è un'associazione di produttori e consumatori che si impegna e lavora per il sostegno dell'agricoltura contadina che rappresenta un nuovo e allo stesso tempo antico modo di fare agricoltura, legato a un rapporto più stretto con la terra, a un modo di produrre pulito senza l'uso di prodotti chimici, alla semplicità, alla qualità dei prodotti, alla loro stagionalità. L'agricoltura contadina valorizza le risorse abbondanti, in particolare il lavoro umano, e fa economia su quelle rare, come il territorio e l'acqua, sostiene gli insediamenti rurali, salvaguarda l'ambiente e le risorse naturali, la biodiversità e la qualità degli alimenti.
L'agricoltura contadina si pone in contrasto all'agricoltura convenzionale, all'agrobusinness, alle sofisticazioni genetiche, a un modo di fare agricoltura che fa uso di grandi quantità di prodotti chimici e di macchinari per massimizzare le produzioni a rischio della salute dei consumatori, a scapito della qualità dei prodotti e in modo assolutamente innaturale. Questo modo di fare agricoltura ha portato l'individuo a perdere il contatto con la terra e con i suoi frutti e a vedere l'agricoltura esclusivamente come fattore di speculazione economica, con le iniquità sociali che ciò comporta su scala mondiale dove in larga maggioranza chi lavora la terra non riesce a vivere dei suoi prodotti, da cui nascono le esperienze di Via Campesina in America Latina, e non solo, contro le politiche dell'Organizzazione Mondiale del Commercio (WTO).
I mercati promossi da CampiAperti - associazione per la sovranità alimentare si informano ai seguenti principi:
1) Economia di relazione.
L'economia di relazione è preferita all'economia di mercato perché consente di stabilire forme di solidarietà concreta tra consumatori e produttori, accomunati dal perseguimento di obiettivi comuni, quali la salute, l'ambiente e la dignità del lavoro.
2) Filiera corta.
La filiera corta è riconosciuta come scelta strategica per favorire l'economia locale, preservare colture e culture locali, stimolando la produzione di alimenti di qualità. La vendita diretta valorizza il ruolo di presidio ambientale del territorio dei produttori locali, consente il contenimento dei prezzi dei prodotti alimentari, nonché il controllo e la conoscenza tra consumatori e produttori.
3) Agricoltura biologica.
L'agricoltura biologica/biodinamica è riconosciuta come la sola tecnica di produzione agricola che preserva l'ambiente e la salute, tanto di chi lavora, quanto di chi consuma i prodotti della terra.
4) Autocertificazione
L’associazione riconosce l’autocertificazione ed il controllo diretto da parte dei soci quale valido strumento per garantire la qualità biologica delle produzioni delle piccole realtà contadine.
5) Sostenibilità ambientale.
La verifica della sostenibilità ambientale dei prodotti destinati al consumo deve essere effettuata analizzando tutto il ciclo di vita del bene, dalle materie prime impiegate, fino allo smaltimento della materia post-consumo.
6) Agricoltura contadina.
L'agricoltura contadina è riconosciuta come moderna forma di produzione, alternativa alla produzione industrializzata, che consente la massima valorizzazione del lavoro umano e garantisce un reddito dignitoso ai produttori agricoli.
7) Prezzo equo e trasparente.
L'equità e la trasparenza del prezzo sono ricercati come elemento del rapporto di solidarietà instaurato tra produttori e consumatori.
8) Reti di economia solidale.
La creazione di nuove relazioni tra produttori e consumatori favorisce il rafforzamento delle Reti di Economia Solidale e stimola la realizzazione di un vero e proprio Distretto di Economia Solidale.
1) Accettazione delle regole.
Tutti i produttori che partecipano ai mercati approvano la Carta dei principi e sono tenuti al rispetto del presente Regolamento e ad accettare forme di controllo sociale delle proprie produzioni, anche attraverso specifiche analisi.
2) Produttori.
Possono essere ammessi ai mercati i piccoli produttori agricoli e trasformatori locali che producono con i metodi dell'agricoltura biologica o biodinamica (reg. CEE 2092/90 e succesive modifiche). Ogni produttore espone sul banco di vendita la propria scheda di presentazione e di autocertificazione e risponde personalmente del rispetto delle norme di natura fiscale, amministrativa e sanitaria.
