Gentile Assessore,
Abbiamo ricevuto il suo invito a proporre iniziative sul tema del diritto al cibo da raccogliere in un cartellone da proporre alla cittadinanza bolognese.
Abbiamo ragionato a lungo su cosa proporre e se fosse opportuno proporre qualcosa.
Nel corso del ragionamento ci è tornato alla mente che più volte, durante il mandato amministrativo, abbiamo consegnato e/o spedito a Lei e ad alcuni suoi colleghi di giunta un documento, frutto dell’elaborazione di un raggruppamento di soggetti collettivi che si è dato il nome di Rete per la Sovranità Alimentare dell’Emilia-Romagna.
Il documento in questione è il Progetto per la Sovranità Alimentare, che è possibile scaricare a questo indirizzo web:
https://www.campiaperti.org/wp-content/uploads/2021/03/progettoSA_v4e.pdf e, nel caso preferisse, in forma sintetica qui: https://www.campiaperti.org/wp-content/uploads/2021/01/progettoSAsintesi.pdf
Siamo sinceramente curiosi di sapere che ne pensa, dato che non abbiamo mai avuto l’occasione di confrontarci con Lei sui contenuti di quel documento e sulle possibili concretizzazioni delle proposte formulate.
Così come siamo curiosi di conoscere quali progetti o programmi ha messo in essere la sua amministrazione per tradurre in azioni trasformative e finalmente affermative di quel Diritto al Cibo che, con ammirevole coraggio e lungimiranza, Bologna ha inserito nello statuto comunale.
Vogliamo sottolineare come la mancanza di politiche strutturali e coordinate di sostegno a questo diritto rischiano di lasciare gli attori principali in campo, ossia chi produce cibo e chi lo consuma, isolati e marginalizzati; relegando le pur numerose e ammirevoli iniziative nate dal basso a episodi marginali, scollegati e quindi non in grado di catalizzare le spinte sociali nella direzione di una reale modifica del modello produttivo e di consumo. Si lascia, così, totale libertà di azione a chi, alla ricerca sfrenata del profitto, specula su quello che invece dovrebbe essere un diritto inalienabile, cioè l’agroindustria e la grande distribuzione. Veri beneficiari, tra l’altro, degli ultimi accordi internazionali in via di sottoscrizione da parte della UE.
Quindi, gentile assessore, più che proporre azioni da inserire nel programma di ‘eventi del Tavolo della Democrazia Alimentare’, ci parrebbe molto più rispondente ai bisogni della comunità cittadina conoscere quali politiche attive di traduzione pratica del principio sacrosanto espresso e fissato nello statuto comunale sono state implementate o siano in corso di implementazione.
Nel mentre, noi continueremo a garantire, dal basso come sempre, a chi frequenta i nostri mercati (i nostri coproduttori) e alle aziende agro-ecologiche che li animano, spazi di esercizio del Diritto al Cibo. Come facciamo da oltre vent’anni, anche a livello culturale e politico.
Distinti saluti,
Campi Aperti per la Sovranità Alimentare APS

