni, le sue regole, le sue imposizioni ed i sui summit difesi militarmente con la prepotenza delle armi.
Venti anni fa a Genova avevamo ragione, il presente ne è testimone. Il capitale globalizzato si è consolidato ed è progredito nei suoi profitti, nelle sue devastazioni e nelle sue prepotenze, ma anche noi abbiamo consolidato le nostre pratiche antisistemiche partendo dalla terra e dalla ricostruzione delle nostre comunità e della nostra autonomia.
Domenica 19 settembre a Mondeggi incontri confronti e contaminazioni di idee e pratiche
Nelle terre di Mondeggi dalle 10 di mattina, ci conosceremo, troveremo punti di convergenza e ci confronteremo su pratiche e mobilitazioni a sostegno dell’agricoltura contadina agroecologica. Verranno organizzate assemblee tematiche, che vorrebbero coinvolgere movimenti, organizzazioni, singoli e singole in resistenza al sistema dominante capitalista, estrattivista e prepotente, contadini in resistenza al modello dell’agrobusiness e della grande distribuzione organizzata.
E’ prevista una plenaria esplorativa la mattina dove, partendo dalla “Dichiarazione por la vida” zapatista, ci interrogheremo e ci confronteremo sul significato della creazione di autonomia nel nostro contesto economico e sociale.
Nel pomeriggio sono previste due assemblee tematiche:
- ” AGROECOLOGIA E PANDEMIA ”
L’intento dell’assemblea vuole essere un sereno confronto, privo di preconcetti, su quanto ad oggi possiamo sapere e conoscere sull’incrocio dei pensieri che queste due parole ci offrono.La nostra salute dipende anche e soprattutto dal cibo e della salubrità del nostro ambiente. Vogliamo quindi porre l’attenzione anche sugli effetti e i risultati ottenuti dalle misure prese dai nostri governi. Senza la pretesa di proporre verità assolute, crediamo sia importante conoscere, capire e condividere per poter giudicare ed agire. - “RESISTENZE CONTADINE”
Lo scopo di questa assemblea è quello di aggiornarci sui vari percorsi di resistenza al sistema dominante esistente.Confrontarci sulle le proposte in corso intese sia come pratiche di lotta, sensibilizzazione e mobilitazione sia come percorsi di ristrutturazione legislativa sul riconoscimento della figura del contadino slegata dalla via unica possibile, ad oggi, dell’essere imprenditore agricolo in un contesto capitalista. La proposta è di provare a costituire una piattaforma comune per il reciproco sostegno che possa coinvolgere gli ambienti ecologisti e urbani sensibili alle tematiche del cibo e della ricostruzione di comunità.Nella plenaria della mattina sarà possibile anche proporre ulteriori argomenti da sviluppare nelle monotematiche del pomeriggio.
Coordinamento delle comunità contadine toscane
Genuino Clandestino Firenze (Comunità di resistenza contadina Jerome Laronze)Mondeggi Bene Comune fattoria senza padroni
Siamo le contadine ed i contadini del movimento Genuino Clandestino, sono molti anni che lottiamo nei territori di questo paese per l’autodeterminazione alimentare, la costruzione di comunità contadine resistenti e autogestite e per l’abbattimento definitivo di un modello di sviluppo mortifero ed oppressore conosciuto con il nome di capitalismo.
Come contadine e contadini sentiamo il grido di dolore che dai nostri campi, dai mari, dai fiumi, dalle montagne e dai suoi animali si alza fragoroso in cerca di giustizia e libertà.
Tocchiamo con le nostre mani ogni giorno gli effetti della catastrofe ecologica, guardiamo distruggere dalla follia capitalista territori vicini e lontani in nome del profitto. Osserviamo l’allontanamento e la disgregazione di intere comunità, la sottrazione sistematica di luoghi di condivisione, formazione, supporto e cura.
Oggi la nostra rabbia è tanta e profonda, è una rabbia che vuole restituire dignità a coloro a cui è stata strappata, è una Rabbia ed una lotta per l’umanità, poichè sappiamo bene che questo sistema
non può essere educato, addomesticato o riformato.
