Regolamento Erboristi

LINEE GUIDA PER ERBORISTI, SAPONIFICATORI, COSMETOLOGI

Luglio 2019

PRINCIPI:

Solve et Coagula.

Favorire l’utilizzo di piante selvatiche.

Il Selvatico è il custode della Vita su questo pianeta. La Terra continuamente prova a

ricostruire ambienti Selvatici per proteggere il cuore della Vita. L’essere umano

“civilizzato” cerca invece di controllare, limtare e distruggere il Selvatico,

incontrollabile, “sporco” e fonte di contaminazioni. Questo non fa altro che indebolire il

legame che ci unisce alla Vita. Per questo è fondamentale assumere sostanze

Selvatiche, per mantenere connesse le cellule del nostro corpo alla Vita. Ogni terapia

sarebbe vana se come prima cosa non alimenta le nostre cellule con questo

collegamento alla Vita che è l’unica in grado di portare guarigione, di ristabilire cioè

l’equilibrio biologico, la vibrazione base necessaria al tessuto vivente. Per questo

l’utilizzo delle piante selvatiche è fondamentale per una cura della nostra persona.

Scelta di luoghi incontaminati.

Lontano da inquinamenti atmosferici (strade, fabbriche, coltivazioni convenzionali),

inquinamenti del suolo (stalle, scarichi), inquinamenti elettromagnetici (centrali

elettriche, antenne cellulari). E’ ovviamente impossibile trovare luoghi totalmente

incontaminati al giorno d’oggi in Italia, ma esistono comunque nicchie ben protette

dalla Natura.

Rispetto

La raccolta andrebbe effettuata con rispetto per il luogo e per le specie che andremo

a raccogliere: non deturpare l’ambiente che le ospita, non raccogliere più del

necessario, lasciare esemplari in grado di riprodursi per non estinguere la specie. Gli

antichi erboristi fanno un’offerta alla Terra una volta raccolte le piante, i Nativi

Americani offrono una presa di tabacco.

Principio Vitale

L’erboristeria moderna dà molto valore ai principi attivi, alle titolazioni. Noi erboristi

artigianali non dovremmo perdere di vista il concetto di Principio Vitale della pianta,

che è l’insieme di tutte le sostanze e le energie prodotte e accumulate dalla pianta,

non separabili in un principio attivo. Questa è la grande differenza tra l’erboristeria

artigianale che pratichiamo, dall’erboristeria industriale che si trova ovunque al giorno

d’oggi.

E’ il Principio Vitale, non calcolabile, analizzabile, misurabile con strumenti puramente

scientifici, che porta la guarigione su tutti i piani dell’esistenza dell’individuo.Trasformazioni Artiginali

La trasformazione deve essere casalinga, con un lavoro prevalentemente manuale, e

l’utilizzo di macchinari va limitato a necessità impellenti. Le ricette dovrebbero

orientarsi ad utilizzare ingredienti semplici, di provenienza agreste, o comunque

testati nei secoli.

Consulenza

Il nostro lavoro non comprende solo la produzione e la vendita, ma una parte molto

importante è la consulenza. Questa dovrebbe essere praticata con molta umiltà,

pazienza, e competenza. Non siamo noi i guaritori, noi semplicemente siamo il mezzo

che le piante usano per portare benessere. Non dovremmo cadere nella presunzione

di sapere tutto, ma conoscere e ammettere i nostri limiti, che siano da stimolo ad un

continuo studio e aggiornamento.

Condivisione

Per valorizzare una visione dell’Erboristeria più legata alla Natura Selvatica che ai

laboratori, la nostra unica forza è trovarci, confrontarci, condividere le nostre

esperienze, per coltivare e far sbocciare una nuova coscienza sulle pratiche di

guarigione; costruire e mantenere una Rete Italiana di Erboristi Selvatici Genuini e

Clandestini, con principi che vadano ben oltre i concetti di Biologico, agricoltura, e

cure naturali. E’ solo col nostro assiduo lavoro praticato secondo validi principi che

possiamo mantenere viva una Tradizione ancestrale che accompagna l’umanità da

sempre.

Salute

Il concetto di Salute è un concetto olistico, che tiene insieme più livelli della vita di una

persona: fisico, emotivo, psicologico, spirituale, sociale ed economico/materiale, ne

interseca tutte le sfere della vita. Quindi

occuparsi di salute porta con sé anche un lavoro politico più ampio; nel momento in

cui quel gesto di cura verso se stessi significa anche una riconnessione con il proprio

corpo con cui non sempre ci si sente a proprio agio, o coincide con il rallentare dei

ritmi giornalieri per un prendersi del tempo per sé… crediamo quindi che anche la

cosmesi rientri in una di quegli innumerevoli elementi che concorrono a definire il

nostro stato di salute.