Possono essere ammessi ai mercati i trasformatori alimentari, nella misura massima del 30% dei banchi presenti, purché abbiano avviato un progetto di insediamento rurale e a condizione che utilizzino solo ingredienti biologici, prodotti dalla filiera locale.
Salvo quanto previsto dall'art. 3, sono esclusi dai mercati i soggetti che svolgano esclusivamente un ruolo di intermediazione dei prodotti agricoli.
3) Prodotti.
Possono essere venduti nei mercati i beni agricoli e alimentari biologici o biodinamici certificati da organismi di controllo o garantiti da autocertificazione. Ogni produttore può vendere solo i propri prodotti. Limitatamente a prodotti non presenti nel mercato o scarsamente presenti e previo consenso dell'assemblea di gestione, possono essere vendute piccole quantità prodotti di aziende vicine e collegate. Le aziende produttrici collegate devono essere indicate sulla cassetta di vendita o su listino esposto al pubblico.
Può essere ammessa la vendita, anche da parte di soggetti diversi dal produttore, di prodotti alimentari di uso comune, ma normalmente provenienti da altre regioni, come olio e agrumi, nonché prodotti ecologici non alimentari, come detersivi, prodotti per l'igene personale, cosmetici e altro.
Il numero dei banchi di prodotti non alimentari non può superare il 10% del totale dei banchi presenti al mercato.
4) Prezzi.
I prezzi di vendita, al kg. o al litro, devono essere chiaramente esposti sui banchi e devono essere stabiliti nel confronto tra i produttori, con validità di almeno una stagione.
5) Ammissione ai mercati.
I produttori che intendono partecipare ai mercati devono prendere contatto con il referente del mercato o dell'associazione, compilare la scheda di presentazione e di autocertificazione e sottoporre la propria domanda di ammissione all'assemblea di gestione del mercato, che decide in base all'esito della visita all'azienda effettuata da un gruppo di produttori e consumatori.
Le aziende che, dopo un'assenza di oltre quattro mesi, intendano riprendere la loro presenza al mercato, devono ripresentarsi in assemblea per la riammissione.
6) Assemblea di gestione dei mercati.
L'assemblea di gestione del mercato è composta dai produttori presenti al mercato e dai consumatori interessati e vigila in maniera diretta, o tramite un suo delegato, sull'applicazione del presente regolamento, anche con l'effettuazione di controlli presso le aziende. Salvo specifiche esigenze, l'assemblea di gestione del mercato si riunisce con cadenza bimestrale, su autoconvocazione. Essa decide sulle questioni logistiche ed organizzative; sull'ammissione di nuovi prodotti o produttori; sulle regole di gestione del singolo mercato, sui controlli alle aziende e su ogni altra necessità. Le decisioni assembleari sono adottate con il metodo del consenso o, in mancanza di accordo, a maggioranza dei presenti.
7) Finanziamenti.
Tutti i produttori sono tenuti a contribuire alla gestione dei mercati (attività promozionali e informative) ai quali partecipano, proporzionalmente alle loro capacità economiche ed oganizzative, nelle forme decise dall'assemblea di gestione.
Previo consenso dell'assemblea di gestione, i mercati possono ricevere finanzimenti da soggetti privati e enti pubblici.
Verso la fine degli anni'90 l'incontro tra un gruppo di contadini che praticano l'agricoltura biologica e alcuni consumatori responsabili dà vita al Coordinamento per la Sovranità Alimentare. Il coordinamento attraverso la Palestra di autodifesa alimentare si attiva per discutere e dare risposte concrete alla necessità di un nuovo modo di fare agricoltura, riscoprendo l'importanza di essere contadini e non solo imprenditori agricoli. Una pratica che viene individuata a tale scopo è la vendita diretta.
La consapevolezza da cui si parte è che le risorse, soggettive e del pianeta,
non sono infinite e che quindi il modificare i rapporti di produzione e
fruizione può riportare l' umanità ad un sentire più profondo fra noi stessi,
fra noi e "l'altro", fra noi e la terra.
In tempi di neoliberismo imperante la vendita diretta nei mercati autogestiti
consente di rompere l'accerchiamento e costruire un'altra inclusione che sfugga
alla regola principe del "non luogo" ipermercato: più spendi, più conti,
socialmente parlando.
Molto importante è anche il rapporto con i gruppi d'acquisto
solidale(GAS) con cui si diffonde la pratica della consegna delle
cassette confezionate dai produttori.
