Verso Genuino Clandestino Bologna – Aprile 2017 –

Il disastro ecologico –
Il riscaldamento globale costituisce una minaccia al futuro dell’umanità intera. Eppure questo dato, nella sfera della politica istituzionale a livello sia locale che globale, è ignorato, negato o minimizzato. Il riscaldamento globale è solo la maggiore delle minacce di un sistema di produzione e dominio che sta trascinando il pianeta verso l’ecocidio.
Ma nella società esiste una consapevolezza diffusa della gravità della situazione e della necessità di reagire, e che non è sufficiente ridurre questa reazione a scelte individuali di consumo responsabile o di produzione sostenibile.
E’ necessario costruire urgentemente una dimensione politica che sviluppi pratiche e proposte che vadano in direzione fermamente contraria alle dinamiche di devastazione ambientale: difesa e sviluppo dell’agricoltura contadina, produzione biologica di prossimità, riduzione e azzeramento nella produzione dei rifiuti, redistribuzione del patrimonio genetico agricolo e difesa della biodiversità, opposizione al modello industriale di coltivazione e allevamento, riduzione di tutti i sistemi produttivi che causano massicce emissioni di gas serra e di inquinanti ambientali. La ricerca di un nuovo equilibrio con la Madre Terra: questa è la nostra priorità!

Il disastro economico.
La crisi economica dei paesi occidentali mostra di non avere prospettive di soluzione anche ai più ottimisti. I meccanismi del capitale nazionale e transnazionale producono ormai da decenni un impoverimento progressivo delle popolazioni e un aumento delle disuguaglianze. A queste dinamiche di collasso corrispondono segnali sempre più frequenti di imbarbarimento e intolleranza: le guerre tra poveri, le guerre contro i poveri sono all’ordine del giorno. La mistificazione delle cause reali della crisi e la mancanza di consapevolezza incrementano il livello di isolamento, frustrazione e isteria dei singoli.
Il nostro percorso punta a sperimentare e diffondere nuove forme di organizzazione del lavoro e della produzione, basate sull’autogestione, sull’organizzazione antigerachica, sulla cooperazione sociale, che permettano alle comunità di attuare le proprie scelte nell’ambito della produzione, del consumo, dell’utilizzo delle risorse e dei beni comuni.

Il disastro sociale e umano.
Migliaia di persone che affogano nel mediterraneo mentre cercano una vita diversa. Una campagna d’odio nei confronti dei/delle migranti che si sta incancrenendo nelle pieghe profonde della società. Occorre ripartire dalla consapevolezza che gli stati nazione sono il principale strumento di questa violenza, che rischia di peggiorare ulteriormente trascinando l’umanità verso il disastro di conflitti sempre più estesi: abbattere le frontiere, estinguere gli eserciti, costruire un altro sistema dal basso, radicalmente democratico e inclusivo!

La necessità di reagire.
Ecocidio, patriarcato, omofobia, razzismo, sfruttamento, povertà, fame, disuguaglianze, guerre, sono aspetti interconnessi di un sistema. E per questo non possono essere affrontati singolarmente, senza una prospettiva di cambiamento sistemica.
Occorre trovare alternative praticabili e coerenti: avviare la costruzione di una dimensione politica alla ricerca di modalità di esistenza in equilibrio con la natura, di nuove forme di economia e di aggregazione sociale basate sulla solidarietà e la partecipazione, di costruzione dal basso di comunità territoriali realmente democratiche e antigerarchiche.

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