Nutriamo un profondo desiderio, collettivo e individuale, di abbattere ogni mattoncino di questo maledetto sistema, di estirpare come gramigna le disuguaglianze del nostro mondo; per seminare salvaguardia e solidarietà al posto di distruzione e competizione.
𝐍𝐨𝐧 𝐩𝐨𝐬𝐬𝐢𝐚𝐦𝐨 𝐫𝐞𝐚𝐥𝐢𝐳𝐳𝐚𝐫𝐞 𝐪𝐮𝐞𝐬𝐭𝐨 𝐧𝐨𝐬𝐭𝐫𝐨 𝐬𝐨𝐠𝐧𝐨 𝐬𝐞𝐧𝐳𝐚 𝐢 𝐜𝐨𝐫𝐩𝐢, 𝐥𝐞 𝐞𝐧𝐞𝐫𝐠𝐢𝐞, 𝐢 𝐯𝐨𝐥𝐭𝐢, 𝐥𝐚 𝐝𝐢𝐠𝐧𝐢𝐭à 𝐞 𝐥𝐚 𝐝𝐞𝐭𝐞𝐫𝐦𝐢𝐧𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐝𝐢 𝐭𝐮𝐭𝐭* 𝐯𝐨𝐢.
La città di Firenze nei giorni del 17 e 18 settembre ospiterà il summit globale dell’agricoltura (G20): l’ennesima farsa internazionale che attraverso la retorica della green economy disporrà del futuro dell’agricoltura industriale, chimica, nociva e distruttrice in Europa e in tutto il Mondo.
Questa istituzione è la solita che ha firmato e poi tradito il trattato di Parigi inducendo al consumo di combustibili fossili e promuovendo un modello agricolo che riduce in schiavitù le/i
lavoratrici/tori e rende sterili ed inquinati i campi, così come il cibo che attraverso essi viene prodotto.
Grazie allo stimolo della carovana Zapatista e la “declaración por la vida” siamo intenzionat* a non chiudere gli occhi, a rispondere colpo su colpo, organizzandoci collettivamente.
𝐒𝐚𝐛𝐚𝐭𝐨 𝟏𝟖 𝐬𝐞𝐭𝐭𝐞𝐦𝐛𝐫𝐞 𝐯𝐢 𝐢𝐧𝐯𝐢𝐭𝐢𝐚𝐦𝐨 𝐚 𝐦𝐚𝐫𝐜𝐢𝐚𝐫𝐞 𝐢𝐧𝐬𝐢𝐞𝐦𝐞 𝐚 𝐧𝐨𝐢
a crederci, a lottare insieme, a costruire ponti e alleanze per abbattere questo mondo e costruirne altri più veri e giusti.
Voltiamo le spalle alla città e a ciò che rappresenta, partendo da Firenze e dirigendoci verso Mondeggi. 𝐂𝐚𝐦𝐦𝐢𝐧𝐢𝐚𝐦𝐨 𝐢𝐧𝐬𝐢𝐞𝐦𝐞 𝐧𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐌𝐚𝐫𝐜𝐢𝐚 𝐩𝐞𝐫 𝐥𝐚 𝐓(𝐭)𝐞𝐫𝐫𝐚 𝐞 𝐩𝐞𝐫 𝐥𝐚 𝐯𝐢𝐭𝐚, continuiamo a
sognare, organizziamoci e balliamo.
𝓠𝓾𝓮 𝓻𝓮𝓽𝓲𝓮𝓶𝓫𝓵𝓮 𝓮𝓷 𝓼𝓾𝓼 𝓬𝓮𝓷𝓽𝓻𝓸𝓼 𝓵𝓪 𝓽𝓲𝓮𝓻𝓻𝓪 - ” AGROECOLOGIA E PANDEMIA ”
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Raccolta fondi per emergenza incendio 24 luglio 2021 – Baumela Ecovillaggio
In queste lunghe ore, dal Montiferru fino ad Oristano, si stanno impegnando energie umane e ogni risorsa idrica per domare i focolai ancora attivi e dare soccorso e assistenza alle molte persone e animali coinvolte negli incendi.