PRINCIPI DEI SAPONIFICATORI:

Il gruppo saponificatori “Gli allegri cianciulli” è composto da Genuini Clandestini che hanno

imparato a saponificare attraverso corsi o studio personale su libri e internet… e tanta

autoproduzione! Il gruppo considera l’importanza di educare a una cultura del sapone e

a un ritorno alla saponificazione naturale per contrastare l’ideologia capitalistica del

consumismo, inteso come eccessiva produzione di sostanze chimiche nocive per l’umanità e

l’ambiente, e definisce i propri prodotti come affidabili dal punto di vista sanitario e con una

bassa impronta ecologica.Il gruppo vuole diffondere saponi “veri” di qualità, buoni per la pelle e fatti con ingredienti

genuini, dimostrando che profumi di sintesi e additivi chimici non sono necessari per una

buona cosmesi.

PERCHE’ UN SAPONE AUTOPRODOTTO (ANCHE SE GENUINO CLANDESTINO) è

COMUNQUE UN PRODOTTO PIù SANO ED AFFIDABILE DI UN SAPONE INDUSTRIALE?

Un sapone veramente naturale, autoprodotto, è preferibile a livello di impatto ambientale

perche’:

1- non alimenta la produzione industriale, la quale utilizza sostanze dannose come:

sequestranti, sbiancanti, addensanti, riempitivi, enzimi, profumi sintetici e altro, spesso di

pessima qualita’, con molteplici effetti dannosi, inquinanti dai processi di reperimento delle

materie prime, alla produzione, fino dopo l’utilizzo dei detersivi stessi

2- riduce imballaggi e flaconi

3- diminuisce drasticamente l’energia necessaria affinche’ il prodotto finito raggiunga il punto

di vendita.

4- utilizzando le materie prime pregiate come olii, cere, burri, fiori, spezie, si ottiene un

prodotto più adatto per la pelle e di alta qualità, non riproducibile in modo industriale.

I suddetti detersivi industriali possono favorire o peggiorare patologie di diversa natura: le

piu’ comuni sono dermatiti da contatto e dermatiti allergiche, poiche’ residui chimici

contenuti nei detersivi rimangono imprigionati tra le fibre dei tessuti anche se ben sciacquati.

Ma anche asma allergica, attacchi respiratori, arrossamento occhi, semplice prurito ecc.,

sempre causati da intolleranze alle sostanze sopra elencate.

Il sapone artigianale è veramente naturale, ha una qualità migliore anche perchè composto

da ingredienti che non hanno subito lavorazioni elaborate. Anche se in numerosi saponi o

detersivi compare la dicitura “tensioattivi di origine naturale”, pochi si possono considerare

al 100% naturali. Per la maggior parte di essi la materia vegetale di origine viene trattata

chimicamente e combinata con molecole di origine petrolchimica. Ne risulta un prodotto

finale con un contenuto di prodotti sintetici che va dal 30% al 70%. I sequestranti utilizzati a

livello industriale, che servono per addolcire l’acqua, sono spesso EDTA, PDTA e NTA e

sono pericolosissimi per l’uomo e l’ambiente. Fosfati, enzimi, profumi sintetici, sali riempitivi,

ammorbidenti, coloranti non naturali, conservanti, emulsionanti, solventi e molto altro,

dannosi per l’uomo e l’ambiente, sarebbero evitati autoproducendo un sapone con

ingredienti naturali, completamente biodegradabile, se possibile a km 0.

Con applicazione e buona volontà tutti possono imparare ad autoprodurre il sapone. Con

l’aiuto anche solo di un semplice libro di saponificazione o di chimica, ci si può riappropriare

di tecniche che esistono da sempre e che in passato erano tramandate in tutte le case.

Per una corretta e sicura autoproduzione di sapone occorre conoscere le sostanze utilizzate,

i processi chimici e il prodotto finale che si otterrà, per una manipolazione sicura degli

ingredienti non sempre innocui e per un prodotto sicuro non dannoso e non pericoloso.IPOTESI DI VISITA AL PRODUTTORE

E’ necessario che un nuovo produttore possegga questi requisiti:

1. Una vita rurale in contatto con la terra: non basta un orticello ma della campagna da

cui trae il materiale dei suoi prodotti; valutare la situzione ambientale in cui è inserita

l’azienda. Altrimenti viene girato al gruppo artigiano di Genuino Clandestino.

