Ormai a Bologna tutti ne parlano: Campi Aperti, dopo anni di attesa, di tentativi e richieste, conquista piazza Verdi.

Già a partire da lunedì 5 giugno il mercato di piazza Scaravilli trasloca finalmente pochi metri più in là, nel cuore della zona universitaria.

Doveva essere per noi una festa. Purtroppo però abbiamo scoperto solo a cose fatte che il nostro mercato, dalla terza settimana di giugno, verrà coinvolto dal progetto “Guasto Village“, un’operazione di rivitalizzazione estiva dell’area compresa tra piazza Verdi, largo Respighi e via del Guasto.

Tante le ombre che accompagnano le luminarie allestite per l’occasione. Ignari di tutto, siamo stati inseriti nel contesto di un progetto caratterizzato, sì, da iniziative culturali e di intrattenimento, ma anche da un sistema di controllo degli accessi che di fatto renderà privata la piazza. Almeno questo par di capire dalle notizie riportate dai giornali bolognesi.

Ecco, questa cosa non ci piace.

Se il problema a piazza Verdi è il cosiddetto “degrado”, o l’immagine non proprio “da cartolina” che Bologna dà di sé, c’è da dire che simili misure di controllo non migliorano la situazione. Un luogo presidiato con transenne e bodyguards non è certo un bel vedere.

Sarebbe anche ora di porre fine alla faciloneria con la quale si accomunano sotto la voce  “degrado” fenomeni quali microcriminalità, disagio sociale e abitudini di frequentatori che possono creare disturbo a chi abita l’area.  Il ripristino di un senso di sicurezza diffuso – se manca – passa attraverso la rivitalizzazione del tessuto sociale  e attraverso la riappropriazione dello spazio pubblico, favorendone un utilizzo libero compatibile con l’abitare.

Transennare uno spazio pubblico certamente non ne aumenta la qualità. Piuttosto crediamo che aumentare i margini per l’autogestione di una piazza possa produrre benefici in termini di identificazione tra luogo e abitanti e di cura da parte di chi la attraversa. Non dunque promuovere misera fruizione commerciale, ma un territorio fatto di abitanti dello spazio pubblico.

Il nostro mercato contadino, nel suo piccolo, intende contribuire in tal senso a produrre quel territorio di abitanti, attraverso l’aggregazione che è in grado di stimolare e attraverso un consumo consapevole.

Finito il progetto “Guasto Village” (a settembre), noi saremo ancora lì, a contrapporre i nostri banchi e i nostri prodotti alla temporaneità di esperimenti di esclusività, provando ad aggregare intorno al semplice ma rivoluzionario gesto dell’acquisto.

Saremo lì  come firmatari di un patto di collaborazione sottoscritto con il Comune di Bologna per l’uso di piazza Verdi come luogo di mercato, come spazio di inclusione, partecipazione e socialità. Nulla a che vedere con eventi spot che trasformano momentaneamente l’area in una gated community.

Continuiamo a essere una rete di produttori contadini e coproduttori che seminano cambiamento e rispetto per la terra. Questa sgradita giustapposizione tra le nostre attività e una gestione securitaria dello spazio pubblico sapremo sicuramente scrollarcela di dosso.

Vi aspettiamo tutti i lunedì pomeriggio dei prossimi 24 mesi, in piazza Verdi, fronte Teatro Comunale!

http://www.campiaperti.org/wp-content/uploads/2017/06/Mercato-Piazza-Verdi.jpghttp://www.campiaperti.org/wp-content/uploads/2017/06/Mercato-Piazza-Verdi-150x150.jpgSaraPrimo PianoOrmai a Bologna tutti ne parlano: Campi Aperti, dopo anni di attesa, di tentativi e richieste, conquista piazza Verdi. Già a partire da lunedì 5 giugno il mercato di piazza Scaravilli trasloca finalmente pochi metri più in là, nel cuore della zona universitaria. Doveva essere per noi una festa. Purtroppo però...agricoltura biologica e mercati contadini atuogestiti