La vendita diretta è una pratica fondamentale per il sostegno
dell'agricoltura contadina e un'attività che ha riscosso interesse nei
consumatori in questi ultimi anni. Attraverso la vendita diretta possiamo
conoscere chi produce quello che mangiamo, chiedergli informazioni su come
lavora e sulle caratteristiche dei suoi prodotti. Non più alimenti che vengono
da migliaia di chilometri di distanza, tenuti in celle frigo per giorni e
giorni, prodotti con metodi sconosciuti in zone sconosciute, con altissimi costi
in termini di utilizzo delle risorse e di inquinamento ambientale. I prodotti
che troviamo ai mercati sono il più possibile locali e sempre tutti biologici.
Al fine di garantire ciò, tutti i produttori che partecipano al mercato devono
condividere i principi della carta d'intenti e quindi entrare a far parte
dell'Associazione e seguire alcune procedure: innanzitutto devono essere
disponibili per una visita in azienda per verificare le condizioni di
ammissibilità, devono discutere la propria candidatura nell'assemblea del
mercato, redigere un documento di autocertificazione che garantisca il rispetto
delle regole che l'Associazione si è data assumendosene la responsabilità sia di
fronte ai soci che di fronte a tutti i consumatori. Saltando i diversi passaggi
che le merci devono sostenere per arrivare alla grande e piccola distribuzione e
quindi, eliminando costi ulteriori che vanno a gravare sul prezzo, la vendita
diretta permette ai produttori di ottenere una retribuzione più equa del loro
lavoro e ai consumatori di acquistare prodotti freschi e di ottima qualità a
prezzi convenienti.
I mercati diventano spazi in cui è possibile costruire nuove relazioni e un
diverso modo di socializzare, un'altra inclusione che sfugge alla regola
imperante della produzione e del consumo impersonale, in luoghi senz'anima come
i supermercati. L'assenza di intermediari fra produttori e consumatore permette
agli agricoltori di avere un reddito più adeguato per la loro attività e ai
consumatore di poter acquistare prodotti sani e di qualità a prezzi convenienti.
L'agricoltura non è più solo business e speculazione ma torna a essere lavoro
creativo e stimolante.
Fondamentale per lo sviluppo dell'attività del Coordinamento e per la nascita
del mercato di vendita diretta è il rapporto con un centro sociale di Bologna,
l'XM24. E' nei suoi spazi, infatti, che si decide di dare vita
al primo mercatino settimanale che parte da poche ma tenaci unità di produttori.
La scommessa viene vinta dopo un paio di anni. In questo periodo si sviluppa una
certa sensibilità verso i prodotti sani e biologici, in particolare in seguito
alle catastrofi alimentari a cui ha dato luogo lo sviluppo di un'agricoltura
totalmente volta al profitto senza nessun rispetto di quelle che sono le regole
che la natura impone (mucca pazza insegna).
Il mercato all'XM24
(in via
Fioravanti 24 tutti i giovedì dalle 17.30 alle 21) suscita interesse e
l'abbondante partecipazione di gente al fa capire come ci sia lo spazio per
crearne dei nuovi. Così nel 2006, con l'appoggio di un altro centro sociale, il
VAG61, nasce un nuovo mercato alla Cirenaica presso
VAG61 (in via Paolo Fabbri 110 tutti i martedì dalle 18 alle
21) . Ma appena un anno dopo, e siamo nel 2007, l'esperienza dei mercatini
è già matura per triplicarsi, e così nasce un nuovo mercato nel
Quartiere Savena con la collaborazione del Quartiere stesso e
della Scuola di Pace (in via Udine tutti i venerdì dalle
17.30 alle 20).
Allo stesso tempo, il gruppo informale del Coordinamento per la Sovranità
Alimentare si costituisce in associazione col nome, appunto, di CampiAperti.
L'Associazione organizza iniziative, fa informazione, collabora con altre
associazioni, gruppi e istituzioni al fine di promuovere l'incontro tra
produttori e consumatori responsabili, di promuovere e divulgare l'uso e la
pratica dell'agricoltura contadina biologica, delle produzioni eco-compatibili,
del risparmio delle risorse naturali, di promuovere e divulgare la ricerca di
strumenti per i controllo della qualità dei prodotti e l'autocertificazione
delle produzioni biologiche, basati sul confronto diretto tra produttori e
consumatori, sul controllo reciproco tra i produttori, sulla condivisione delle
esperienze e delle conoscenze tecniche.