2. Uno spazio dedicato al magazzino delle materie prime e dei prodotti finiti; uno spazio

adeguato all’essiccazione, un luogo dove trasformare i prodotti (la cucina casalinga è

ammessa purché opportunamente attrezzata).

3. Possegga le adeguate competenze relative alle tecniche di preparazione dei prodotti

che ha intenzione di portare al mercato, competenze che non vengono improvvisate

grazie ad un fai-da-te letto su internet, ma attraverso ricerca e sperimentazione.

4. Autoproduca il più possibile gli ingredienti necessari al proprio lavoro (oleoliti,

tinture…).

5. Durante la visita, deve effettuare la produzione di un prodotto (dove possibile), in

modo da vederlo all’opera nella sua situazione produttiva, inoltre valutare le

competenze e “spulciare”, nel senso buono, il suo armadio dei prodotti o il suo libro

degli appunti.

Le conoscenze richieste:

ad un erborista:

1. 2. Buona conoscenza botanica e farmacologica delle piante che intende utilizzare.

Conoscenza approfondita dei prinicpi di estrazione e trasformazione che utilizza per i

suoi prodotti.

3. 4. Conoscenza degli ingredienti utilizzati e dei loro possibili utilizzi e limiti.

Conoscenza approfondita degli effetti terapeutici e di modi e tempi di

somministrazione dei propri prodotti.

Conoscenza approfondita sui possibili rischi ed effetti collaterali.

5. 6. Confronto e formazione costante attraverso la convocazione in assemblea del gruppo

da parte di un referente e la redazione di verbali da inviare a CA, workshop e

laboratori.

ad un produttore di sapone:

1. l’applicazione di un procedimento di saponificazione concordato tra i produttori:

metodo a caldo, a freddo e rilavorato. Da escludersi (per il momento) i saponi ricavati

da semilavorati industriali e il metodo a levata su lisciva (il gruppo si prende l’impegno

di approfondire l’argomento durante gli incontri 2 volte l’anno);

2. l’applicazione dei coefficienti di saponificazione, la cui tabella stabilisce quanta soda è

necessaria per ogni tipo di grasso utilizzato, fondamentale per produrre dei saponi

sicuri per l’utilizzo sul corpo e quindi per la loro vendita;

3. 4. la conoscenza del calcolo dello sconto della soda, per produrre saponi piu’ delicati;

la conoscenza delle tecniche di produzione, dei materiali utilizzabili e in quali quantità

(es. oli essenziali), della sua stagionatura e corretta conservazione;

5. la vendita del sapone dopo una stagionatura di minimo due mesi;6. confronto e formazione costante attraverso la convocazione in assemblea del gruppo

da parte di un referente e la redazione di verbali da inviare a CA, workshop e

laboratori.

Preparazioni:

Per le modalità di preparazione è necessario fare riferimento alla letteratura di settore:

– Farmacopea ufficiale (http://www.iss.it/farc/)

– Buone norme di preparazione

(http://www.farmaonline.it/Legislazione/norme_per_la_buona_preparazione.htm)

Tenendo comunque conto che la letteratura sopracitata fa riferimento a produzioni industriali

con standard ben differenti da quelli di CampiAperti e Genuino Clandestino.

Non riteniamo opportuno per il momento riadattare la letteratura ufficiale alla nostra realtà,

facendo affidamento sul buon senso dei produttori e trasformatori.

Ingredienti:

MATERIE PRIME AMMESSE :

• Spezie ed erbe

fresche e secche,

• vino,

• aceto,

• miele,

• cera d’api,

• propoli,

• zucchero,

• sale,

• farine o amidi di riso,

• grappa e distillati,

• oli essenziali,

• grassi animali e

vegetali,

• olio di crusca di riso

(solari),

• olio sesamo,

• oli esausti (solo per

bucato e biancheria),

• bicarbonato,

• argilla,

• cenere,

• alcool,

• glicerina,

• soda caustica,

• coloranti vegetali,

• olivem emulsionante

(5% max),

• gomma xantan,

• lecitina di soja (1%

max.),

• cocoglucoside per

shampoo (20% max.).

Tali materie prime DEVONO essere reperite prioritariamente all’interno del circuito di CA o

autoprodotte.

Le materie prime come gli oli, i burri pregiati e gli oli essenziali non reperibili nel circuito di CA

possono essere usate in percentuali minori o uguali al 15% e devono essere reperite

all’interno dei circuiti equosolidali o biologici.