Nell’esprimere vicinanza e piena solidarietà alle comunitá interessate, riteniamo doveroso e prezioso ogni aiuto, mirato al poter affrontare difficoltà, spese e emergenze di ogni tipo.In particolare, la Rete dei Semi si sta muovendo per garantire aiuto alla comunità dell‘eco-villaggio Baumela, con cui collabora da anni all’interno di reti di mutuo aiuto e di amicizia. Baumela è stato colpito molto duramente dall’incendio, che si è innescato proprio nella strada che da Santu Lussurgiu conduce a Bonarcado.
Ragioniamo fin da ora su future azioni di rimboschimento, e nei prossimi giorni vi daremo più informazioni per aderire alla campagna che stiamo progettando.
Ma nel mentre l’emergenza non è ancora finita, anzi: si iniziano a contare gli enormi danni, ed è utile adoperarsi per garantire a chi si trova in difficoltà la necessaria urgente liquidità per affrontare spese (es.veterinari, attrezzature, etc.)
Abbiamo quindi deciso di metterci a disposizione per lanciare una raccolta fondi ed aiutare l’eco-villaggio Baumela in questa emergenza.
Link alla raccolta fondi su buonacausa.org
N.B. Sarà possibile effettuare donazioni tramite la piattaforma solo tra qualche giorno – necessario per la validazione dei documenti.
Nel mentre potete fare dei versamenti diretti ai seguenti riferimenti:
– bollettino (anche online) su Conto Corrente Postale:
Associazione ONLUS Bau Mela – Banco Posta Impresa 1009269
– bonifico bancario:
Enedina Cindy Muscas IBAN IT34P3608105138203932403944
– ricarica Postepay:
Enedina Cindy Muscas 5333 1711 1072 9908
[ per ricariche SISAL è necessario il codice fiscale dell’intestatario della carta: MSCNNC87P61G999M ] -

Firma la petizione contro la messa a bando dei mercati contadini!!!
FIRMA AL SEGUENTE LINK:
Egregio assessore Alberto Aitini, spettabile Giunta del Comune di Bologna,
con questa petizione vi chiediamo di ritirare i bandi per la concessione del suolo pubblico per i mercati contadini, di avviare una revisione, pubblica e partecipata, del regolamento comunale per i mercati contadini – a partire dalla proposta elaborata da Campi Aperti – e di prorogare tutte le convenzioni in essere, per tutti i mercati di vendita diretta, fino alla definitiva approvazione di un nuovo regolamento.
Qui il testo della proposta di modifica del regolamento per i mercati contadini
Motivazioni:
1) 𝐩𝐞𝐫𝐜𝐡𝐞́ 𝐢 𝐛𝐚𝐧𝐝𝐢 𝐩𝐞𝐫 𝐥𝐞 𝐚𝐫𝐞𝐞 𝐦𝐞𝐫𝐜𝐚𝐭𝐚𝐥𝐢, 𝐝𝐢 𝐟𝐚𝐭𝐭𝐨, 𝐞𝐪𝐮𝐢𝐩𝐚𝐫𝐚𝐧𝐨 𝐩𝐫𝐨𝐝𝐮𝐭𝐭𝐨𝐫𝐢 𝐞 𝐜𝐨𝐦𝐦𝐞𝐫𝐜𝐢𝐚𝐧𝐭𝐢. Se non fosse chiara la differenza: non è la stessa cosa aver investito tempo, denaro e fatica per impiantare un orto e non saper cosa fare di casse di zucchine e meloni rispetto a dover trovare un altro fornitore per delle scope da giardino da rivendere. Togliere mercati ai contadini significa uccidere le realtà agricole del nostro territorio;
2) 𝐩𝐞𝐫𝐜𝐡𝐞́ 𝐢 𝐛𝐚𝐧𝐝𝐢 𝐬𝐞𝐫𝐯𝐨𝐧𝐨 𝐚 𝐬𝐜𝐚𝐭𝐞𝐧𝐚𝐫𝐞 𝐥𝐚 𝐜𝐨𝐧𝐜𝐨𝐫𝐫𝐞𝐧𝐳𝐚. Una guerra tra poveri dove chi vince non partecipa nemmeno alla gara. Sempre i soliti, indicibilmente più forti: è la grande distribuzione organizzata, che non ha bisogno di partecipare a bandi per avere spazi commerciali, mentre i contadini si combattono un posto al mercato;
3) 𝐩𝐞𝐫𝐜𝐡𝐞́ 𝐪𝐮𝐞𝐬𝐭𝐨 𝐛𝐚𝐧𝐝𝐨 𝐞̀ 𝐬𝐜𝐫𝐢𝐭𝐭𝐨 “𝐜𝐨𝐧𝐭𝐫𝐨” 𝐮𝐧𝐚 𝐢𝐝𝐞𝐚 𝐝𝐢 𝐦𝐞𝐫𝐜𝐚𝐭𝐨. Quella idea di mercato che Campi Aperti promuove ormai da vent’anni a Bologna. Si, perché, sennò, non avrebbe senso non riconoscere punteggi per l’esperienza pregressa nella gestione dei mercati contadini. Così come non favorire chi potrebbe proporsi come gestore delle quattro aree contemporaneamente. L’unico senso che ravvediamo è punitivo: assegnate mercati “sperimentali” a soggetti che quei mercati li animano da anni, in alcuni casi da decine d’anni;
4) 𝐩𝐞𝐫𝐜𝐡𝐞́ 𝐢𝐥 𝐛𝐚𝐧𝐝𝐨 𝐜𝐫𝐞𝐚 𝐮𝐧 𝐯𝐮𝐨𝐭𝐨 𝐝𝐢 𝐦𝐞𝐬𝐢 𝐢𝐧 𝐪𝐮𝐞𝐥𝐥𝐞 𝐚𝐫𝐞𝐞, 𝐝𝐚 𝐬𝐞𝐭𝐭𝐞𝐦𝐛𝐫𝐞 𝐚 𝐠𝐞𝐧𝐧𝐚𝐢𝐨. Cosa direte alle migliaia di avventori di quei mercati? E cosa dovrebbero fare i contadini dei quintali di cavolfiori già piantati nei campi che saranno pronti per la raccolta in autunno?;
5) 𝐩𝐞𝐫𝐜𝐡𝐞́ 𝐢𝐥 𝐛𝐚𝐧𝐝𝐨 𝐜𝐫𝐞𝐚 𝐝𝐢𝐬𝐜𝐨𝐧𝐭𝐢𝐧𝐮𝐢𝐭𝐚̀. Crediamo, e siamo convinti di aver dimostrato, che i nostri mercati sono molto più che spazi commerciali: sono luoghi di costruzione di una comunità. Spazi di socializzazione e di reciproco riconoscimento. E allora, francamente, non si capisce il motivo per il quale, ogni due anni (perché comunque l’assegnazione dura solo due anni di sperimentazione), queste comunità dovrebbero sciogliersi per poi, se va bene, riaggregarsi altrove;
6) 𝐩𝐞𝐫𝐜𝐡𝐞’ 𝐢𝐥 𝐛𝐚𝐧𝐝𝐨 𝐝𝐢𝐬𝐭𝐫𝐮𝐠𝐠𝐞 𝐮𝐧𝐚 𝐜𝐨𝐦𝐮𝐧𝐢𝐭𝐚̀ 𝐝𝐢 𝐩𝐫𝐨𝐝𝐮𝐭𝐭𝐨𝐫𝐢 𝐞 𝐜𝐨𝐩𝐫𝐨𝐝𝐮𝐭𝐭𝐨𝐫𝐢: i nostri co-produttori, frequentano i mercati per motivi precisi, non solo perché offriamo prodotti biologici, non pratichiamo la compravendita, garantiamo la dignità del lavoro nei campi, abbiamo un sistema di garanzia partecipata. Frequentano i nostri mercati perché insieme siamo una comunità, dove partecipano ai processi decisionali rispetto a prezzi, politica e progetti. Si tratta di mercati di comunità, fatti di produttori e co-produttori, mercati che hanno un’anima e non di aree mercatali generiche, dove un mercato vale l’altro e se cambiano i produttori e l’organizzazione del mercato fa lo stesso.