Alcuni saponificatori ritengono che debba essere fatta un’eccezione per l’olio di cocco,

considerato insostituibile per le caratteristiche che apporta al sapone (durezza della

saponetta, durevolezza, schiuma), suggerendo che sia importante al pari dello zucchero per

i prodotti dolciari. Il gruppo ha stabilito di ammettere l’uso dell’olio di cocco a patto che

venga reperito da agricoltura biologica, che sia usato in percentuali ridotte e comunque non

per la totalità dei saponi offerti sul banco.MATERIE PRIME NON AMMESSE :

• olio di palma,

• fragranze e profumi

sintetici,

• coloranti sintetici e

minerali,

• solventi,

• conservanti.

N.B. L’olio esausto (anche portato dai clienti) è ammesso per tutti i tipi di sapone non per

uso corporeo (bucato, pulizia casa). Questo materiale rientra nel percorso del progetto

“RIFIUTI ZERO” promosso dall’associazione CampiAperti, che potrebbe riassumersi un

un’altra declinazione dello slogan dell’associazione: “dai il tuo contributo, UTILIZZA UN

RIFIUTO!”

L’olio esausto è poco sicuro da usare nei saponi per il corpo per via dei perossidi contenuti

negli oli di base, perossidi che non vengono saponificati e sono presenti nel sapone finito,

che possono scatenare sulla pelle la formazione dei dannosi radicali liberi che la invecchiano

precocemente. L’olio esausto può essere invece usato nei saponi per il bucato e per la

pulizia della casa, con le accortezze che verranno indicate da ogni produttore. La

rigenerazione dell’olio esausto riduce la quantità d’olio che finisce in discarica e costituisce

un passo ulteriore nel ciclo di vita della materia olio, abbattendo i rifiuti e educando al riciclo.

Reperibilità All’interno di CampiAperti

– Grappa

– Vino Buona disponibilità. I prezzi vanno dai 5 agli 8 euro al litro

– Aceto: difficile reperibilità.

– Miele Reperibile stagionalmente, il prezzo può variare a partire dai 9 euro al chilo.

– Olio di oliva La sua reperibilità è altalenante, ma difficile reperire grosse quantità. Il

prezzo va dai 7 euro ai 10.

– Olio di Girasole. Di difficile reperibilità.

– Cera d’api : il dilemma è se usare solo quella completamente bio (rarissima da

procurare), o quella che proviene da telai prefabbricati non bio (che potrebbe

contenere, seppur in minima parte, residui di cere non biologiche e dunque

potenzialmente contaminate da metalli pesanti). Difficile da trovare. Il prezzo è sui 25

Euro al chilo.

– Oli Essenziali: si è stabilito che NON SONO AMMESSI OLI DI PROVENIENZA

ESOTICA (indicativamente, non reperibili nell’area mediterranea, isole incluse). Più

l’olio essenziale/pianta da distillare proviene da lontano, più sarà necessaria una sua

certificazione o che sia distillato/raccolta direttamente dal produttore.

Esternamente dal circuito CampiAperti

GRUPPI D’ACQUISTO PER PRODOTTI EXTRA CAMPI APERTI, come per gli ingredienti dei

saponi quali soda, eccc.

– Cera d’api. Più facile da trovare all’esterno di CampiAperti, ma non sempre è possibile

garantirne la biologicità.– Propoli. Stesso discorso della cera.

– Alcool, Impegnarsi per organizzare un gruppo d’acquisto per Alcool biologico

altrimenti introvabile.

– Oli Essenziali. Per molti tipi è necessario reperirli esternamente a campi aperti e i

prezzi sono molto variabili.

– Olio di Girasole. Più facilmente reperibile all’esterno di CampiAperti, per esempio nei

circuiti dei GAS.

– Ingredienti di origine esotica quali: burro di Karité, olio di jojoba, olio di argan, oli

essenziali esotici tipo speziali, … La premessa è che, nonostante probabilmente non

siano indispensabili, possano rendere un prodotto arricchito e, comunque, frutto di

una produzione artigianale e curata, altrimenti introvabile in altri canali di acquisto (i

cosmetici di ogni genere che si acquistano in un negozio di qualsiasi tipo, sono

completamente pieni di conservanti ed altri ingredienti necessari per quel tipo di

vendita,ma non indispensabili per la creazione di un buon prodotto, ed è pressoché

impossibile trovarne di artigianali…). In CampiAerti è possibile trovare tanti di questi

ingredienti tramite il commercio equo, e l’olio di argan tramite un progetto di

cooperazione.

– Argilla in polvere ventilata. Fondamentale nei dentifrici in polvere. Fattore limitante per

l’autoproduzione: la ventilazione che crea particelle microscopiche e con margini

smussati. Per cui sarebbe necessario prenderlo da fabbriche italiane con

certificazione.