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Esprimiamo solidarietà per Arvaia a seguito di azione violenta di ALF Animal Liberation Front
Comunicato stampaGravi danni alle colture di Arvaia a seguito di azione violenta di ALF Animal Liberation Front.Stamattina abbiamo constatato i danni provocati da ALF nella notte tra sabato 19 e domenica 20 giugno.ALF ha lasciato propria firma accompagnata da frasi che ci minacciano apertamente istigando alla violenza. Abbiamo sporto denuncia e la polizia scientifica ha già condotto i rilievi del caso.Sono stati arrecati ingenti danni alle colture di Arvaia, cooperativa agricola e comunità che sostiene l’agricoltura, che opera da sette anni nell’area agricola del Parco Città Campagna di Villa Bernaroli, nel quartiere Borgo Panigale-Reno di Bologna.La violenza di ALF si è abbattuta sulle coltivazioni di patate e fagioli, sulle piante di zucchine, meloni, fragole, nonché sulle coperture delle serre e l’irrigazione. Il danno non è solo economico, legato cioè alla necessità di riacquistare e allestire nuovamente le attrezzature devastate, nonché al mancato raccolto e distribuzione di cibo prefinanziato dai soci; il danno è anche e soprattutto morale, perché questo atto vigliacco e vandalico è stato condotto contro una realtà che in questi sette anni ha saputo ricreare un agro-ecosistema complesso in un’area pubblica prossima alla città, preservando e aumentando la biodiversità animale e vegetale con le proprie pratiche agricole in un’ottica di valorizzazione ambientale e sociale, garantendone sempre la fruibilità e l’accessibilità a tutti e tutte.La produzione agroalimentare ha inevitabilmente un impatto sull’ambiente naturale: consapevole dell’impossibilità di azzerarlo del tutto, Arvaia si è sempre posta come obiettivo un modello di agricoltura che tenta di ridurre al minimo quell’impatto.Per limitare i danni che la fauna selvatica arreca alle coltivazioni, la cooperativa non solo non ha mai compiuto azioni fuori dai vincoli delle leggi che regolano la materia, ma ha anche intrapreso una collaborazione con LAV (Lega Anti Vivisezione) per garantire la massima correttezza in tali azioni di contrasto.Nonostante l’azione intimidatoria subita, Arvaia continuerà a lavorare per realizzare i propri obiettivi ambientali e sociali – con il supporto dei e delle propri/e soci/e – e a praticare al meglio possibile un modello di agricoltura che si prende cura dell’ambiente e delle persone, ma per farlo avrà bisogno anche del sostegno di tutte e tutti coloro che vorranno esserci solidali.Già nella giornata di oggi tante e tanti hanno espresso la loro vicinanza e hanno offerto aiuto. Li ringraziamo una a uno, con la convinzione che la bassezza intellettuale che ha mosso l’ALF a un gesto simile sarà resa ancora più evidente dalla solidarietà dei tanti/e capaci di distinguere per quale cambiamento vale la pena lottare.Abbiamo preparato materiali video e fotografici che mettiamo volentieri a disposizione. Per contatti: tel +393713304707; mail info@arvaia.it; per approfondimenti www.arvaia.it. -

Sovranità Alimentare in Emilia-Romagna.
Presentazione e discussione pubblica del progetto per la sovranità alimentare in Emilia-Romagna.
SABATO 12 GIUGNO 2021 ALLE ORE 15:30 presso LABAS vicolo Bolognetti 2 Bologna.
Spostare i cicli dell’alimentazione umana dal sistema della catena industriale e della grande distribuzione organizzata verso il sistema delle reti alimentari contadine e della distribuzione autogestita: azioni dal basso per la transizione ecologica e possibile ruolo delle Istituzioni locali.
ore 15:45 – Presentazione del documento
ore 16:30 – Tavoli di approfondimento sui seguenti temi:“una definizione collettiva di reti alimentari contadine”“promuovere i sistemi autogestiti di distribuzione: un nuovo regolamento per i mercati contadini”“sementi contadine vs NBT (New Breeding Techniques) ”
ore 18:00 – Sintesi dei tavoli di approfondimentoore
18:30 – Agricoltura e Salute (inquinanti-produzione-consumo-alimentazione): streaming con Medici per l’Ambiente (ISDE)L’incontro è organizzato dalla Rete per la Sovranità Alimentare in Emilia-Romagna il Progetto per la Sovranità Alimentare è visionabile in forma estesa o sintetica al link