Etichette:

Informazioni indispensabili in etichetta:

• Luogo e origine di produzione,

• indirizzo azienda o produttore,

• materie prime in % decrescente,

• peso,

• costo,

• scadenza,

• logo di Genuino Clandestino (se il prodotto è Genuino Clandestino).

– si è stabilito che i nomi delle piante ingredienti da scrivere in etichetta siano entrambi

(latino e comune), per le piante selvatiche, mentre solo il comune in caso di piante

aromatiche (timo, salvia, etc.), in modo tale che siano facilmente riconoscibili dai

fruitori e che non ci siano equivoci sui nomi popolari.

– Indicare la PROVENIENZA DEGLI INGREDIENTI, nel caso provengano da altre

aziende, e precisare da dove.

– Specificare se la pianta è di origine Selvatica (Selv.), Coltivata (colt.), Esterna a

Campiaperti (no campiaperti)

– Nel caso di utilizzo di piante con controindicazioni va chiaramente indicata in etichetta

(per esempio l’iperico, l’assenzio…)– Nelle tisane deve esser indicata la data DATA DELLA RACCOLTA E DEL

CONFEZIONAMENTO; chi lo desidera, può aggiungere anche una scadenza o un

lotto progressivo.

Prezzi

ANALISI DEI PREZZI Ognuno ha formati di contenitori e pesi diversi, per cui si è proceduto

confrontando i prezzi di ciascuno in base al peso, e stabilendo ragionevolmente un prezzo

frutto della media tra tutti.

Si è poi deciso un prezzo minimo a cui tutti dobbiamo attenerci. Tale prezzo è in relazione ad

una quantità di riferimento espressa in peso o volume. Chiaramente i prezzi possono variare

nel caso di raccolti abbondanti.

risulta comunque difficile stabilire un prezzo standard poichè ognuno potrebbe procedere

alla produzione con metodi più o meno approfonditi e particolari (es. aggiunta di

calcinazioni, oli essenziali, ecc.); pertanto i prezzi sotto indicati si intendono solo indicativi

per le formulazioni base, in ogni caso è consigliabile descrivere il più possibile in etichetta, in

modo da documentarne le differenze.

Periodicamente ci confronteremo su eventuali aggiornamenti di prezzi.

TISANE: – Piante Singole e di semplice preparazione: 10 euro all’etto.

– Miscele di piante e piante pregiate: 15 Euro all’etto.

POLVERI: 17 euro all’etto.

ESTRATTI (Tinture Madri, Tinture, Gemmoderivati, Estratti liquidi…):

15 euro per 100 ml.

OLEOLITI: va precisato in etichetta quale tipo di olio si sia impiegato, poichè il valore è

differente ed anche l’aspetto finale dell’oleolito; 10 Euro per 100 ml.

UNGUENTI: 14 euro all’etto.

CREME: 22 Euro all’etto.

ACQUE AROMATICHE:

– Coobata (per distillazione) 6 euro per 100 ml.

– Aromatiche (per macerazione) 4 Euro per 100 ml.

ENOLITI: 6 euro per 250 ml.

ACETOLITI: 5 euro per 200 ml.

MELLITI: 4 Euro per 100 ml (Pari a circa 130 gr.).

MIELE MEDICATO: 7 Euro per 200 ml (pari a circa 270 gr.).

SCIROPPI: – Piante semplici: 3 Euro per 200 ml

– Piante pregiate: 7 Euro per 200 ml.

COLLUTTORIO: 6 Euro per 100 ml.

SALI AROMATICI: – con piante fresche: 4 Euro per 150 gr.

– con piante secche: 5 Euro per 150 gr.

DADO VEGETALE: 5 Euro per 300 gr.PATE’ E CREME ALIMENTARI – con piante selvatiche e officinali: 5 Euro per 300 gr.

– con Cren: 6 Euro per 300 gr.

– Con Aglio 3,5 euro per 100 gr.

COMPOSTA DI ROSA CANINA: 4 Euro per 100 gr.

PIANTE FRESCHE NON ORTICOLE: si è ritenuto indispensabile un confronto con gli ortolani

di c.a., inquanto maggiormente esperti nel valutare il valore di questo tipo di raccolti.

SAPONETTE PER IL CORPO: per 100 grammi, da 1,50 euro per un sapone base fino a 4

euro per un sapone speciale, in base agli ingredienti usati.

SAPONETTE PER IL BUCATO: per 100 grammi da 1,00 euro a 1,50 euro.